La campagna elettorale del centrodestra entra nel vivo e Luigi Lobuono sceglie Taranto per alzare il tiro. Sul palco, davanti a una sala gremita, lancia la sfida al suo principale avversario politico e al sistema di potere che, dice, «governa la Puglia da vent’anni».

«Il mio avversario oggi – afferma Lobuono – ha tutte le soluzioni a tutti i problemi della Puglia. È la stessa persona che da vent’anni è parte integrante del sistema del Pd e della Regione. Non capisco come oggi abbia la soluzione di tutti i problemi e perché non l’abbia adottata ieri, visto che ha ancora consiglieri regionali e assessori in carica».

L’occasione è la presentazione della lista di Fratelli d’Italia per la circoscrizione di Taranto, alla presenza del coordinatore regionale del partito e sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, dei deputati Dario Iaia e Giovanni Maiorano, e dei sette candidati che correranno per il Consiglio regionale nelle elezioni del 23 e 24 novembre.

Renato Perrini, consigliere regionale uscente ed ex presidente della Commissione Antimafia; Giampaolo Vietri, capogruppo FdI al Comune di Taranto; le avvocate Matilde Percolla e Roberta Friolo; la consigliera comunale Grazia Lillo; Isabella Lazzaro, dirigente del partito a Massafra; e Maria Terrusi, consigliera comunale di Castellaneta, compongono la squadra.

Lobuono, ex presidente della Fiera del Levante, imprenditore nel settore editoriale e già candidato sindaco di Bari, è sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega–Udc–Nuovo Psi e Noi Moderati. In corsa con lui per la presidenza della Regione ci sono Antonio Decaro per il centrosinistra, Sabino Mangano per Alleanza Civici per la Puglia e Ada Donno per Puglia Pacifista e Popolare.

A Taranto, Lobuono punta il dito sui temi caldi del territorio: «Taranto ha bisogno di risposte vere. Il primo problema è la salute: non è pensabile che ci sia un pronto soccorso al collasso, nonostante la fatica che fanno medici e infermieri per arginare la situazione».

Poi l’ex Ilva: «È il grande nodo da sciogliere. Va messo in sicurezza attraverso la decarbonizzazione. Il governo Meloni, per la prima volta nella storia, ha già stanziato un miliardo e mezzo per la messa in sicurezza. Ma dobbiamo tutelare anche i lavoratori, che non possono vivere con l’ansia della cassa integrazione».

Sul tema della gestione pubblica o privata, Lobuono chiarisce: «Lo Stato è già dentro per garantire sicurezza e occupazione. Ma il governo non deve fare l’industriale: deve governare e affidare ai migliori competitor la gestione. L’Ilva deve competere nel mercato mondiale».

Con tono più personale, ricorda la sua esperienza da presidente del porto di Taranto: «Quel porto è nel mio cuore. Quando arrivai, firmai un contratto importante per ampliarlo. Il retroporto, tra i più grandi d’Europa, non è utilizzato. Se lo fosse, Taranto diventerebbe uno snodo strategico per il Mediterraneo. Ma serve una programmazione seria, che finora è mancata».

L’onorevole Dario Iaia ed il candidato presidente Luigi Lobuono

Sul piano politico Lobuono mostra ottimismo: «La lista di Fratelli d’Italia è forte, coesa, compatta. Per la prima volta dopo tanti anni il centrodestra è unito sul mio nome. Questo è il segnale che la Puglia può davvero cambiare».

E aggiunge, con tono tagliente: «Io non sono un tuttologo. Dall’altra parte vedo tuttologi di ogni tipo che ci hanno portati a queste condizioni. Noi ci affideremo a tecnici competenti e seri».

Dalla sanità alle infrastrutture, il candidato del centrodestra elenca i punti chiave: «Sto girando tutta la regione. Non ho ancora trovato un ospedale che funzioni davvero bene. Non è colpa del personale, ma di un sistema disorganizzato. Dopo vent’anni di promesse mancate, serve una gestione efficiente e onesta. Io se stringo la mano a qualcuno mantengo la parola più di un contratto».

Sull’aeroporto di Grottaglie, Lobuono apre a una prospettiva concreta: «Credo che vada considerato con la dovuta attenzione perché innanzitutto bisogna ripotenziare gli aeroporti attualmente operativi che sono quelli di Brindisi e di Foggia, dove devono avere certezza dei voli. Ma quello di Brindisi è fondamentale. Quello di Grottaglie può essere destinato ad altri usi, che possono essere gli usi commerciali. Se si collegasse in maniera seria il porto di Taranto, con il retroporto, probabilmente ci sarebbe bisogno di avere vettori di tipo commerciale. Una volta che si apre ai voli commerciali, si può anche aprire ai voli civili. Dobbiamo andare in progress per fare le cose. Io non vengo qui a fare annunci come altri fanno che risolvono tutti i problemi essendo stati loro al governo per 20 anni».

Infine, la promessa: «Io se stringo la mano a una persona mantengo gli impegni più di un contratto».

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