Lo sguardo dei Ladisa è lungo. Il calcio è un business come un altro nei vari interessi rispetto alla loro attività principale (ristorazione collettiva, ndr). E non è detto che ciò sia da interpretare in modo negativo.

“U pallone” è cambiato da almeno venti anni. A Taranto siamo rimasti legati ai romantici tempi andati del secolo scorso ed infatti in quella che è una delle piazze calcistiche più calde del Sud Italia, la serie B manca da oltre 30 anni.

Nel calcio moderno si parla di affari e di sostenibilità economica e se due pezzi da novanta dell’imprenditoria pugliese come i fratelli Ladisa si sono fiondati a salvare il calcio tarantino dal baratro è perché hanno in testa dei progetti che possano essere al tempo stesso remunerativi ed interessanti per la collettività.

Uno di questi riguarda la gestione dello stadio Iacovone, attualmente in fase di massiccia ristrutturazione, con i fondi del Governo, per i Giochi del Mediterraneo.

Uno stadio, praticamente nuovo, messo a disposizione grazie ai circa 60 milioni di euro di risorse pubbliche che con le opere complementari arrivano a 70 milioni.

Un attrattore economico di grande rilevanza in un territorio in cui c’è fame di eventi. Basti pensare ai concerti che da tempo nel capoluogo jonico mancano in spazi così ampi. Lo abbiamo già scritto tempo fa che i grandi promoter nazionali hanno chiesto informazioni proprio sul “nuovo” stadio Iacovone per programmare i grandi eventi del 2027.

Una gestione che i Ladisa vorrebbero assolutamente aggiudicarsi attraverso un project financing (accordo tra pubblico e privato dove quest’ultimo viene coinvolto per costruire, gestire e manutenere un impianto, puntando ad avere un ritorno dall’investimento) che prevede dei lavori di miglioria allo stadio oltre che delle integrazioni al progetto originario di ‘Sport e Salute’ come la costruzione del Centro sportivo Iacovone: “Un luogo che batterà al ritmo del cuore della nostra città, un posto dove nasceranno nuove storie di sport, passione e unità! (post social di Vito Ladisa del 9 ottobre scorso).

“Noi ci mettiamo del nostro, con migliorie progettuali che renderanno il centro un gioiello: moderno, inclusivo, sostenibile”.

Quali sarebbero tali migliorie? L’eliminazione dei nuovi parcheggi previsti dal commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese. Al loro posto sorgerebbero campi di calcio per i bambini. Un altro campo i Ladisa vorrebbero farlo nell’area individuata da Ferrarese, sempre vicino allo stadio, per recuperare la pista di pattinaggio eliminata con la demolizione del PalaRicciardi. Una promessa fatta dallo stesso commissario che vuole assolutamente mantenere ed in questo caso per accontentare tutti il Comune dovrebbe trovare una soluzione.

Ed ancora percorsi di mobilità sostenibile con circuiti pedonali dedicati e aree per l’hospitality e la ristorazione, la creazione di aree a verde e parchi giochi, alloggi ad uso foresteria, spazi polifunzionali adattabili per ospitare ad esempio dei congressi.

Pare, però, che la struttura commissariale dei Giochi, al momento, desiderebbe tenere in piedi il progetto originario inviato al Comune evitando sovrapposizioni.

Nei giorni scorsi c’è già stato un incontro con le parti interessate cui è seguita sul sito del Comune di Taranto, alla sezione “Trasparenza”, la pubblicazione del preliminare della manifestazione di interesse “per l’avvio dell’iter procedimentale di partenariato pubblico-privato (PPP) per la gestione del nuovo stadio e centro sportivo Erasmo Iacovone” (questo il link – papca-g) .

Ora, sulla base dei costi forniti dal Comune (312 mila all’anno, compreso di consumi medi energetici stimati però sull’impianto vecchio e quindi non proprio attendibilissimi, ndr), i Ladisa formuleranno la loro proposta di gestione dell’impianto.

Ovviamente dovrebbe esserci tutto l’interesse dell’ente per far in modo che al bando di gestione dello stadio vi partecipino tanti soggetti sebbene sia stato avviato un dialogo con i fratelli Ladisa, nella duplice veste di imprenditori e proprietari del club calcistico cittadino.

 

 

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