“Bambole, non c’è una lira!”: una frase divenuta famosa nel settore degli spettacoli per dire che mancano i quattrini per pagare i teatranti. Divenne celebre nel 1976, quando fu pronunciata nell’omonimo spettacolo televisivo della Rai e divenne un tormentone.

Una frase che oggi calza a pennello per quanto riguarda la scarsa disponibilità economica dell’Amministrazione comunale di Taranto per l’organizzazione degli eventi natalizi.

Solo 100 mila euro inseriti nell’avviso pubblicato a settembre e destinato ad imprese e associazioni del mondo della cultura e dello spettacolo del territorio.

Sono piovute critiche sull’operato del Comune che alla fine ha “premiato” 53 progetti con cifre definite, nel migliore dei casi, “spiccioli culturali”, per nulla in grado di coprire nemmeno un quarto dei costi da sostenere.

L’Amministrazione ha replicato che le risorse erano limitate e che per questo il sindaco e gli assessori hanno invitato le associazioni di categoria a proporre eventi autofinanziati. Le luminarie saranno, invece, sostenute da fondi regionali e gli operatori economici hanno presentato progetti destinati, in parte, a svolgersi senza contributi pubblici.

Quelle delle risorse limitate sarà, probabilmente, un ritornello che accompagnerà l’amministrazione Bitetti che si ritrova a fare i conti con una situazione che qualcuno dall’interno, volendo mantenere l’anonimato, ha definito, sussurrandolo appena, da pre-dissesto.

Ciò a causa dell’appensatimento dei bilanci comunali dovuti alla gestione non proprio oculata della precedente governance cittadina.

Non ci vuole un esperto di contabilità per capire, ad esempio, che pesa come un macigno sulle casse comunali la situazione di Kyma Ambiente. C’è un rosso da 43 milioni di euro ma al momento la strada della ricapitalizzazione della società partecipata appare esclusa mentre si pensa ad una ristrutturazione del debito.

Intanto la città è sporca e la raccolta differenziata continua ad essere un fallimento, specie nei quartieri periferici. La mancanza di uomini e mezzi per fronteggiare adeguatamente una simile situazione di emergenza è tra l’altro la conseguenza, appunto, anche delle limitate capacità economiche.

CABINA DI REGIA

Una cabina di regia è invocata da più parti. A partire proprio dall’ultima vicenda che riguarda il settore della cultura. Si lamenta un’assenza di visione e di un interlocutore diretto per le realtà associative. Un anello di congiunzione che favorisca un dialogo costante e mirato, che solitamente è rappresentato dall’assessore al ramo, che magari si occupi anche di andare ad intercettare i finanziamenti. Ma il sindaco Bitetti ha tenuto per sé questa delega e qualche tempo fa ha dichiarato di volersi avvalere di un comitato di saggi per definire le politiche culturali, di cui ad ora non vi è traccia.

Anche gli operatori del turismo lamentano l’assenza di una cabina di regia che detti le strategie di pianificazione, ad esempio, della prossima stagione. Ed anche qui registriamo che la delega al turismo è trattenuta dal sindaco stesso.

Più in generale nelle ultime settimane si è sentito invocare, specie dalle associazioni di categoria, la necessità di una cabina di regia, di un vero coordinamento per la città che porti ad una strategia condivisa e ad un metodo comune di lavoro.

Il rischio è quello di sprecare risorse, disperderle in iniziative isolate, in progetti che non si parlano tra loro, come ha ricordato Confartigianato Taranto. Praticamente di agire a random, senza una attività di rete che sia propedeutica al raggiungimento dei vari obiettivi.

2 risposte

  1. Il problema è reale e fare qualche risparmio non guasta. Luci e manifestazioni contenuti non è una tragedia. Invece servirebbe recuperare somme dai tanti evasori della TARI risparmiare sulla raccolta rifiuti e colpire gli sporcaccioni. In più far pagare i detentori di molte centinaia di passi carrabili che da decenni non pagano. Si tratta di permessi scaduti che il comando della polizia municipale non controlla e non elimina.

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