Il 21 ottobre del 1985 i Simple Minds pubblicano Once Upon a Time, l’album che li consacra definitivamente a superstar mondiali, grazie a un suono epico, potente a tratti pomposo. Due anni prima (luglio 1983) erano stati al Tursport di Taranto con un memorabile concerto a supporto del “New Gold Dream Tour”.

Dopo il successo planetario del loro singolo più famoso, Don’t You (Forget About Me), uscito il 20 febbraio del 1985, incluso nella colonna sonora di The Breakfast Club ma assente dal disco, la band scozzese guidata da Jim Kerr decide di alzare l’asticella. E ci riesce, anche se per i fan più datati questo disco segna l’inizio della parabola discendente, proprio per il cambio di direzione musicale che porta le “Menti Semplici” da un sound più sperimentale e new wave dei primi dischi ad uno più “epic rock”. Una trasformazione in atto già praticamente dal precedente “Sparkle in the Rain”, datato 1984.

Once Upon a Time è prodotto da Jimmy Iovine (già al lavoro con Springsteen, Petty, U2) e Bob Clearmountain (collaborò in precedenza con Chic, Roxy Music, Bryan Adams e David Bowie) e suona enorme, dilatato: batteria martellante, synth stratificati, cori maestosi e chitarre brillanti.

Ogni brano sembra costruito per stadi pieni, riflettendo una band al massimo della propria ambizione artistica e commerciale, tant’è che ne seguì un tour che fu immortalato successivamente in un doppio album live che vendette tantissime compie “In the City of Light” (1987).

Once Upon a Time è un album che parla di trascendenza, identità, spiritualità e cambiamento, ma lo fa con l’energia di una rock band all’apice. Jim Kerr canta con fervore quasi messianico,la chitarra del “compare” Charlie Burchill è sempre più presente in tutti gli arrangiamenti mentre il basso è lasciato un pò più in disparte rispetto al passato, in parte dovuto all’avvicendamento tra lo storico bassista Derek Forbes e la new entry John Giblin.

L’album riscosse un grande successo commerciale arrivando al numero 1 in UK e nella top 10 negli USA. La critica musicale, però, si divise: alcuni lo trovarono troppo “pompato” o distante dal sound più art-rock dei primi anni, definendolo quasi uno “scimiottamento” degli U2, altri ne apprezzarono proprio il sound inspessito, classico del rock da arena anni ’80.

Resta oggi, dopo 40 anni dalla sua uscita, un classico del pop-rock. Da riscoprire ad alto volume le canzoni portanti come Alive and Kicking, forse il brano più rappresentativo de disco assieme a “Sanctify Youself ed alla title-track “Once Upon a Time”. Nei solchi del disco si trovano anche due brani sottovalutati come “Come a Long Away” ed “I Wish You Were Here”.

C’erano una volta i Simple Minds ma in realtà ci sono ancora perchè la band è attiva e dal vivo riesce ancora ad emozionare. Dalle nostre parti sono passati nell’estate del 2024 in un concerto a Bari che riscosse molti consensi – Simple Minds: operazione nostalgia che funziona – Corriere di Taranto.

 

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