“La crisi, anzi le crisi che stiamo vivendo non spengano l’attenzione sui diritti delle persone con sindrome di Down”. E’ l’appello che l’AIPD sezione di Taranto e della provincia Jonica lancia e diffonde in vista della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down del 12 ottobre.
Attraverso una campagna di comunicazione, avviata sui social nei giorni scorsi e che accompagnerà l’intera settimana, l’associazione ricorda il proprio impegno per la difesa e l’affermazione dei diritti.
Chiedendo alla politica nazionale, regionale, locale, alla realtà scolastica, alla classe imprenditoriale di “non interrompere questo cammino verso la piena inclusione e la cittadinanza attiva delle persone con sindrome di Down: un cammino solo in parte compiuto, ma che richiede ogni giorno un nuovo passo avanti, perché non si torni indietro”.
“Perché ancora oggi resistono molti stereotipi e inculture che evidenziano uno stato sociale fortemente compromesso e mette in luce come l’attenzione per il diritto fondamentale all’inclusione debba restare alta. Noi, come associazione, – affermano dall’AIPD – non intendiamo abbassare la guardia: continueremo a promuovere percorsi di autonomia per garantire una vita indipendente e ricca, tramite gli strumenti dell’inclusione scolastica, sanitaria, lavorativa, capaci di gratificare ‘la Persona’ e non ‘il disabile’”.
Per questo, AIPD ha scelto di porre proprio il tema dei diritti al centro della Giornata Nazionale: “I diritti, se vuoi, sono una cosa semplice e bella, da condividere con tutti”.
Ma di quali diritti parliamo? “Noi ne abbiamo scelto alcuni che rappresentano non solo una giusta necessità di vita di ogni persona ma, soprattutto una significativa esigenza di ogni singola persona Down. Il lavoro, innanzitutto: tra le persone con la sindrome di Down solo il 13% circa dei maggiorenni lavora con regolare contratto, ma sono molti di più quelli che potrebbero farlo. L’associazione si impegna ogni giorno per promuovere e offrire percorsi di inserimento professionale, che partono dalla autonomia della persona, alla formazione, passando ai tirocini lavorativi e a volte sfociano in un contratto a tempo indeterminato”.
“Strettamente legato al diritto al lavoro, c’è il diritto alla piena e attiva cittadinanza: tante sono le persone con sindrome di Down che sono state presenti nell’esercitare il “proprio diritto di voto”, che si confrontano in contesti sportivi, sociali, in una partecipazione totale nell’essere ‘cittadini’ – proseguono e concludono dall’AIPD -. Le persone con sindrome di Down ambiscono e hanno quindi diritto a una vita pubblica, ma anche a una vita privata piena: il diritto all’affettività è quindi un altro tema su cui AIPD riporta l’attenzione in occasione della Giornata. La possibilità e il diritto delle persone con la sindrome di Down a una vita affettiva e di coppia è ancora oggi un forte paletto sociale, un tabù che non si riesce a scalfire: perché loro no?”.