L’Ilva non è e non può essere un tema da campagna elettorale. Tutti, ne sono certo, vogliamo la salute dei tarantini e tutti vogliamo che le persone possano continuare a lavorare. E tutti dobbiamo collaborare in un momento difficile per il territorio di Taranto. L’Ilva è una questione nazionale. È lo Stato che nel 1960 ha portato l’Italsider a Taranto, e oggi, se considera l’acciaio un settore strategico per il Paese, è lo Stato che deve assumersi fino in fondo la responsabilità di quella scelta. Oggi non sembrano esserci altre strade. Lo Stato deve nazionalizzare l’Ilva, facendosi carico del percorso di decarbonizzazione. Altrimenti l’Ilva sarà destinata a chiudere. In quel caso lo Stato dovrà comunque intervenire, per evitare due bombe. Quella sociale, attirando nuovi investimenti per insediare grandi aziende e tutelare i posti di lavoro. E quella ecologica, bonificando un territorio grande dieci volte Bagnoli. Il futuro dell’Ilva e di Taranto riguarda l’Italia intera. Dal modo in cui sapremo affrontare questa sfida si misurerà la serietà del nostro Paese”. Lo ha detto Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, a margine dell’incontro con il Jrc a Bruxelles.
“Oggi a Bruxelles ho partecipato insieme al JRC (il centro di ricerca Europea ) alla presentazione promossa dalla Commissione Envi, che presiedo, del rapporto sulla decarbonizzazione e l’utilizzo dei rottami nel settore della siderurgia. L’Europa – ha aggiunto – sta andando verso la produzione di acciaio pulito con l’utilizzo di forni elettrici e allo stesso tempo sta proteggendo le nostre industrie dalla concorrenza sleale degli altri Paesi”.