Era il 19 aprile del 1985, un venerdì soleggiato primaverile a Taranto, quando il palazzetto del Tursport a San Vito si apprestava ad accogliere un altro concerto storico: quello dei Cult.
Un periodo d’oro, unico, memorabile ed emozionante quello.
La band arrivò nella tarda mattinata, e il suo frontman Ian Astbury dopo un attimo di ambientamento nel Tursport, si fiondò insieme ad alcuni tecnici, con un pallone fra i piedi, nel campetto da calcio adiacente al palazzetto.
Resteranno nella mia memoria i suoi dribbling, la sua silhouette magrissima e la mise… in slip con indosso soltanto la maglia numero 9 del mitico centravanti gallese Ian Rush, idolo del Liverpool, squadra per cui Astbury tifava.
In quel concerto storico i Cult proposero vari brani dal loro primo disco Dreamtime, ma anticiparono delle tracce che sarebbero state inserite nel loro secondo disco “Love”.

Il disco fu pubblicato in autunno, il 18 ottobre 1985 dalla Beggars Banquet Records, in tutto il mondo, riscuotendo un successo strepitoso. Dopo quel tour che toccò anche Taranto, la notorietà dei Cult divenne enorme, decretandone un grande successo.
Love è l’album che ha definito l’identità sonora dei Cult, preparando il terreno per i successi più hard rock di Electric (1987) e Sonic Temple (1989). Resta però un lavoro unico nel loro catalogo, dove energia, misticismo e stile gotico convivono in perfetto equilibrio.
Un disco elegante, potente e spirituale, una pietra miliare del rock alternativo anni ’80, con una produzione impeccabile e brani che ancora oggi, dopo 40 anni, suonano attuali: She Sells Sanctuary, Rain, Revolution, ma anche Brother Wolf and Sister Moon che pur non essendo un singolo, è uno dei brani più amati dai fan dei Cult.
I primi tre brani citati, uscirono come singoli estratti dall’album e furono stampati in tutto i formati in vinile 12″ e 45″, con la sontuosa grafica che lasciava anche presagire la futura virata della band, dal post punk verso una specie di rock metal.
I Cult (originariamente Southern Death Cult) sono stati insieme ai Sister Of Mercy i più convincenti rappresentanti del post-punk di terza generazione.
Il cantante Ian Astbury e Bill Duffy sono i sopravvissuti rispetto alla formazione originaria: il 18 giugno 2023, infatti, li abbiamo visti ed ascoltati qui a Taranto per il Medimex.
Sono passati 40 anni e come “Love” sono tanti i dischi leggendari pubblicati nel 1985, un anno memorabile, che ha segnato la storia del rock.
*A cura di Franzi Baroni



