Partita questa mattina dalla portineria Direzione dello stabilimento siderurgico la manifestazione organizzata da Fim, Fiom e Uilm che ha visto la partecipazione dei lavoratori diretti e dell’indotto oltre che a quelli di Ilva in amministrazione straordinaria. Il corteo ha avuto come destinazione Palazzo di Città dove è stato consegnato un documento al sindaco Piero Bitetti, all’interno del quale è stato chiesto un sostegno rispetto a quelli che sono i punti di vista dei sindacati, discussi con i lavoratori all’interno della fabbrica, con le assemblee dei giorni scorsi.
“Stiamo provando a difendere il futuro dell’acciaio e dell’occupazione e della transizione all’acciaio green nel nostro Paese. Purtroppo il Governo ad oggi non ha dato le risposte che sono necessarie e la risposta necessaria è che intervenga con una soluzione pubblica di gestione degli impianti per garantire occupazione, produzione e transizione”, ha affermato Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil.
A metà mattinata una rappresentanza dei sindacati è stata ricevuta nel salone degli Specchi a Palazzo di Città dal sindaco Bitetti, dal vicesindaco Giorno, alla presenza anche di alcuni assessori.
Questo il documento consegnato al primo cittadino di Taranto:
Al termine dell’incontro tra sindacati e Comune è stato stilato un comunicato stampa congiunto. Questo il testo:
“Il Comune di Taranto e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm condividono la necessità di un cambio di passo immediato nella gestione della vertenza ex Ilva, con un intervento pubblico deciso in grado di garantire la tenuta sanitaria, occupazionale e impiantistica del sito siderurgico di Taranto.
Siamo in una fase storica in cui la città e i lavoratori possono finalmente vedere concretizzarsi una transizione industriale reale, basata sulla decarbonizzazione del sito di Taranto e sul pieno rispetto dei diritti costituzionali al lavoro e alla salute.
Occorre dare centralità assoluta alla realizzazione del processo di decarbonizzazione, definendo tempi certi e risorse adeguate, in un quadro di nuova autorizzazione ambientale che sancisca l’abbandono programmato del ciclo integrale a carbone.
Comune e organizzazioni sindacali ritengono indispensabile la definizione di un Accordo di Programma, partecipato da Governo, Regione Puglia, enti locali e parti sociali, per garantire:
- la tutela occupazionale piena, nel rispetto delle salvaguardie dell’accordo del 6 settembre 2018;
- misure straordinarie per i lavoratori di ADI in AS, Ilva in AS e dell’appalto,comprese le possibilità di prepensionamento e incentivi all’esodo volontario;
formazione e riqualificazione professionale per accompagnare la transizione; - screening sanitari periodici per tutti i lavoratori, come già sollecitato dalla Commissione Sanità regionale;
- valorizzazione e tutela dei lavoratori dell’indotto, con l’introduzione di una clausola sociale che garantisca il loro impiego nei nuovi impianti e attività.
La transizione ecologica e industriale di Taranto non può essere più rinviata. È una responsabilità collettiva verso i lavoratori, le famiglie e le future generazioni. Il tempo dei proclami è finito: servono scelte, atti e certezze.
L’Amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm concordano, a valle dell’incontro del 28 ottobre p.v. a Palazzo Chigi, sulla costituzione di un gruppo di lavoro congiunto per l’esame delle problematiche che emergeranno in quella sede e per definire orientamenti comuni sul proseguimento della vertenza”.
“Crediamo che oggi l’iniziativa che abbiamo messo in campo era un’iniziativa per, non contro qualcuno. Allo stesso tempo però vogliamo mandare un messaggio chiaro al governo Meloni, al ministro Urso che sta trattando sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini di Taranto.La risposta oggi c’è stata, una mobilitazione dei lavoratori che ha detto chiaramente che non sono disponibili a subire ulteriormente, Vogliamo trattare, non sarà un incontro facile quello del 28 ottobre. Ci hanno provato a smontare l’iniziativa di sciopero che abbiamo messo in campo mandando la convocazione ieri sera ma noi non ci fermeremo ed oggi ne abbiamo dato dimostrazione: la comunità tarantina, le organizzazioni sindacali, i lavoratori e il Comune di Taranto hanno determinato un cambio di passo, di costruzione insieme, dal basso, per cercare un percorso per uscire dalla fase di difficoltà che attraversa quello stabilimento”, ha dichiarato al termine dell’incontro con il sindaco Bitetti, Francesco Brigati, segretario generale Fiom-Cgil Taranto.
Come accennato, ieri sera era arrivata la convocazione ufficiale del Governo ai sindacati metalmeccanici per un aggiornamento sulla situazione del gruppo Acciaierie d’Italia.
Il capo di gabinetto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Nicola Guerzoni, ha invitato Fim, Fiom, Uilm, Usb, Ugl Metalmeccanici e Federmanager a partecipare a una riunione con una delegazione governativa in programma martedì 28 ottobre, alle ore 18.00, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi.
*foto Paolo Occhinegro








Buongiorno
Quando ero piccolo c’era una canzone che diceva questo:
Per fare un albero ci vuole un seme;
per fare un seme ci vuole un frutto;
per fare un frutto ci vuole un fiore;
per fare un fiore ci vuole un albero.
Ebbene cari Sindacati
per l’acciaio green ci vuole la decarbonizzazione;
per la decarbonizzazione ci vuole il gas;
per il gas, vista l’incapacità di Snam via terra, ci vuole la nave rigassificatrice.
per la nave rigassificatrice ci vuole un Sindaco più intelligente e meno legato all’aria che tira.
A Taranto abbiamo come Sindaco il Sig. Bitetti regolarmente eletto dai cittadini.
Fatevene una ragione per la maggior parte dei tarantini l’Ilva è da molti anni solo un grande problema e non è vista più come risorsa economica. ed il Sindaco si è adeguato all’aria che tira.
Ma la colpa non è solo la sua, ma anche del Ministro Urso e del Governo, dei Commissari in AS e dei Tecnici ILVA.
Tutti a far gara a non essere chiari e sinceri con i cittadini, con gli operai e con le ditte dell’indotto.
Ecco perchè Baku Steel e Jindal sono spariti.
Non ne vogliono sapere di dover combattere con gli impianti fatiscenti, con i Cittadini e con la Magistratura italiana.
Ed ecco perchè sono rimaste le offerte alla Bedrock o le offerte spezzatino.
Buona Fortuna a tutti
Saluti
Vecchione Giulio