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Sono state depositate le motivazioni della sentenza che il 23 giugno scorso ha condannato a cinque anni di reclusione i due sostenitori del Foggia ritenuti responsabili dell’incendio che devastò la Curva Sud dello stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto il 3 settembre di due anni fa.

Secondo quanto riporta l’edizione odierna di “Quotidiano” la giudice Chiantini definisce “univoco e concordante” il quadro probatorio che ha portata alla condanna per incendio doloso e aggravato. L’azione dei due tifosi fu deliberata, “non un gesto goliardico – scrive il magistrato nella sentenza – ma un atto idoneo a trasformare un evento sportivo in tragedia, mettendo a rischio migliaia di persone”.

Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza dello stadio i due ultras foggiani furono ripresi inequivocabilmente mentre lanciavano un corpo incandescente sui rotoli di gomma stoccati sotto i gradoni. Un atto ritenuto “consapevole e pericoloso”, maturato in un clima di rivalità accesa tra le due tifoserie, che richiama episodi di violenza già avvenuti in passato. Le difese dei due tifosi ricorreranno in appello.

Il Tribunale ha inoltre riconosciuto le aggravanti di aver agito durante una manifestazione sportiva e all’interno di un edificio pubblico. Per questo, oltre alla pena detentiva, è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la condanna al risarcimento in favore del Comune di Taranto, costituitosi parte civile.

Resta ancora da individuare i responsabili di quello stoccaggio così incauto, sotto la Curva Sud di materiale infiammabile (pezzi di pavimentazione destinati alla pista di atletica dello Stadio Valente che ospiterà i Giochi del Mediterraneo).

A tal proposito è in corso il procedimento parallelo a carico di due funzionari comunali, indagati per concorso in incendio colposo, chiamati a rispondere di presunte omissioni nella gestione del materiale infiammabile.

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