Il 10 ottobre 2025 l’azienda Kyma Mobilità ha reso noto, attraverso un comunicato al pubblico, che l’Amministrazione Comunale di Taranto con Determinazione della Direzione LL.PP. n. 6320 del 13/09/2025, emessa in esecuzione della Deliberazione della Giunta Comunale n° 121 del 11/09/2025, ha istituito uno speciale permesso di sosta mensile.

L’erogazione di buoni mobilità rientra nel progetto “M.U.E.V.T.” (Mobilità Urbana Ecosostenibile per la Valorizzazione del Territorio) che è partito il 13 ottobre 2025. Promosso dal Comune di Taranto e realizzato in partenariato con Kyma Mobilità, Uniba, Greenroad, Mashmallow e InGreen, “M.U.E.V.T.” è rivolto ai lavoratori dipendenti con ISEE fino a 18 mila euro. Si sta dunque assegnando gratuitamente, a chi ne sta facendo richiesta, uno speciale permesso di sosta con validità 30 giorni, utilizzabile dal lunedì al venerdì dalle ore 08.30 alle 15.30, in tutte le zone di sosta tariffata su strade del Comune, escluse le aree recintate e/o chiuse.

Il progetto lo ha finanziato il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e terminati i fondi, pari a 60 mila euro, non si potranno più rilasciare buoni mobilità per un controvalore di 60 euro che andranno di conseguenza a coprire un complessivo di 1000 titoli.

Sul sito dell’azienda municpalizzata – Al via il progetto “M.U.E.V.T.” | www.kymamobilita.it  – si legge che “M.U.E.V.T.” mira a favorire la mobilità sostenibile, disincentivando l’uso dei veicoli privati a favore dei mezzi pubblici, contribuendo altresì a decongestionare il traffico cittadino. Non manca inoltre il virgolettato della presidente di Kyma Mobilità – avv. Giorgia Gira – secondo cui, attraverso questa sperimentazione, certamente ci saranno benefici quali, per quanto possibile, strade più libere e aria meno inquinata.

Non occorrono sottili menti critiche per comprendere quanto sia illogico concedere permessi speciali di sosta per veicoli privati con la convinzione però di favorire l’uso dei mezzi pubblici. E, ancora, se si presuppone che l’aria meno inquinata derivi dalla riduzione del traffico, come si concilia questo punto con il progetto?

Tali perplessità le abbiamo sollevate direttamente alla presidente Gira. La sua risposta: «M.U.E.V.T. è un progetto di mobilità sostenibile e, come tale, punta a disincentivare l’uso dei mezzi privati e favorire l’uso dei bus, riducendo l’impatto ambientale. È partito oggi (ci scriveva giorno 13) e abbiamo già ricevuto decine di richieste. Lasciare l’auto sotto casa e muoversi con i mezzi pubblici per andare a lavoro aiuta a snellire sia il traffico che l’ambiente perché ci sono meno emissioni inquinanti in atmosfera. Siamo consapevoli del fatto che non sia una misura risolutiva ma anche un migliaio di auto in meno per le strade, negli orari indicati, possono avere una ricaduta positiva sulla qualità dell’aria. Continueremo sulla strada della sostenibilità con altri progetti di più ampio respiro».

È stato così ribadito che il progetto punta a disincentivare l’uso dei mezzi privati e favorire l’uso dei bus, riducendo l’impatto ambientale.

Però, non sembra, come da punto 3 della delibera della giunta comunale – [pdf-embedder url=”https://www.corriereditaranto.it/wp-content/uploads/2025/10/dlg_00121_11-09-2025.pdf”] – che siano stati assegnati gratuitamente abbonamenti per l’autobus ma permessi, gratuiti, di sosta in tutte le zone di sosta tariffata su strada del nostro Comune a chi ne sta facendo richiesta.

Premesso questo abbiamo chiesto nuovamente come dovrebbe avvenire il disincentivo all’uso dei mezzi privati. A questo punto Marcella D’Addato – dell’ufficio stampa di Kyma Mobilità – ha risposto che il progetto non prevede l’abbinamento sosta gratuita-abbonamento gratuito autobus ma mira a far lasciare l’auto per recarsi a lavoro o comunque muoversi (negli orari indicati) in altri modi. Le iniziali perplessità permangono, anzi si sono accentuate.

Credendo al contempo che si possa fraintendere anche l’ovvio, abbiamo posto delle domande in merito anche all’Assessore alla Mobilità – Ing. Giovanni Patronelli. Ha relazionato il verbale n°121 del Registro 11/09/25 il cui oggetto riguarda il “PROGETTO “MUEVT (MOBILITÀ URBANA ECOSOSTENIBILE PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO)”. L’obiettivo di tale progetto, come riportato nel verbale, è quello di ridurre il traffico veicolare all’interno della Città in quanto il fine è quello di ottenere un sistema di mobilità condivisa con un sistema di car pooling, ovvero l’utilizzo della stessa vettura da parte di più utenti che intendono condividere lo stesso tragitto. Si stanno quindi rilasciando permessi gratuiti per sostare in tutte le aree del Comune di Taranto – escluse quelle recintate e/o chiuse – a chi ne farà richiesta.

Come crede che tale azione possa generare automaticamente un sistema di car pooling?

«In data 23 settembre 2025 è stato stipulato il contratto tra il Comune di Taranto, nella persona del dirigente della Direzione Lavori Pubblici e il Presidente del CdA di Kyma Mobilità S.p.A., in attuazione della delibera di Giunta Comunale n. 121 del 11 settembre scorso.

La concessione di buoni mobilità per € 60.000,00 è l’ultimo step di una procedura che ha origine nel 2016, nello specifico il D.M. n. 208 del 20 luglio 2016 definiva il “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”. Con Deliberazione di Giunta n. 206 del 07 dicembre 2016, il civico ente, aderiva al programma sperimentale e con D.M. n. 282 del 17 ottobre 2017 il Comune di Taranto è stato ammesso a cofinanziamento per un importo di € 900.000,00 per la realizzazione dell’intervento “Taranto M.U.E.V.T.”.

L’azione in questione non dovrà generare in cascata automaticamente il sistema di mobilità condivisa, ovvero il car pooling, ma dovrà generarlo a monte. La società Kyma Mobilità S.p.A attuerà tutte le misure necessarie affinché il sia rispettato il principio cardine di questa ultima fase dell’attività del progetto».

L’assessore Giovanni Patronelli

Per incentivare iniziative di mobilità sostenibile – come previsto nell’ambito dei progetti finanziati ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del D.Lgs. 13 marzo 2013, n.30 – non sarebbe stato più adeguato ispirarsi, non solo alla forma ma anche alla sostanza, al progetto del Comune di Bari M.U.V.T (Mobilità Urbana Veloce e Tecnologica) che ha previsto, tra le diverse misure, MUVT in BUS 365 attraverso cui si poteva acquistare un abbonamento AMTAB annuale al costo calmierato di 20 €? O, ancora, a “Muvt in bici”, il programma attraverso cui l’amministrazione cittadina barese ha ridefinito la mobilità urbana, agendo su tutti gli aspetti che la compongono (infrastrutture, innovazione tecnologica, etc.)?

«Quando il Comune di Taranto decise di manifestare la propria candidatura al Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, quindi nel lontano 2016, si concentrò sui servizi di mobilità condivisa car sharing e car pooling piuttosto che su bike sharing e scooter sharing. Inoltre puntò sulla realizzazione di sistemi intelligenti di trasporto (ITS), sulle attività di mobility management e su incentivi quali i buoni mobilità e agevolazioni tariffarie. Sinceramente non saprei dirle se sarebbe stato più adeguato uniformarsi a quanto realizzato dal Comune di Bari, poiché le attività sono diverse e non comparabili, ci tengo a precisare che il programma prevedeva tra le altre tipologie di intervento anche la possibilità di creare parcheggi, percorsi pedonali, ciclabili, ciclopedonali, spostamenti a mezzo pedibus, istituzione di zone ZTL, Zone 30 e traffic calming… con il senno di poi, guardando alla reale situazione della nostra città, avrei realizzato sicuramente parcheggi e servizi nonché infrastrutture di mobilità condivisa. Di sicuro abbiamo fatto tesoro di questa esperienza, che tengo nuovamente a precisare parte dal lontano 2016, esperienza che sarà utile per la messa in campo di nuove misure che possano incentivare la mobilità sostenibile».

Non è ancora chiaro come crede si possa generare a monte il sistema di mobilità condivisa e quali misure dovrebbe attuare Kyma Mobilità S.p.A se l’ultima fase dell’attività del progetto prevede esclusivamente il rilascio di permessi gratuiti di sosta?

«Sosta per auto che intendono utilizzare il sistema car pooling».

In che termini hanno partecipato in partenariato UniBa, Greenroad, Mashmallow e InGreen?    

«All’Università degli Studi di Bari Aldo Moro furono demandate le attività di gestione, progettazione e management dei sistemi di servizi di mobilità condivisa, oltre alle azioni di formazione e collaborazione con gli altri partner del progetto; alla Greenroad furono affidate le attività di sensibilizzazione; alla Marshmallow lo sviluppo delle App di engagement per la sensibilizzazione dei bambini; alla InGreen il management della progettazione, del monitoraggio ambientale, le analisi ex-ante e ex-post e l’individuazione degli impatti del progetto. I risultati attesi afferiscono alla riduzione dei consumi di carburante, delle emissioni di CO2, CO, NOx e PM10».

Il progetto affonda le sue radici nel 2016, sarebbe poco corretto accollare le responsabilità delle fumose azioni messe in atto all’assessore e alla presidente Gira. È apprezzabile che Patronelli parli di “senno di poi” ma non occorre una fine intuizione per comprendere come sia alquanto improbabile incentivare iniziative di mobilità sostenibile se l’ultima iniziativa è legata al solo rilascio di permessi di sosta gratuita. È paradossale specificarlo ma questi non vengono consegnati con l’obbligo di utilizzarli solo se si vuol sposare il sistema car pooling, di conseguenza, l’agognata sostenibilità come la si dovrebbe raggiungere? Come dovrebbero esserci meno emissioni inquinanti in atmosfera? Avremmo voluto che InGreen, nella persona della sua cofondatrice Filomena Tucci, ci fornisse i dati circa il monitoraggio di cui parlava l’assessore ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro.

I dubbi restano…

2 Responses

  1. Taranto ha bisogno di un tutore è interdetta ,poverina nonostante i ben pagati non riesce a trovare una sola svolta a qualsiasi problema , dall’università di bari a Taranto è tutto ,un abbraccio e tanta tristezza e monnezza, ultrapaz ce me ne futte a nmme.

  2. Credo che i dirigenti summenzionati abbiano bisogno di tutor! Come si fa a rispondere, in maniera continuativa, che il sistema di bonus parcheggi serva a disincentivare l’uso dell’auto? Col car pooling: ma si rendono conto che sarebbe impossibile poter controllare l’effettivo utilizzo in car pooling e, poi, chi riuscirebbe in una città piccola come Taranto ad organizzare un car pooling per 3 km, manco fosse Roma o Milano? Ma questi ci sono o ci fanno? Credo che rispondano giusto per levarsi dai c…. chi pone domande. Poveri noi!

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