“Soddisfatto dei dati su Taranto? No. Stiamo passando anni difficili, ma se non facciamo rete non raggiungeremo l’obiettivo”.

Ne è convinto Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto, nella cui sede oggi sono stati presentati i dati ufficiali dell’andamento turistico in Puglia nel 2025.

A Taranto e provincia, rispetto al 2024, sono aumentate del 12,3% le presenze (ovvero il numero dei pernottamenti), ma soprattutto gli arrivi (cioè il numero dei turisti), che segnano un incremento del 12,8%.

In Puglia, però, la provincia ionica resta penultima, con numeri ben lontani dalle performances di Bari, Lecce, Foggia e Brindisi.

La provincia ionica, infatti, ha registrato 1.263.266 presenze e oltre 328.000 arrivi, numeri che la pongono al penultimo posto della regione, con un divario notevole rispetto alle aree più dinamiche come Lecce, Bari e Brindisi e Foggia.

Un divario che invita ad una riflessione profonda sulle dinamiche turistiche, sull’infrastrutturazione del territorio e sull’efficacia di una rete di promozione integrata.

Una delle principali problematiche che emerge da queste analisi, infatti, riguarda proprio i collegamenti e l’accessibilità del territorio: va da sé che il potenziale turistico di Taranto non possa concretizzarsi adeguatamente senza una rete di collegamenti all’altezza del compito, che comprendano sia i trasporti ferroviari che quelli aerei e stradali.

Ad oggi Taranto si distingue per un turismo prevalentemente crocieristico, che, pur portando un flusso consistente di visitatori, è generalmente caratterizzato da un “mordi e fuggi”, che non riesce a generare un impatto economico duraturo sul territorio. Il flusso di turisti che sbarcano dalle navi da crociera si concentra principalmente nelle aree del Borgo e della Città Vecchia, senza però estendersi in modo significativo verso il resto della provincia.

L’aeroporto di Grottaglie, al momento focalizzato sulle missioni spaziali, potrebbe rappresentare un punto di svolta se aprisse ai voli civili. Su questo fronte, che verrà affrontato lunedì prossimo in un Consiglio comunale monotematico richiesto dall’opposizione, il sindaco Piero Bitetti ha dichiarato che l’amministrazione comunale sta lavorando con il Governo, la Regione e la Provincia per migliorare i collegamenti, non solo a livello aereo ma anche ferroviario. Tra gli interventi previsti, la riqualificazione della stazione ferroviaria di Taranto e il potenziamento delle infrastrutture viarie.

L’assessore regionale al Turismo, Gianfranco Lopane, ha sottolineato l’importanza di un sistema aeroportuale integrato per tutta la Puglia, che preveda investimenti non solo per gli scali più affermati come Bari, ma anche per quelli minori come Grottaglie. «Il sistema aeroportuale pugliese è di primaria importanza, al momento annoveriamo 4 aeroporti e stiamo investendo per gli scali internazionali, da pochissimo abbiamo annunciato 4 voli diretti per New York. Grottaglie? Può rappresentare un’ulteriore via di sviluppo, al di là della vocazione spaziale, anche grazie agli investimenti che si stanno mettendo in campo».

La semplice disponibilità di infrastrutture, però, non basta. L’offerta turistica deve evolversi in una direzione più inclusiva e diversificata. Lopane ha parlato di un turismo che si costruisce attorno a esperienze uniche: “Il turismo è soprattutto costruzione di prodotti unici e di esperienze da vivere, di accoglienza”. Parole condivise anche dal sindaco Bitetti: “Un’offerta turistica di qualità si basa sull’autenticità del territorio, sulla sua cultura, sulla sua enogastronomia, sulla bellezza del mare e sulla sua storia”.

Taranto, lo sappiamo, ha molto da offrire, ma spesso le sue potenzialità non vengono sfruttate pienamente: serve un impegno costante per creare una rete di accoglienza che consenta ai turisti di vivere il territorio in modo completo.

In questo senso, la Legge regionale sulle DMO (Destination Management Organization), presentata oggi, sembra offrire una soluzione interessante, promuovendo la creazione di un livello intermedio costituito da rete di attori pubblici e privati che possano lavorare insieme per gestire e promuovere le risorse turistiche locali, gestire i flussi turistici e sviluppare nuovi prodotti.

La provincia ionica, poi, presenta al suo interno una varietà di proposte che merita attenzione.

Se da un lato i flussi di turisti italiani sono concentrati principalmente a Taranto e Castellaneta, dall’altro quelli esteri si distribuiscono soprattutto tra Martina Franca e Taranto, con la prima che segna addirittura numeri superiori a quelli del campoluogo.

Alcuni comuni come Pulsano, Ginosa e Manduria, hanno registrato nel complesso buoni risultati, mentre quelli dell’entroterra vedono numeri decisamente più bassi, il che evidenzia la necessità di un piano turistico più mirato e diversificato, che rispetti le peculiarità locali e che riesca a valorizzare anche le aree al momento “meno gettonate”.

“La strada è quella giusta – chiosa Giangrande – e porterà ad una diversificazione reale dal punto di vista economico, ma non bisogna fermarsi. Nello sviluppo di un territorio contano le professionalità, come si presenta la destinazione turistica e le sue attrattive. Le DMO rappresentano un pezzo di un coordinamento che, però, deve vedere un sistema che lavora sinergicamente e lavora in rete: è necessario insistere su questo percorso”.

*Sull’argomento:Taranto: l’ennesimo anno zero del turismo – Corriere di Taranto –Taranto fuori dalle classifiche del turismo – Corriere di Taranto

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