Pubblicata nel 1985 (15 ottobre), “The Singles 81→85” è molto più di una raccolta: è la fotografia di una band che, in soli quattro anni, seppe reinventarsi, evolversi e definire il pop elettronico per un’intera generazione. I Depeche Mode, partiti da una vena synthpop spensierata, arrivano in questo disco a esprimere un’identità musicale più cupa, adulta e stilisticamente rivoluzionaria.

La raccolta ripercorre l’arco evolutivo dal debutto Speak & Spell (1981) fino all’album Some Great Reward (1984), includendo tutti i singoli principali di quel periodo, più gli inediti “Shake the Disease” e “It’s Called a Heart”, fatti uscire in un perido in cui nella band ci furono delle tensioni tali da far pensare allo scioglimento. Ma il mentore dei Depeche, Daniel Miller il discografico della Mute Records, per far calmare le acque decise, di far uscire questi due  che prima di dare alle stampa un nuovo album di inediti che arrivo nel marzo del 1986 (“Black Celebration”).

Le prime tracce della raccolta come “Dreaming of Me”, “New Life” e “Just Can’t Get Enough” mostrano la vena synthpop brillante e orecchiabile della prima fase, con la penna di Vince Clarke, membro originario che abbandonò subito la band per formare prima gli Yazoo e poi gli Erasure.

Dopo la sua uscita, il suono cambia: Martin Gore prende in mano la scrittura, e i Depeche Mode virano verso temi più introspettivi, religiosi, sessuali e sociali, come in “Everything Counts”, “People Are People” o “Blasphemous Rumours”.

Il suono è fortemente elettronico, ma mai freddo: sintetizzatori analogici, drum machine, sample industriali e arrangiamenti minimali creano un mondo sonoro originale, accessibile ma non banale. La voce di Dave Gahan, inizialmente giovanile, si fa via via più grave e magnetica, anticipando le profondità future della band.

Questa raccolta mostra chiaramente la trasformazione da band pop da classifica a gruppo di culto. I Depeche Mode stanno imparando a giocare con le atmosfere, con i silenzi, con le contraddizioni tra melodie dolci e testi cupi. Non c’è una sola band dell’epoca che abbia saputo fondere danza, disagio e spiritualità in modo così efficace.

The Singles 81→85 è una compilation fondamentale non solo per chi ama i Depeche Mode, ma per comprendere l’evoluzione dell’elettronica pop degli anni ’80. Mostra la transizione da leggerezza adolescenziale a consapevolezza adulta, e lo fa con canzoni ancora fresche, attuali e influenti.
Un documento storico e un ascolto ancora affascinante per chi vuole scoprire da dove tutto è cominciato.

Per chi invece vuole comprendere meglio il punto di arrivo di questa band seminale per la musica elettrorock mondiale presto potrà godersi un docufilm dal titolo “M” per tre giorni al cinema (28-29-30 ottobre). Il film racconta le atmosfere delle intense esibizioni del gruppo inglese del 2023 al Foro Sol di Città del Messico durante il loro Memento Mori World Tour in questo intreccio tra musica cupa e l’esorcizzazione della morte della cultura messicana.

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