La Puglia, dal giugno 2025, è ufficialmente la prima regione italiana ad avere una legge che tutela e aiuta i cosiddetti “Hikikomori”, persone – spesso giovani tra i 14 e i 30 anni – che per svariate ragioni sviluppano un’ansia sociale talmente forte da tenerli rinchiusi tra le pareti della loro camera. Condizione assai limitante, spesso invisibile, se non per persone che ci vivono a stretto contatto, come ad esempio i famigliari. Sono state proprio loro il motore trainante per arrivare ad avere un successo – seppur a metà – come quello della Legge 8/2025 “Disposizioni in materia di ritiro sociale: Hikikomori”.
Ad aiutare queste famiglie, mettendosi in gioco, è stato il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (PD), colui che ha pensato, scritto e promosso questa nuova legge, cercando con questa di portare il fenomeno sotto gli occhi di tutti, andando così ad aprire “il vaso di pandora”, facendo notare quanto dolore e ansia provino i giovani d’oggi.
“Mi ha contattato una mamma per spiegarmi cosa stessero vivendo nelle mura domestiche da ormai due anni: suo figlio non usciva di casa, non andava più a scuola, non riuscivano neanche a comunicarci più di tanto. Ho deciso di fidarmi di lei e aiutarla. È così che è nata questa legge.”
Ma di cosa parla esattamente questa legge? Parla essenzialmente di prevenzione, di supporto e reintegrazione nella società. Ma in che modo vorrebbero prevenire un fenomeno che purtroppo annichilisce sempre più giovani? Attraverso corsi di formazione del personale docente, presidi e anche datori di lavoro, così da poter notare le piccole avvisaglie e poter intervenire. Possiamo dire che è un’ottima campagna di sensibilizzazione su una tematica sempre più frequente, ma purtroppo ancora poco conosciuta.
Alla presentazione di questa legge, ad accompagnare il consigliere regionale, era presente un giovane scrittore tarantino: Flavio Leone, che ha scritto un romanzo proprio su questo fenomeno: ‘Quando ho scelto il buio’.

Lo scrittore ha parlato del processo che lo ha portato a scrivere questo romanzo e di come “Lorenzo”, il protagonista, sia arrivato a volersi isolare dalla società. Con l’avvento delle nuove tecnologie, Internet sempre a portata di mano e i social – che ormai sono un’estensione della nostra persona – i lati negativi superano spesso i positivi, aumentando l’ansia, specialmente nei giovanissimi che ne fanno un uso quotidiano. E non è un caso che questo fenomeno sia in continuo aumento, poiché nessuno di noi riesce a capire a pieno quanta pressione e ansia possa fare il mondo odierno con l’amplificazione costante dei social che mostrano realtà che hanno ben poco di reale, con standard sempre più difficili da raggiungere e soprattutto con la possibilità di essere presi di mira sempre e comunque in qualsiasi contesto della propria vita. E tutto questo nel libro lo vediamo dagli occhi di un sedicenne, nato nell’era dei social e delle aspettative irrealizzabili.
“Nell’era della comunicazione è impensabile che ci siano persone ‘invisibili’, che decidono di ritirarsi, di non partecipare attivamente alla società, smettendo di comunicare con il mondo esterno e che nessuno riesca a fare qualcosa per loro.”
Ed è proprio questo il fulcro di questa legge: dare voce e visibilità a chi giace ai margini della nostra società inabissato dall’ansia.
“L’accusa che si fa alle istituzioni è quella di ascoltare poco. Noi con questa legge l’abbiamo fatto. Abbiamo ascoltato i genitori di quei ragazzi, le loro storie e soprattutto i loro consigli per poterla rendere efficace e funzionante,” ha affermato con fierezza Vincenzo Di Gregorio che la legge sugli Hikikomori è stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale, proprio a sottolineare una presenza forte della nostra politica su tematiche così sensibili.
E se questa legge possiamo considerarla un passo in avanti verso una tutela maggiore della salute mentale dei nostri ragazzi, è davvero il massimo che si può ottenere? Non sarebbe più opportuno inserire nei contesti scolastici e lavorativi figure di riferimento esperte come, ad esempio, gli psicologi, che possono aiutarli a gestire e conoscere le loro emozioni, ad avere un aiuto mirato e non solo persone con alle spalle qualche corso di formazione? L’isolamento sociale è un fenomeno ormai dilagante, non ci si può più nascondere, bisogna accettarlo e capire come muoversi. Certo, questa legge non sarà perfetta, ma almeno è un passo in avanti. Con questa legge è come se la Regione Puglia avesse visto tutti quei ragazzi rinchiusi nelle loro camerette e stesse porgendo loro una mano.