La perdurante assenza di novità sulla vertenza della Fondazione della Cittadella della Carità, ha spinto la FP Cgil di Taranto a scrivere al vescovo che è il reale proprietario della struttura.

Per sottolineare ancora una volta le tante criticità che ancora oggi caratterizzano questa vertenza. A cominciare dal fatto che da tre mesi gli stipendi arrivano in ritardo ai 150 lavoratori, generando in loro ulteriore frustrazione e tensione, anche a causa di importanti carichi di lavoro. Che si acuisce giorno dopo giorno vista la perdurante incertezza sul futuro: una condizione che si protrae oramai da moltissimo tempo.

Ecco perché nella missiva la FP Cgil si chiede al vescovo un intervento risolutivo che dia un futuro certo e stabile alla Cittadella, ai lavoratori e alle lavoratrici, ed anche all’immagine della città. Anche se, fino a quando non si conoscerà la decisione del tribunale di Taranto presso il quale è ancora pendente, dallo scorso marzo, la procedura di concordato preventivo in continuità, attraverso la verifica della massa debitoria (che ammonterebbe a 20 milioni di euro) ed all’eventuale ristrutturazione del debito, difficilmente la vertenza avrà una svolta decisiva. Anche perché, qualora il tribunale non dovesse accogliere la richiesta di concordato preventivo, la Fondazione andrebbe in default, ovvero si aprirebbero le porte del fallimento. Lo scorso marzo infatti, la Fondazione decise di abbandonare la strada della procedura negoziata per la gestione della crisi, optando invece per la richiesta di concordato preventivo.

“Purtroppo, nostro malgrado, siamo costretti a rivolgerci a Lei, quale “proprietario” della struttura Cittadella della Carità, quale ultimo tentativo di tirare fuori la Fondazione e i lavoratori dalla situazione drammatica nella quale si trovano – scrivono nella lettera Cosimo Sardelli segretario generale FP CGIL e Franco Di PIlato RSA FP CGIL Taranto -. Certamente, sarà a conoscenza delle tante criticità da sempre segnalate da lavoratrici e lavoratori e dalla scrivente organizzazione sindacale, sia in ordine alla situazione all’interno della struttura, sulla capacità di garantire in un tempo ragionevole i diritti di credito dei lavoratori all’interno della procedura concordataria, sia in ordine al futuro stesso della Fondazione”.

“Più volte, con numerose missive e nelle sedi istituzionali, abbiano manifestato le nostre perplessità, nella speranza di sbagliarci. Purtroppo, i fatti ci stanno dando ragione! – proseguono i due rappresentanti sindacali -. Sono ormai tre mesi che anche la puntualità nei pagamenti delle retribuzioni dei lavoratori è venuta meno e si è ritornati all’epoca in cui il pagamento delle retribuzioni era incerto e nebuloso. Senza entrare nei tecnicismi giuridici o processuali, non possiamo sottrarci dal denunciare come anche in questa nuova fase della vita aziendale si stiano manifestando purtroppo gli stessi problemi di quelle precedenti”.

Inoltre, Sardelli e Di Pilato evidenziano “carichi di lavoro insopportabili, fuga delle lavoratrici e dei lavoratori (segnale evidente e plastico dello stato di malessere da noi sempre denunciato e sempre negato dai vertici aziendali) e ora anche ritardi nelle retribuzioni; per non parlare dei dubbi e le perplessità da noi manifestate in sede di Comitato Sepac della Regione Puglia sulla fattibilità del piano concordatario e sulla sua stessa capacità di garantire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e il futuro della Fondazione. Ci chiediamo: cosa è cambiato rispetto alla fase precedente? Forse nulla! Ciò che è sicuramente cambiato è lo stato di profonda frustrazione e delusione delle donne e degli uomini che quotidianamente prestano con passione e impegno la loro attività all’interno della struttura al servizio dei più deboli, nel pieno rispetto della mission voluta da Mons. Motolese”.

La Cittadella della Carità non può e non deve morire! Sarebbe un ulteriore sfregio alla identità collettiva e al futuro di questo territorio! – evidenziano Cosimo Sardelli segretario generale FP CGIL e Franco Di PIlato RSA FP CGIL Taranto -. Noi non lo permetteremo e per questo ci rivolgiamo a Lei per chiederLe di riprendere in mano le redini della struttura al fine di porre in essere senza ritardo tutte le iniziative necessarie a garantirne il futuro. Per questo Le chiediamo un incontro urgente per affrontare la questione, nella speranza che il tempo di Avvento che si avvicina – tempo di attesa e di speranza – sia prodromico alla rinascita e alla nuova vita di Cittadella e delle famiglie che da essa traggono sostentamento”.

Incertezza acuita dal fatto che ancora oggi, sono poco chiari i dettagli del piano industriale del gruppo Neuromed che dovrebbe garantire il rilancio della struttura: non è chiara la percentuale delle quote della Fondazione che il gruppo Neuromed rileverà o ha già rilevato (anche se nei mesi scorsi si parlava del 51%) dopo la composizione del nuovo CdA, così come non è chiaro quante risorse economiche il gruppo Neuromed vorrà investire e in quali tempistiche ciò dovrà avvenire.

(leggi tutti gli articoli sulla Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)

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