Ad appena una settimana di distanza dall’ultimo tavolo tecnico convocato dall’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, la vicenda della nave Drea subisce una svolta improvvisa nell’aria però già da alcuni giorni.

La società Med Fuel Bunkering di Messina, proprietaria del traghetto appartenuto alla flotta Moby, ha infatti ottenuto dall’Autorità Portuale e dalla Capitaneria di Porto il via libera ad utilizzare la banchina commerciale della Calata IV (un tempo utilizzata dall’ex Cementir), dove la stessa è ormeggiata da oltre un mese, per effettuare i futuri lavori di bonifica dall’amianto.

L’ok all’utilizzo della banchina era infatti passaggio ineludibile affinché la società Ecologica (che si occupa delle bonifiche di amianto sui vagoni di Trenitalia) scelta dalla società proprietaria del traghetto, potesse elaborare un piano di lavoro da sottoporre al vaglio dello SPESAL e del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto che dovranno approvarlo insieme alle prescrizioni che indicherà il dipartimento di Taranto di ARPA Puglia.

Il piano di rimozione amianto, come previsto ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 81/08, dovrà essere predisposto dall’impresa (che lo sta elaborando seguendo le indicazioni dello SPESAL stesso per evitare di perdere ulteriore tempo) ed inviato all’organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, specificando natura e durata dei lavori, luogo, tecniche, misure di sicurezza, attrezzature, protezione dei lavoratori e dei terzi, e piano di smaltimento.

Le operazioni riguarderanno alcuni pannelli ignifughi delle cabine contengono un 13% di amianto, pari a circa 100 tonnellate di materiale, ed avverranno all’interno della nave stessa: le attività copriranno un arco temporale tra i 90 e i 120 giorni. I pannelli verranno stoccati, impallettati e sigillati con la vernice incapsulante e poi caricati direttamente dalla nave a bordo di automezzi, che prenderanno la strada della Basilicata dove saranno definitivamente trattati in un sito specializzato. Terminate queste operazioni, la nave prenderà la rotta che la porterà al porto del Pireo dove effettuerà altri lavori di ristrutturazione e manutenzione per poi tornare ad essere operativa a tutti gli effetti.

Dunque, dopo le uscite improvvide del commissario straordinario del porto Giovanni Gugliotti (che a breve otterrà la carica di presidente dell’Autorità Portuale tramite un decreto del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini) e del sindaco Piero Bitetti che avevano sbarrato la strada alla possibilità di ospitare le operazioni di bonifica a Taranto per rispettare la volontà “della comunità locale”, dopo il solito delirio collettivo sui social a carico dei soliti noti, per una volta sembra essere prevalso il buon senso. Che ciò possa essere di buon auspicio per il futuro? Conserviamo i nostri grandi dubbi, ma saremo felici di essere smentiti.

(rileggi tutti gli articoli sulla vicenda della nave Drea https://www.corriereditaranto.it/?s=nave+drea&submit=Go)

2 Responses

  1. Cioè ma mica è normale che tutta la me debba finire a Taranto ,a me sembra che ne abbiamo tantissima ,e che siamo troppo di pasta frolla ,potrebbero andare a Lecce,a brindisi a bari no sempre soltanto Taranto,avete rotto il ca .

  2. Abbiamo concesso la banchina anche per la nave rigassificatrice,ma ti sembra normale sei felice anche di questo ? Mah ,immaginiamo l’iter che velocità sorprendente prenderà,siamo dei perdenti , non avremo mai rispetto per una città ridotta ai piedi di Cristo,in tutti i sensi . Abbiamo il dissalatore ,l’ilva ,la raffineria le discariche e abbiamo un tasso di disoccupazione pazzesco ,da noi lavorano i furbetti leccesi ,brindisini e baresi e poi se chiediamo di dividere una fetta di torta anche solo per l’aeroporto ad esempio,per i treni ,per le strade e per qualsiasi cosa ,ci sbarrano la porta in faccia e siamo e resteremo la peggiore provincia italiana ,anche per merito nostro che ci impegnamo ad essere i peggiori ,basta guardare Taranto e le sue circoscrizioni e rendersi conto del degrado assoluto che ci circonda ..

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