Annuncio inatteso, ieri alla serata finale del Giovanni Paisiello Festival fatto dal Presidente degli Amici della Musica di Taranto, Paolo Ruta che ha parlato di probabile chiusura dell’evento musicale a partire dalla prossima edizione.
La totale mancanza di fondi da parte degli enti che dovrebbero sostenere una manifestazione del genere, l’indifferenza totale non solo degli amministratori, ma anche da parte del mondo imprenditoriale e delle varie categorie, lontani anni luce dal mondo della cultura e non solo qui a Taranto, oltre alla cronica assenza, ormai da diversi anni, del mondo della stampa le cui recensioni sono diventate una vera rarità.
Ad organizzare il “Giovanni Paisiello festival” sono stati quest’anno gli Amici della Musica di Taranto con il sostegno del Conservatorio Statale “G. Paisiello”, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Puglia e della Camera di Commercio di Brindisi e Taranto, oltre al contributo di alcune realtà territoriali quali la BCC – Banca di Bari e Taranto, la Empired Real Estate Development srl e Confindustria Taranto.
Intanto il Premio “Giovanni Paisiello festival” 2025 assegnato ad una personalità che si è impegnata nella valorizzazione e nella riscoperta dell’arte paisielliana, in nome dell’internazionalizzazione della cultura, è stato assegnato alla prof.ssa Nicoleta Paraschivescu, docente di organo all’Accademia musicale di Basilea e di clavicembalo e basso continuo all’Haute école de musique di Ginevra. La sua tesi dottorale presso l’università olandese di Leiden è stata pubblicata nel 2022 dall’University of Rochester Press col titolo The partimenti of Giovanni Paisiello: Pedagogy and Practice. Con questo volume Nicoleta Paraschivescu ha contribuito a far conoscere nel mondo l’importanza che Paisiello ha avuto tra Sette e Ottocento non solo per l’attività di operista ma anche per la formazione delle nuove generazioni di compositori che si basò sul suo metodo didattico – i partimenti appunto – ereditato dalla gloriosa scuola napoletana. Grazie a questa preziosa ricerca si è potuti entrare in una sorta di laboratorio di scrittura e improvvisazione capendo con quali strumenti del mestiere Paisiello diventò il grande operista che ancora oggi la cultura internazionale studia e celebra.