Sulla decisione del Governo di collocare in cassa integrazione 6.000 lavoratori dell’ex Ilva e di chiudere le batterie delle cokerie a partire dal 1° gennaio è intervenuto con una nota stampa, proveniente da Palazzo di Città, il sindaco di Taranto Piero Bitetti.

“Quanto annunciato ieri dal Governo nel vertice con i sindacati non mi stupisce. Con la decarbonizzazione, unica strada condivisa e percorribile, il delta occupazionale si riduce, e questo era ampiamente previsto. Ma fino ad oggi io non ho ascoltato una sola parola concreta su come supportare questo passaggio, che definisco epocale per la città, in termini di riqualificazione dei dipendenti, riconversione occupazionale, sostegno reddituale. E a questo si aggiunge che non ci sono notizie ufficiale sull’ingresso di un nuovo imprenditore del settore, intenzionato a sostenere una vera azione industriale tesa alla decarbonizzazione dello stabilimento.
La crescita della cassa integrazione aggrava quindi una crisi gia’ in atto, perché la riduzione dei salari determina un doloroso impatto sulle famiglie e sull’intera comunità, ad esempio sul commercio e sulla capacità di spesa dei cittadini. I numeri della cassa integrazione parlano anche di questo. Ecco perché ero e sono ancora molto preoccupato per la tenuta sociale della città, un tema nodale che, mi auguro, da oggi in poi rientri seriamente nell’agenda di Governo.

Abbiamo bisogno inoltre di chiarezza sugli investimenti, perché se da un lato avremo, come annunciato, un aumento considerevole della cassa integrazione con un apice a gennaio, dall’altro il tessuto economico e imprenditoriale della città va aiutato in maniera considerevole. Gli investimenti generano ricchezza, penso al Porto, alla cantieristica navale, alla riconversione delle aree dismesse, alle nuove imprese innovative, all’Università, ai collegamenti, alla filiera turistica e culturale. Tutti interventi che noi abbiamo tradotto in proposte e sulle quali non ci sono risposte certe e chiare. Noi la nostra visione l’abbiamo espressa più volte e in tutti i tavoli.

Il punto è: finita l’era dei processi industriali per la produzione di acciaio con tecnologie super impattanti e ambientalmente non sostenibili, e su questo ritengo che tutte le istituzioni siano d’accordo, come intende in concreto il Governo aiutare questa città? Anche perché la politica industriale del Paese è in capo al Governo. Attendo quindi un passaggio formale sulle nostre proposte con l’obiettivo di condividere una strategia ampia e basata sulla logica del fare. Taranto non può e non deve essere lasciata sola in un momento così delicato e di svolta”.

Per il mondo imprenditoriale è intervenuto Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto, che esprime “preoccupazione per i livelli occupazionali”, ma intravede anche “una possibile apertura del Governo a ulteriori approfondimenti”.
“La situazione emersa a seguito del vertice a Palazzo Chigi – afferma Toma – si presenta preoccupante in merito ai livelli occupazionali, ma fa allo stesso tempo presagire la disponibilità del Governo ad affrontare tutte le questioni con ulteriori approfondimenti attraverso i quali trovare un punto di convergenza. Ed è quello che, come Confindustria, fortemente auspichiamo”.

Il presidente degli industriali tarantini guarda anche alle indiscrezioni su un possibile nuovo investitore: “La notizia riguardante un potenziale ulteriore investitore con un profilo industriale, pur ancora sotto stretto riserbo, potrebbe aprire nuovi scenari sul futuro più prossimo dello stabilimento. Siamo ancora nel campo delle ipotesi – precisa – e questo non ci consente valutazioni di segno positivo, ma abbiamo contezza che l’incessante opera del Governo e dei Commissari, che si districano in un contesto molto complesso e difficile, sia fortemente orientata a intraprendere tutte le strade possibili per venire a capo della questione”.
Toma sottolinea però un punto cruciale: “È altrettanto importante che il piano industriale presenti passaggi chiari sulle risorse da mettere in campo. L’aspetto delle disponibilità finanziarie è una conditio sine qua non per poter parlare di decarbonizzazione e quindi di rilancio della fabbrica”.
Infine, l’appello al dialogo: “Ci auguriamo che tutte le parti in campo tornino a confrontarsi. Auspichiamo al più presto di poter incontrare Governo e Commissari per un confronto sui vari aspetti fin qui emersi a seguito della trattativa”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/11/12/crisi-dellex-ilva-sempre-piu-drammatica/)

One Response

  1. Il sindaco rappresentante dei sinistri a Taranto aveva promesso il ricorso per il dissalatore ,adesso si trasforma in santa Maria Goretti e si preoccupa della situazione del siderurgico,quanto il ricorso per l’aia è andato farsi friggere ; dunque quest’uomo che lascia la città in preda alla monnezza e all’abbandono adesso si vittimizza e non sa Nemmeno da Che parte stare ,che cosa vuole dimostrare ,i tarantini non reagiscono o perlomeno sono in pochissimi a farlo,lui invece …non dimostra la sua tarantità, nulla è un sinistro pagato profumatamente,ma non ha un ‘idea politica e comunale :sapete nella forma più esagerata preferivo meluccio almeno …ne vedremo delle belle o accetteremo il destino avverso di questa città …

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