A Taranto c’è fame di essere ascoltati. Te ne accorgi camminando tra la gente, che ti ferma per segnalare questo o quel disservizio, per rappresentare un bisogno personale o del quartiere, ma anche per condividere iniziative lodevoli e costruttive.

E l’incontro avvenuto nella mattinata di giovedì 9 ottobre al quartiere Salinella, che segna l’inizio del progetto “Servizio Sociale On the Road”, non ha potuto che confermare questa tesi.

Tanti, infatti, i cittadini accorsi per incontrare l’assessore ai Servizi Sociali e Politiche Abitative, Sabrina Lincesso, intervenuta presso il Comitato circoscrizionale del quartiere insieme ad alcuni operatori sociali.

Storie dolorose, bisogni concreti ma soprattutto tanta voglia di parlare ed essere ascoltati, di poter esprimere le proprie necessità a qualcuno che ha le competenze e il ruolo per poter intervenire fattivamente.

“Non mi aspettavo così tante persone – ha dichiarato al CorrierediTaranto.it Nicola Raffo, presidente del Comitato – Sono davvero contento di questa iniziativa dell’amministrazione comunale: i tarantini hanno bisogno di sentire le istituzioni al loro fianco”.

All’interno della sede del Comitato era stata allestita una stanza interna per tutelare la privacy, ma ben presto l’utenza è aumentata al punto da invadere il marciapiede circostante, così operatori sociali e assessore hanno scelto di ascoltare i cittadini intervenuti letteralmente per strada, così come pensato inizialmente.

“È un welfare di prossimità – ha dichiarato la Lincesso – sono tante le circoscrizioni che richiedono il nostro intervento su indicazione del sindaco Bitetti, che sin dalla campagna elettorale ha espresso la sua idea di un’amministrazione tra la gente e non al chiuso degli uffici comunali. Mercoledì 15 ottobre saremo a Paolo VI, presso la parrocchia Corpus Domini: anche da questo quartiere, infatti, abbiamo ricevuto numerose richieste”.

Un ruolo particolarmente sentito, quello dell’assessore Lincesso, che in quanto assistente sociale ha vasta esperienza e conoscenza dei bisogni portati all’attenzione dei Servizi Sociali: “Variano da quartiere a quartiere – spiega – e in base alla fascia d’età: tra tutti l’emergenza abitativa, l’inadempienza scolastica, i disagi minorili, le fragilità legate alla situazione economica ma, purtroppo, anche la violenza domestica“.

Uno staff numeroso quello che ha accompagnato l’assessore in questo primo incontro: “I nostri servizi sociali hanno un livello di professionalità molto alto – rivendica la Lincesso – e sono in tanti a riconoscercelo”.

Alla Salinella, così come negli altri quartieri della città, emerge prepotente tutta l’esigenza di esprimere le proprie difficoltà: “Sono anni che chiediamo di essere ascoltati – spiega Raffo – Fino ad ora ci sono state forse troppe parole e poco ascolto: per questo sono doppiamente felice di questo percorso, spero che possa offrire un aiuto concreto alla gente”.

Perché ascoltare è già un modo di agire. È capire determinate problematiche si risolvono guardando le persone negli occhi, accogliendo le loro storie, comprendendo le sfumature di ogni bisogno. È in quel dialogo che si costruisce fiducia, la materia prima di ogni politica sociale efficace.

L’ascolto autentico, del resto, non è mai passivo.
Richiede tempo, empatia, disponibilità a mettersi in discussione. Richiede la capacità di accogliere il dolore, la rabbia, la speranza di chi spesso non ha altri strumenti per farsi sentire. In questo senso, gli incontri nei quartieri rappresentano una forma di “welfare di prossimità”: un modello che si fonda non sulla distanza, ma sulla vicinanza umana e istituzionale.

Ed è proprio questa vicinanza che può trasformare il rapporto tra cittadini e istituzioni. Quando la gente percepisce di essere ascoltata, si sente parte di un progetto comune.

L’ascolto diventa partecipazione, la partecipazione diventa fiducia, e la fiducia genera collaborazione. È un circolo virtuoso che può restituire dignità ai quartieri, ma anche energia e credibilità alle istituzioni.

A Taranto, città che ha conosciuto tanto dolore e resilienza, ascoltare è forse il più grande atto politico possibile.

Perché ogni voce raccolta è un tassello di una città che vuole rialzarsi — insieme.

One Response

  1. Buonasera

    Molto bene il momento di ascolto, il welfare di prossimità mi sembra un tantino azzardato.
    Tutto molto lodevole. Mi auguro come sempre per noi tutti che terminata la campagna elettorale ci siano azioni concrete, sui diritti negati a questa cittadinanza.
    Ad esempio i servizi amministrativi più agevoli
    su misura del cittadino
    Messa a norma delle strade nelle periferie da segnaletica mancante a erbacce che invadono i marciapiedi dissestati in molte zone
    Lo dico con spirito costruttivo, senza ascoltare nessuno, i cittadini porteranno i fiori a Palazzo di Citta se solo ci facessero vivere un ambiente decoroso e sicuro .
    Quale migliore pubblicità per questa amm.ne
    Fare fare fare senza risparmiarsi

    Ad maiora

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