Il racconto della settimana calcistica ci porta inizialmente verso Brindisi dove, continuando a cavalcare il tormentone di questo inizio campionato, nonostante il primato, tira davvero un’aria strana.

Bomber Saraniti alla Sossio Aruta (i più nostalgici ricorderanno l’episodio, mai perdonatogli, della maglia gettata a terra dopo una sostituzione) e il direttore Righi nuovamente protagonista di una caduta di stile che non merita certo ulteriori commenti, ma conferma una sorta di “isteria comunicativa” del personaggio.

A seguire, da Francavilla Fontana il presidente Magrì conferma la richiesta del Taranto di acquisire due suoi giocatori (Sosa e Battista), di fronte alla quale il patron francavillese, da buon mobiliere,“chiude le ante” del suo armadio biancazzurro ma comunque, con le sue dichiarazioni, conferma l’innalzamento dell’asticella degli obiettivi da parte della dirigenza rossoblu, cosa che più volte avevamo richiesto da queste parti.
Onori al tentativo e…Speriamo bene per i prossimi innesti.

Nella partita infrasettimanale di campionato, porte chiuse allo Stadio Italia ma non quelle del Massafra di mister Marasciulo che vengono invece violate dai 3 gol realizzati dalla truppa di mister Danucci.

Aguilera continua il suo LP di gol (nell’occasione, della serie “questo lo segnavo anche io”, ma vabbè), ma il crack delle ultime partite è senza dubbio Losavio, che salta uomini con facilità imbarazzante, si produce in progressioni velocissime e realizza gol da rapace d’area di rigore. Tanto da farmi spendere, ora, un pensiero per il generoso e bravo Imoh che nel primo scorcio di campionato si è comunque speso oltre i suoi stessi limiti, fornendo un prezioso contributo alla causa.
Chissà se, con un Losavio accanto, anche il nostro Jeffrey avrebbe realizzato qualche marcatura in più.

Nelle altre partite del giovedi tutte le big (sigh!) fanno la voce grossa, tranne il Canosa che porta comunque a casa i 3 punti, vincendo di stretta misura contro un battagliero Ugento.

Prima del match contro il Foggia Incedit la Società annuncia l’Organigramma definitivo che sarà ufficialmente presentato durante una conferenza, unitamente al cosiddetto Piano industriale.
Forse ricordo male ma…Non sono le cose che ci aveva promesso qualcuno forse 8 e piu anni fa?
Ma poi le ha mai fatte? Nooo???
Va bè…dai…Non gli hanno dato tempo…Quei birbanti dei politici e quei tifosi che procuravano multe salatissime, non hanno consentito di “curare altri aspetti”. (Se qualcuno non lo avesse capito, il mio è puro e per niente velato sarcasmo).

E dopo questo annuncio, arrivano anche le spiegazioni scritte da parte del presidente, per giustificare la scelta del silenzio stampa. Considerazioni apprezzabili (alcune anche opinabili, per carità) ma, leggendo cosa scrivono ancora molti in giro (o meglio “del vecchio giro”), di fronte ad un atto di così “elevata” comunicazione e condivisione da parte del patron rossoblu, verrebbe proprio da dire: “Acquasande alle muerte” o ancor meglio, per i poco avvezzi al vernacolo, autentiche “Perle ai porci”.

Contro il Foggia Incedit (che non è lo sponsor di una famosa lavatrice ma deriva dal latino e vuol dire “andare avanti” – San Google sempre sia lodato) ad andare avanti è invece subito il Taranto di Danucci.

Gli ospiti non fanno in tempo ad intonare “Tre minuti” dei Negramaro per capire che il pomeriggio sarà decisamente nero ed amaro per loro.
Pronti via e dopo due minuti è infatti già 2-0. Proseguendo, ben tre gol in 30 minuti, roba che neanche giocando a “Pes” alla Playstation con i giocatori “tutti a 99”, ci riuscivi.

Aguilera puntualmente a segno per sbloccarla, dopo qualche attimo altra marcatura di quella che è la sorpresa più bella di questa squadra, ovvero il baby Monetti e terzo gol (della partita e stagionale) realizzato da un quanto mai prolifico Calabria.
Poi Hadziosmanovic, dopo assist forniti in quantità industriale, si mette in proprio per il poker e, dopo la doppietta di Aguilera che sancisce il 5-0 alla fine del primo tempo, sempre giocosamente e mai per offesa, pensi che più che Incedit, ci starebbe meglio un (calcisticamente parlando)…Impedit.

Nel secondo tempo da registrare la solita staffetta tra under Labianca/Monetti, il rientro di Di Paolantonio e minuti di riposo ovviamente regalati da Danucci a Vukoja, Aguilera ma soprattutto ad Hadziosmanovic, autentico moto perpetuo dello scacchiere di Danucci.
Una sorta di allenamento infrasettimanale che finisce a reti bianche dopo la scorpacciata della prima frazione, con le speranze dei foggiani dí siglare almeno il gol della bandiera che si “fermano al palo”, colpito proprio sul finire del match.

Tre punti “facili”, prima sulla carta e poi sul campo, per i rossoblù che assumono purtroppo meno valore di fronte ai successi delle altre, con Canosa e Bisceglie che si impongono su campi non facili come Galatina e Bitonto.
Per dirla con Caparezza: “Siamo fuori dal tunnel”?

Probabilmente si, ma bisognerà dare estrema continuità ai risultati, già da domenica sul campo del sempre più sorprendente Racale, e attendere gli scontri diretti, contando su un entusiasmo ritrovato e su una indubbia maggiore capacità di “offendere” rispetto alle prime dieci giornate.
Certo, gli ultimi impegni tra campionato e coppa (Canosa a parte), non erano certo proibitivi.

Non potremo mai esaltarci oltremodo (abbiate comprensione) per queste pur franche vittorie ma in questa pur squallida categoria.
D’altronde, come sempre detto, non è la singola partita che ci può esaltare, quanto il progetto, il “fare”, il pensiero di ciò che finalmente a Taranto, insieme, si potrà costruire.

E se le premesse saranno confermate dai fatti, ho la certezza che la spirale ascendente di “bellezza” proietterà non solo il calcio ma tutta la città, fuori dalle paludi dell’attuale inerzia e mediocrità.
Insomma, cantando con Ligabue, potremmo dire che “Il meglio deve ancora venire”, oppure Se son rose fioriranno!
E le spine?…Serviranno anch’esse a qualcosa, ne sono certo (e lascio a voi immaginare a cosa…).

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

* foro e video Paolo Occhinegro

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