Un fine settimana all’insegna della scoperta, della curiosità e dello stupore ha accompagnato il pubblico tarantino nelle Giornate FAI d’Autunno, che hanno restituito al territorio il piacere di guardarsi con occhi nuovi. Tra pietre antiche e storie mai dimenticate, l’edizione 2025 che celebra i cinquant’anni del Fondo per l’Ambiente Italiano ha regalato emozioni e conoscenza attraverso alcuni luoghi simbolo della provincia: Palazzo di Città a Taranto, l’Arciconfraternita del Purgatorio, il castello De Falconibus e il MAP-Museo Archeologico a Pulsano e Palazzo Bonifacio a Manduria.

In due giornate di aperture straordinarie, centinaia di visitatori si sono lasciati guidare dagli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti che, con competenza e passione, hanno saputo intrecciare le vicende storiche ai volti del presente.

A Taranto, le porte del Palazzo di Città si sono aperte su un percorso che ha unito arte e memoria. I visitatori hanno attraversato lo scenografico “Arco del Governatore”, ammirato le sale consiliari e la raffinata Sala degli Specchi, tra tele ottocentesche e soffitti dipinti. Dalle finestre, la vista si apriva sul mare e sul Castello Aragonese, in un abbraccio simbolico tra passato e presente.

Il Palazzo di Città fu costruito tra il 1864 ed il 1869 su progetto dell’architetto Davide Conversano, autore del piano urbanistico del Borgo, e prese il posto della Residenza del Capitano, un edificio adibito a “Casa Municipale” e ad “Abitazione del Regio Governatore”.

In questa struttura del XVI secolo, fortificata da 4 torri poste ai suoi angoli, il governatore militare della città era coadiuvato nelle sue funzioni da un Consiglio, eletto secondo una procedura molto complessa: venivano infatti scelti tra la popolazione i 30 cittadini più degni, i quali a loro volta ne designavano altri 72, onde formare delle liste composte da 24 persone ciascuna. Queste si dovevano alternare per un anno all’interno del Consiglio, scegliendo al loro interno i 6 cittadini componenti la Giunta.

Nel 1929 si resero necessari lavori di consolidamento dello stabile, che comportarono anche modifiche al prospetto principale, il quale fu sopraelevato per collocarvi l’orologio. Altri lavori di consolidamento di tutti i piani di calpestio e di restauro delle facciate si eseguirono nel 1979.

Negli anni 85-90, nell’ambito dei progetti FIO (Fondi Investimenti e Occupazione) il Palazzo di città fu recuperato, ristrutturato e riqualificato dall’Amministrazione Guadagnolo compreso ovviamente anche il Salone degli Specchi.

Nel settembre del 1902 ospitò il Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli, il 9 marzo del 1958 quella del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi venuto a Taranto per inaugurare il nuovo ponte girevole costruito dalla Ditta Savigliano di Torino. Al Capo dello Stato l’Amministrazione comunale guidata da Angelo Monfredi aveva conferito la cittadinanza onoraria. Insieme a Gronchi c’erano il Presidente della Camera Giovanni Leone, il Vice Presidente del Senato Michele De Pietro, il Ministro della Difesa Antonio Segni.

ltra visita importante fu quella del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Il 19 novembre 1964, accolto dall’allora Sindaco Giuseppe Conte fece visita a Palazzo di città Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri che era venuto a Taranto per inaugurare il IV centro siderurgico a quattro anni dalla posa della prima pietra che già era in attività con il tubificio.

Sarebbe stato bello se in una delle fasce orarie di apertura fosse stato il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ad accogliere i visitatori, così come proprio tra i visitatori sarebbe stato bello riuscire a vedere più under 30, considerato che l’età media registrata è superiore ai 50 anni,in parte bilanciata dalla freschezza, dovuta alla gioventù, dei bravi Ciceroni, in particolar modo un ragazzo molto spigliato che ha illustrato all’esterno di Palazzo di Città qualche cenno storico.

*foto di apertura Paolo Occhinegro

 

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