Il Pd sceglie Taranto per una delle tappe centrali della campagna elettorale pugliese. Nel salone dell’Hotel Plaza, gremito, la segretaria nazionale Elly Schlein e il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Antonio Decaro si presentano insieme, affiancati dai candidati Dem della circoscrizione ionica, a cominciare dalla segretaria provinciale Anna Filippetti e dal vice sindaco Mattia Giorno. Nella lista anche Donato Pentassuglia, assessore regionale uscente all’Agricoltura; Vincenzo Di Gregorio, consigliere regionale uscente; Mino Borraccino, consigliere del governatore Emiliano per l’attuazione del Piano Taranto; Maria Grazia Cascarano e Maria Rosaria Guglielmi. Tra veterani e volti nuovi, alleanze larghe e rivincite personali.
In platea militanti e anche nostalgici di un ritorno alla casa madre come l’ex presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli. Ha voluto fermarsi per stringere la mano ad Elly Schlein anche il neopresidente Alfredo Spalluto.
La segretaria ha parlato di Taranto, del caso Ilva, ha dipinto il candidato governatore come un «amministratore straordinario», ha toccato temi nazionali e gli argomenti caldi della campagna elettorale in Puglia. I sondaggi attestano Decaro oltre il 60%, in netto vantaggio sul candidato presidente del centrodestra Luigi Lobuono.
La segretaria è entrata subito nel merito della sfida regionale. «Il Partito democratico – ha affermato – è certamente compatto in questa sfida elettorale. Abbiamo delle liste molto competitive, abbiamo costruito una coalizione molto ampia con tutte le forze alternative alla destra e siamo in campo con una squadra molto forte».
Schlein ha tratteggiato il profilo del candidato governatore come figura di continuità amministrativa. «Siamo qui – ha insistito – con un amministratore straordinario come Antonio Decaro per sostenere lui e la lista del Partito democratico. Antonio sta insistendo sulle priorità che interessano i pugliesi: dalla sanità pubblica, che soffre per i tagli di questo governo di destra, alle possibilità di lavoro. Fortunatamente non partiamo da zero, perché è stato fatto un lavoro importante dal presidente Emiliano».
La segretaria ha citato numeri e risultati. «Dopo il Covid si è riusciti a far risalire di nove punti il Pil di questa regione – ha ricordato – e a scalare diverse posizioni nelle classifiche dei livelli essenziali di assistenza. È giusto insistere sulla sanità pubblica, sul lavoro dignitoso e sulle opportunità per le imprese».
La leader nazionale del Pd ha dedicato un passaggio specifico a Taranto e alla crisi dello stabilimento siderurgico. «Stiamo seguendo la vertenza ex Ilva – ha spiegato – con molta attenzione. Ho incontrato anche i sindacati dei metalmeccanici. Bisogna che la politica tracci una strada e che lo Stato si assuma le proprie responsabilità. Se serve, per tutelare le famiglie dei lavoratori e l’ambiente, e per garantire il futuro manifatturiero del Paese, lo Stato faccia il passo di una nazionalizzazione temporanea».
E ha aggiunto: «Serve guidare un percorso di decarbonizzazione che trovi un equilibrio tra tutela ambientale, salute e occupazione. Nell’ultimo bando emerge il rischio di uno spezzatino, a cui siamo fortemente contrari». Ieri il ministro delle Imprese e made in Italy Adolfo Urso ha peraltro affermato che sarebbe incostituzionale nazionalizzare l’ex Ilva.
Nella seconda parte del suo intervento, Schlein ha allargato lo sguardo ai temi nazionali. «Il governo di Giorgia Meloni ha alzato le tasse. Siamo al 42,8%, il più alto livello – ha sostenuto – di pressione fiscale degli ultimi dieci anni. E con che faccia la presidente del Consiglio attacca le opposizioni quando la sua manovra aiuta i più ricchi invece del ceto medio che si è impoverito?».
Poi il dettaglio: «Danno 30 euro in più all’anno a chi guadagna 30mila euro, ma 440 euro a chi ne guadagna 199mila. È un governo che ha alzato le tasse, il resto sono chiacchiere».
Antonio Decaro ha ribadito la linea del centrosinistra: continuità amministrativa e concretezza. «Ho detto che mi occuperò – ha promesso – di tutta la Puglia. Sarò presente in tutte le province durante la campagna elettorale e soprattutto dopo, perché vogliamo dare attuazione al programma che abbiamo presentato».
Un programma che, ha sottolineato, nasce dal confronto. «Abbiamo attraversato la nostra comunità, ascoltato cittadini, associazioni di categoria, operatori e sindacati. È un programma fatto di proposte concrete sulla sanità, sul lavoro, sulla cura delle fragilità del territorio e di quelle sociali».
Poi un impegno diretto: «Quel programma varrà per i prossimi cinque anni. Servirà ai cittadini per valutare se manterremo gli impegni e sarà la bussola per la coalizione».
L’iniziativa si è chiusa tra strette di mano e foto con i candidati. Una tappa per misurare la tenuta in un territorio complesso dove il Pd era ricordato per i decreti salva-Ilva. La vertenza del siderurgico, ferma al palo da 13 anni, resta un terreno scivoloso per tutti.
Spero che l’abbiano spernacchiata a dovere e che le abbiamo cantata chi chi co co ,perché è un inutile, a Taranto non abbiamo bisogno di lei e i tarantini che la sostengono devono vergognarsi e poi magari ci spiegheranno il perché del loro masochismo ,considerando he Taranto va sempre più giù grazie ai sinistri ,tarantini fautori del male .