Nell’ambito del procedimento ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale inerente il progetto di ampliamento dello stabilimento di Ginosa proposto dalla società Ecologistic S.p.A., la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del ministero della Cultura ha espresso parere tecnico negativo alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale. Il parere è stato espresso il 13 ottobre e reso pubblico lo scorso 30 ottobre.
Ricordiamo che l’intervento (che godrebbe di un finanziamento statale di quasi 100 milioni di euro) prevede in particolare il potenziamento della linea di riciclo esistente, autorizzata ed attualmente in esercizio, preposta alla valorizzazione dei rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata, per la produzione di MPS da destinare alla produzione di packaging per ii settore ortofrutticolo e di altri manufatti in plastica; l’ampliamento della superficie dell’installazione industriale su circa 240.000,00 mg a Nord-Est del confine attuale, con annessa realizzazione di un nuovo capannone destinato in via esclusiva all’aumento della capacita produttiva industriale di packaging e manufatti di materiale termoplastico stampato da destinare alla vendita, comprende anche alcuni edifici funzionali alla produzione e uffici, oltre che parcheggi ed aree a verde esterne da computarsi nell’ordine del 10% della superficie totale come standard urbanistici pubblici. L’area di ampliamento dell’impianto ricade in zona agricola E; l’installazione di una centrale termoelettrica in assetto trigenerativo, (90 MW termici e 20 MW elettrici) posizionata all’interno del perimetro attuale dell’impianto, alimentata dal CSS Combustibile (EoW) ricavato dalla frazione plastica non recuperabile prodotta dallo stesso impianto. I gas esausti derivanti dall’intero processo sono convogliati in un unico punto di emissione attraverso 5 canne separate: ii camino e alto 45 metri e ha un diametro di 7,2 m alla sommità.
Questi interventi proposti comportano un ampliamento di superficie dell’impianto e l’inserimento di un ulteriore punto emissivo dovuto all’installazione della centrale termoelettrica, e che perciò, secondo le modalità indicate dalla DGRP n.648 del 05/04/2011″Linee guida per l’individuazione delle modifiche sostanziali ai sensi de/la parte seconda de/ D.Lgs. 152/06 e per l’indicazione dei relativi percorsi procedimentali”, il progetto costituisce una modifica sostanziale all’Autorizzazione integrata Ambientale (AIA).
Le maggiori criticità individuate dalla direzione del ministero della Cultura, riguardano ad esempio il fatto che la realizzazione dell’impianto, per le dimensioni molto rilevanti (240.000 mq di ampliamento), sarebbe di notevole impatto visivo, oppure di ricadere in un’area caratterizzata da vigneti, uliveti e seminativi che connotano il paesaggio e la produttività del territorio, oltre ad essere un progetto non coerente con gli obiettivi del PPTR della Puglia.
Il parere negativo espresso dalla direzione del ministero della Cultura, è bene ribadirlo, non è decisivo ai fini della conclusione dell’istruttoria che si concluderà con il parere del ministero dell’Ambiente: la procedura conterrà come sempre una serie di pareri dove prevarranno o quelli positivi o quelli negativi.
Lo scorso marzo ad esempio, la Sezione Autorizzazioni Ambientali dell’assessorato regionale all’Ambiente (Dipartimento Ambiente, Qualità Urbana e Paesaggio) espresse giudizio favorevole di compatibilità ambientale condizionato, nell’ambito del procedimento ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale, sulla scorta del parere reso dalla Commissione tecnica per le valutazioni ambientali della Regione Puglia.
Dopo aver impugnato la determinazione della Regione Puglia, l’Amministrazione comunale di Ginosa ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ulteriori osservazioni, in seguito alle integrazioni volontarie depositate da Ecologistic lo scorso giugno.
Dopo l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Mario Turco al Ministro, la questione è stata sollevata anche alla Commissione Europea dagli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle del gruppo The Left – Valentina Palmisano, Danilo Della Valle, Mario Furore e Dario Tamburrano – che hanno posto l’attenzione sulla compatibilità del finanziamento da 68 milioni di euro di fondi UE con il Green Deal e il principio “Do No Significant Harm”.
In realtà, oltre alle tante criticità sollevate dal Comune di Ginosa, dalla Regione Puglia e da Arpa Puglia e dai cittadini attraverso comitati e associazioni, anche il MASE nel giugno dello scorso anno aveva messo in evidenza una serie di lacune e contraddizioni sul progetto per la realizzazione del termovalorizzatore che la Ecologistic vorrebbe realizzare nel territorio di Ginosa dove nel 2014 rilevò il capannone ex Miroglio, dando il via alla risoluzione di una vertenza che si trascinava da un quinquennio dopo l’uscita di scena del gruppo tessile piemontese.
Adesso si è ancora in attesa di capire come si concluderà l’intera procedura e se il MASE, dopo i chiarimenti forniti dall’azienda, riterrà superate le tante criticità sollevate nei mesi scorsi o sulla scorsa delle proprie valutazioni e tenendo conto del parere del ministero della Cultura, del comune di Ginosa, da ARPA Puglia, alcuni partiti politici, associazioni, movimenti e cittadini esprimerà parere negativo archiviando il progetto dell’Ecologistic.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/06/15/ecologistic-il-mase-frena-il-progetto/)