Alla luce dell’ultimo incontro con il Governo avvenuto ieri e durato oltre quattro ore, in merito alla situazione dell’ex Ilva e alle notizie riportare dalla stampa, per le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici si è reso necessario fare chiarezza sui nodi della vertenza ex Ilva, ormai arrivata quasi a un punto di non ritorno. I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm – Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella – hanno quindi incontrato la stampa oggi pomeriggio a Roma.

“Ieri siamo andati al tavolo per sostenere un piano condiviso con il governo. Siamo arrivati e abbiamo trovato un piano di chiusura. Si legge oggi che siamo andati via ma è una affermazione che non corrisponde alla realtà, noi abbiamo detto che non era il piano di negoziazione. È stato un tradimento da parte del ministro Urso”. Lo ha detto Michele De Palma, segretario Fiom, in una conferenza stampa unitaria sull’ex Ilva. “Chiediamo al presidente del Consiglio di assumere la guida del tavolo. Faccio un appello a Meloni, si occupi dell’ex Ilva perchè da qui si capisce cosa il governo vuole fare delle lavoratrici e dei lavoratori, ci riconvochi sulla base del piano su cui avevamo lavorato. Andremo avanti con le assemblee venerdì e lunedì ma vogliamo essere chiari: non riserveremo un trattamento diverso a quello riservato ad Arcelor Mittal, quello che abbiamo fatto allora lo facciamo oggi”, ha concluso.

Fim, Fiom e Uilm esprimono quindi un “giudizio negativo” sull’incontro di ieri sull’ex Ilva con Governo e commissari. “Volevano costringerci a una trattativa che consideriamo inaccettabile“, ha detto il leader della Fim Ferdinando Uliano, durante la conferenza stampa unitaria. “Non siamo di fronte a un piano industriale per uscire dalle secche in cui ci troviamo da anni, ci sono state comunicazioni da parte del Governo su un nuovo soggetto industriale, con il quale c’è una trattativa, e soprattutto una crescita della cassa integrazione, arrivando a seimila unità a gennaio. Si tratta di un intervento sulle spalle dei lavoratori per fare cassa.C’e’ una posizione poco responsabile del Governo. Apriremo una campagna di assemblee con i lavoratori”, ha aggiunto.

Avere una delle più grandi stragi di occupazione, vedere spegnere in questo modo l’ex Ilva continuando a raccontare frottole, ci ha portato non ad abbandonare il tavolo ma a dire che non c’era bisogno di approfondimento per capire che hanno preparato un piano di chiusura, un piano di morte“. Lo ha detto il segretario della Uilm Rocco Palombella in una conferenza stampa unitaria. “Lo stabilimento si risana a una condizione, con un minimo di continuità produttiva e il risanamento degli impianti: il fermo non funziona. Ieri, c’è mancato poco per provocare l’incidente. Ma noi siamo persone serie, che sentono un grande senso di responsabilità. Dopo due anni, dobbiamo sapere che c’è una trattativa coperta con un accordo di riservatezza. Il Governo ha detto che entro il 15 novembre altri 1.200 lavoratori andranno in cig e che non ci sono più risorse, quindi, bisogna fare più cig per mantenere accesa una fiammella che si spegnerà rapidamente. Il governo deve ricredersi e richiamarci, senza questo piano. Noi ci batteremo”, ha aggiunto e concluso Palombella.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/11/12/crisi-dellex-ilva-sempre-piu-drammatica/)

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