Una sala gremita di lavoratori, carica di emozione e di impegno: questa l’immagine che ha caratterizzato l’assemblea promossa dalla CISL FP del Comune di Taranto, tenutasi il 3 novembre presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto. Al centro dei lavori, i temi cruciali per il futuro dei servizi pubblici e dei lavoratori comunali, un incontro che ha visto la partecipazione di numerosi dipendenti, insieme ai rappresentanti sindacali e al Segretario Regionale della CISL FP Puglia, Pietro Caprioli.
Caprioli ha ribadito con forza il sostegno della CISL FP alle lavoratrici e ai lavoratori del Comune di Taranto, sottolineando l’importanza del rinnovo del contratto nazionale come strumento fondamentale per valorizzare il lavoro dei dipendenti pubblici. “Il rinnovo del contratto nazionale è il primo passo per dare il giusto valore a chi lavora ogni giorno per la collettività”, ha dichiarato Caprioli, rivelando anche l’importante novità che ha fatto seguito all’assemblea: nel pomeriggio, infatti, è stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto nazionale 2022-2024, un risultato tanto atteso e che rappresenta una vittoria fondamentale per i lavoratori del comparto.
Nel corso dell’incontro, i dipendenti hanno sollevato numerosi problemi legati alla gestione dei servizi pubblici. Tra le principali criticità emerse, la carenza di personale nelle sedi decentrate di Paolo VI e Tamburi, il sovraccarico di lavoro nel Settore Entrate e le difficoltà operative negli uffici di Stato Civile e Servizi Sociali, compreso il nuovo Servizio delle Politiche Abitative. Una situazione che, come sottolineato dai rappresentanti sindacali, rischia di compromettere gravemente la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Fabio Ligonzo, Segretario della CISL FP del Comune di Taranto, e Umberto Renna, Segretario Territoriale CISL FP Taranto-Brindisi, hanno evidenziato come la qualità del servizio pubblico sia strettamente legata al benessere dei lavoratori: “Con organici ridotti al minimo, tutto diventa difficile. È urgente un intervento che permetta di valorizzare le risorse umane e di ridurre il carico di lavoro, affinché si possano garantire servizi all’altezza delle esigenze dei cittadini”.
Un altro punto centrale toccato durante l’assemblea è stato il divario strutturale tra i Comuni del Mezzogiorno e quelli del resto d’Italia, causato da una ripartizione della spesa pubblica ancora ancorata al criterio della “spesa storica”, che penalizza le realtà del Sud Italia, con organici più che dimezzati rispetto ad altre regioni.
Durante l’assemblea è stato affrontato anche il tema delle progressioni verticali, un provvedimento che permetterebbe ai dipendenti di crescere professionalmente all’interno della propria carriera, ma che ancora oggi è bloccato in molti Comuni. “È urgente sbloccare le progressioni verticali – hanno affermato Ligonzo e Renna – perché valorizzare competenze e merito non è solo un adempimento contrattuale, ma significa anche dare impulso alle professionalità che ogni giorno sostengono l’attività comunale”.
Un altro tema di grande rilevanza è stato quello dello sblocco del salario accessorio, previsto dalla normativa nazionale ma ancora in attesa di attuazione concreta. La CISL FP ha ribadito che il salario accessorio non rappresenta solo una questione economica, ma anche un riconoscimento fondamentale per il lavoro svolto quotidianamente dai dipendenti pubblici, che garantiscono servizi essenziali nonostante le difficoltà. Lo sblocco di queste risorse, secondo i sindacati, rappresenterebbe un segnale di giustizia e una concreta valorizzazione della produttività.
Le educatrici comunali hanno, poi, posto in evidenza la necessità di modificare l’orario di lavoro, proponendo di articolare la settimana su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, con orario 7:30–14:30, lasciando la gestione del sabato alla cooperativa. “Questa proposta – ha spiegato Fabio Ligonzo – migliorerebbe la sicurezza nelle prime ore di servizio, garantirebbe maggiore continuità educativa e favorirebbe il benessere psico-fisico del personale, che oggi è costretto a turnazioni troppo frammentate”. L’idea ha raccolto un consenso unanime tra i presenti, che hanno sottolineato come la serenità e la stabilità del personale educativo siano determinanti per la qualità dei servizi.
Non sono mancati riferimenti alla sicurezza degli ambienti di lavoro e alle difficoltà legate alla mobilità del personale nel Borgo. La carenza di parcheggi e l’aumento dei costi della sosta sono infatti problematiche che incidono negativamente sul benessere psicofisico dei lavoratori, oltre a rappresentare un onere economico ulteriore. La CISL FP ha proposto di affrontare questi temi nell’ambito del welfare integrativo, così come previsto dal Contratto di lavoro.
Nel documento conclusivo dell’assemblea, i rappresentanti sindacali e i lavoratori hanno sottolineato la necessità di “scelte coraggiose” da parte dell’Amministrazione comunale. “Attendiamo di incontrare i vertici dell’Amministrazione per discutere le problematiche sollevate dai dipendenti”, hanno dichiarato Ligonzo e Renna. “La CISL FP continuerà a rappresentare con determinazione le istanze del personale del Comune di Taranto, con la ferma convinzione che solo attraverso servizi pubblici efficienti si possa garantire legalità, democrazia e uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini”.
L’assemblea si è conclusa con l’impegno a proseguire la battaglia per una riforma che porti giustizia ai dipendenti pubblici e migliori i servizi per la comunità. Un incontro che, pur nella difficoltà dei temi trattati, ha segnato un passo importante verso un futuro di maggiore attenzione e valorizzazione del lavoro pubblico.
