La celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate ha rappresentato un’importante occasione di avvicinamento tra i cittadini e le forze armate, con un focus particolare sulla Marina Militare. In una giornata che ha visto un’ampia partecipazione di civili, la città ha avuto l’opportunità di esplorare da vicino il lavoro quotidiano e l’impegno delle forze armate per la difesa e la pace.

L’ammiraglio Andrea Petroni, comandante del Comando Interregionale Marittimo Sud, ha commentato: “La giornata dell’Unità Nazionale è un’occasione per riavvicinarci alla cittadinanza e far comprendere meglio il lavoro che svolgiamo quotidianamente per la difesa e la pace.”

Un messaggio che si è concretizzato nelle numerose aperture di basi e unità navali della Marina Militare, che hanno accolto con successo cittadini di ogni età, creando un forte legame tra le forze armate e la comunità locale.

Le aperture straordinarie: navi, castelli e sommergibili

Tra i principali luoghi visitabili, i tarantini hanno avuto la possibilità di esplorare alcune delle navi più emblematiche della Marina: Cavour, Doria, Vulcano, Alpino e Montecucco, tutte ancorate presso la Stazione navale di Mar Grande. Non sono mancati gli itinerari storici, con il Castello Aragonese, il Centro Addestramento Aeronavale di San Vito, il Faro e la Mostra Storica Artigiana all’Arsenale Militare Marittimo, che hanno permesso ai visitatori di immergersi nelle tradizioni marittime italiane e nella storia della nostra città e del nostro Paese.

Una delle esperienze più emozionanti della giornata è stata la visita al Comando Flottiglia Sommergibili, dove gli studenti delle scuole locali, in particolare dell’Istituto Comprensivo Statale Galileo Galilei, hanno avuto l’opportunità di esplorare il sottomarino “Salvatore Pelosi”, un vanto della Marina Militare e simbolo della tradizione sommergibilistica italiana.

Scolaresche a bordo del “Salvatore Pelosi”

Il Salvatore Pelosi è il primo sommergibile ad aver preso il nome dal Capitano di Corvetta Salvatore Pelosi, Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo eroismo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il sommergibile, varato nel 1986 e in servizio dal 1988, ha accompagnato la Marina attraverso profondi cambiamenti geostrategici, diventando un simbolo di versatilità e adattabilità.

Il battello, che ha partecipato a numerose esercitazioni internazionali e missioni di rappresentanza, è stato oggetto di lavori di ammodernamento nel 2000-2003, mantenendo così la sua operatività al passo con i tempi. La sua partecipazione alla Campagna Medal nel 2007 e la traversata del Canale di Suez segnano solo alcune delle tappe più significative di una carriera operativa che si intreccia con la storia recente della Marina Militare.

I piccoli studenti, accompagnati da esperti sommergibilisti, hanno potuto vedere da vicino come si svolge la navigazione in un sottomarino, esplorando i comparti più intimi del battello, come i letti, i bagni e la sala comandi. Un’esperienza educativa che ha avuto il suo culmine nell’incontro con il motto della Flottiglia Sommergibili: “In silentio et spe”, ovvero “Nel silenzio e nella speranza”, simbolo della filosofia che guida l’attività dei sommergibilisti. Tanta emozione per i giovanissimi alunni, visibilmente colpiti dagli spazi ristetti ed angusti del sommergibile, dai rumori della navigazione, dai ritmi lenti e cadenzati della vita a bordo così come raccontato.

Un legame profondo con la città di Taranto

Per il Capitano di Vascello Luigi Zefferino, comandante del Comando Flottiglia Sommergibili, queste aperture sono anche un modo per rinsaldare il legame tra la Marina Militare e la città di Taranto: “Apriamo le porte a grandi e piccini per accrescere la consapevolezza del nostro lavoro a difesa della nazione. Taranto accoglie la Marina Militare e la nostra Scuola; e speriamo che tra questi bimbi ci sia un futuro sommergibilista.”

Un’iniziativa che ha certamente contribuito a rafforzare il legame tra i cittadini di Taranto e le forze armate, trasmettendo un messaggio di unione e consapevolezza, ma anche di speranza per le nuove generazioni.

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