Il caso del dissalatore di Taranto si fa sempre più spinoso e rischia di creare nuove crepe all’interno della maggioranza comunale. Mentre l’amministrazione sceglie la strada del silenzio, Europa Verde alza la voce e annuncia un passo clamoroso.
“In merito al tema del dissalatore di Taranto sul fiume Tara c’è una profonda ferita in questa città. Nonostante ci siano pareri negativi da organismi dello Stato, si è deciso di andare avanti lo stesso e si stanno utilizzando fondi europei”, ha dichiarato Angelo Bonelli, portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Avs, durante un incontro nella sede del partito a Taranto.
Bonelli, che non ha mai nascosto la sua contrarietà al progetto di Acquedotto Pugliese, ha annunciato un’azione formale a Bruxelles: “Siccome c’è un principio, quello di non recare danno all’ambiente, e invece ci sono pareri negativi che confermano questo, io ho già pronto e sarò il primo a firmarlo un esposto alla Corte dei Conti europea per fermare il finanziamento e porre un problema da questo punto di vista. C’è stato un atteggiamento assolutamente irresponsabile nell’andare avanti”.
Parole pesanti, pronunciate mentre a Taranto si discuteva anche di salute e lavoro: l’occasione è stata infatti la presentazione dei nuovi dati Inail/Asl 2025 sulle malattie e sugli infortuni dei lavoratori ex Ilva. All’incontro era presente anche la commissaria regionale di Avs, Rosa D’Amato, che ha espresso sostegno alla linea del deputato ecologista.
A creare ulteriore tensione è la decisione dell’amministrazione comunale di non impugnare al Tar il provvedimento relativo al dissalatore. Una scelta che, secondo indiscrezioni, avrebbe sollevato malumori tra i Verdi, parte integrante della maggioranza ma ora apertamente in dissenso. Bonelli non si è sottratto alla questione: “Stare in maggioranza non vuol dire stare dentro una caserma. Siamo laici da questo punto di vista. So che c’è stato un parere negativo dell’Avvocatura. Per questo noi che siamo in maggioranza, proprio perché non siamo in una caserma, procediamo innanzitutto con questo ricorso alla Corte dei Conti europea, che è un organismo molto rigoroso da questo punto di vista e siamo sicuri che ci saranno conseguenze”.
E non finisce qui. Il leader ambientalista ha fatto sapere che Europa Verde sta valutando “ad horas” anche un ricorso al Tribunale. Un segnale chiaro: il caso dissalatore non è solo una questione tecnica, ma un banco di prova politico per la tenuta della maggioranza e per la coerenza degli impegni ambientali assunti. A Taranto, la ferita evocata da Bonelli sembra destinata ad allargarsi.
Sindaco incapace ,giunta di impostori ,che voi siate dannati per tutto il male che Taranto deve subire ,state rubando un lecca-lecca ad un bambino ,il tarantino è passivo ignavo non sa più reagire ,ormai avete trovato terreno fertile per le vostre malefatte ed è irreversibile ,dobbiamo reagire o ci possiamo dimenticare la nostra salute ,neanche possiamo curarci in questa stramaledetta città , perché non ci difende nessuno ,perché dobbiamo vivere questo incubo ,vergogna .che schifo .