La Puglia si prepara ad andare alle urne domenica 23 e lunedì 24 novembre per eleggere il nuovo Presidente della Giunta regionale e rinnovare il Consiglio regionale.
Si tratta di una tornata molto attesa, perché segna la fine del mandato dell’attuale governatore Michele Emiliano e probabilmente di un’era e l’apertura di un nuovo capitolo politico per la regione.
Stando ai recenti sondaggi, non ultimo quello di Pagnoncelli, il candidato del centrosinistra Antonio Decaro sarebbe in netto vantaggio anche se la venuta a Bari della premier Giorgia Meloni, a sostegno del candidato del centrodestra Luigi Lobuono, potrebbe aver restituito fiducia all’elettorato filo governativo. Il corriereditaranto.it ha posto dieci domande ad entrambi i candidati. Il primo a fornire le risposte è stato Lobuono.
I sondaggi favorevoli al candidato di centrosinistra pensa abbiano influenzato in qualche modo la sua campagna elettorale. rendendola, diciamo, più in salita?
“I cittadini non guardano i sondaggi: guardano la qualità della loro vita. Non c’è sondaggio che tenga: la sinistra ha smantellato la Puglia in questi 20 anni e oggi Decaro e i suoi compagni si ripropongono per risolvere i problemi che loro stessi hanno creato. La partita è difficile perché i nostri avversari hanno un voto “militarizzato” e una macchina clientelare molto forte, ma non sottovaluto la determinazione di tanti cittadini che vogliono una Puglia libera”.
Secondo lei perché il centrodestra non governa da oltre venti anni la Regione?
“Perché in questi anni ha prevalso la narrazione sulla sostanza, il malgoverno del centrosinistra era evidente ma loro sono stati bravi a nascondere la cenere sotto il tappeto, in più un clientelismo diffuso ha prodotto poltrone e prebende che consolidano il potere. Per carità, il centrodestra avrebbe potuto fare di più per rompere questo sistema; noi siamo gente del fare e non sappiamo promettere mari e monti per innescare sogni irrealizzabili e questo lo abbiamo pagato, ma la verità sta emergendo evidenziando la drammatica situazione di questa regione e si sono creati gli spazi per cambiare le cose”.
Quali sono stati gli errori più gravi commessi dalla governance Emiliano?
“Parlare di singoli errori sarebbe troppo benevolo, siamo in emergenza totale: sanitaria, idrica, socio-economica, per la xylella e la lista potrebbe continuare. È il metodo della governance della sinistra ad essere sbagliato: il merito e la competenza sono stati relegati a temi secondari nella scelta della dirigenza, si è accentrato troppo, alcuni territori sono stati totalmente trascurati e non si è dato ascolto alle richieste e suggerimenti delle comunità. Occorre considerare la Puglia nella sua interezza senza lasciare nessuno indietro.
Sanità: I pugliesi si attendono un cambio di passo concreto in questo settore da anni nota dolente per i cittadini a causa della sempre meno disponibilità di risorse. Cosa pensa di fare in concreto?
“La sanità regionale è nel caos più totale: i tempi di attesa anche per gli esami diagnostici più routinari sono lunghissimi, i pronto soccorsi sono al collasso, non abbiamo il CUP regionale, alcune Asl non hanno più la dirigenza e mi fermo perché la situazione è sotto gli occhi di tutti. Tra le prime cose da affrontare c’è senza dubbio la sanità: occorre accelerare sulle nuove assunzioni di medici e infermieri, riorganizzare il sistema con buon senso e rapidità, potenziando le strutture disponibili, a volte inaugurate ma non ancora aperte.
Nell’immediato concorderemo con i medici e tutto il personale ospedaliero un maggior impegno che deve essere adeguatamente retribuito con degli straordinari incentivanti, per poter allungare in modo significativo gli orari degli ambulatori ospedalieri e dare respiro a chi opera nel pronto soccorso. Il personale sanitario deve essere considerato eroico perchè è solo grazie a loro che finora il sistema ha retto tra le drammatiche difficoltà che emergono. E’ dal confronto diretto con questi lavoratori che trarremo gli spunti e suggerimenti per completare il nostro piano di azione”.
Ha pensato a delle misure per combattere l’inverno demografico e l’impoverimento della popolazione che ormai sta divorando una classe, quella cosiddetta media, che non riesce più ad arrivare a fine mese?
“Io penso non solo alla classe media, che si sta sempre più impoverendo, ma anche alle classi più disagiate che rischiano di passare dalla povertà alla miseria, per questo abbiamo studiato un piano straordinario per creare 200mila nuovi posti di lavoro per i giovani ma anche per coloro che in età matura restano senza lavoro. Sono un imprenditore che nella sua lunga carriera ha dimostrato di saper fare e su questo tema mi impegno. In più vareremo un piano casa per i giovani per poter dare abitazioni dignitose a prezzi calmierati e accessibili, affinché possano restare qui e creare una famiglia nella terra in cui sono nati”.

Come pensa di gestire la crisi idrica della Puglia, considerato che l’Acquedotto Pugliese chiede ai cittadini di mettersi le mani in tasca dotandosi di autoclavi, pur sapendo che in alcuni tratti le condotte sono dei veri e propri colabrodo?
“Purtroppo siamo alle solite, il centrosinistra che ha governato la Puglia e avrebbe dovuto prevedere i problemi e pianificare le soluzioni scarica il proprio fallimento sui cittadini. Certo, tutti siamo chiamati ad un uso consapevole e parsimonioso della risorsa idrica, ma non si può chiedere ai cittadini di pagare il conto dei disastri compiuti da chi ha la responsabilità e il dovere di provvedere a ben governare. Dobbiamo nell’immediato accelerare per il riuso delle acque reflue per uso irriguo, realizzare i dissalatori e i bacini di stoccaggio minori che possono servire meglio i territori più a rischio. E ancora: progettare i collegamenti idrici con le regioni confinanti e l’Albania. Il governo Meloni ha nelle scorse settimane stanziato i fondi per il collegamento col Molise, tra l’invaso del Liscione e quello di Occhito, progetto fermo da ben 14 anni. Se vinceremo le elezioni, sono certo che il governo non mancherà di supportare al massimo la Puglia in tutti i progetti utili alla nostra regione”.
Turismo e collegamenti: la Puglia deve fare un ulteriore step. Crede che sia necessario investire di più su alcune province, come Taranto, per portarle al passo delle altre e farle uscire da un certo isolamento? E’ favorevole all’apertura dell’aeroporto di Grottaglie, ad esempio?
“Come detto prima, tutte le province devono essere considerate alla pari e avere le stesse attenzioni dal governo regionale e Taranto in particolare perché è quella che più di tutte ha sofferto. Il turismo, e più in generale lo sviluppo economico regionale, hanno bisogno di trasporti che funzionino. Nel mio programma ho pensato all’allungamento dell’autostrada Bari-Taranto fino alla città e alla prosecuzione della stessa fino a Lecce per decongestionare anche la S.S.16. E sugli aeroporti va fatta una riflessione meno baricentrica e più attenta a ricomprendere nel sistema aeroportuale pugliese anche gli aeroporti oggi poco utilizzati. La governance di AdP va rinnovata per dare a Brindisi più rotte e a Grottaglie delle chance di sviluppo”.
Vicenda ex Ilva: lei crede che uno stabilimento obsoleto come quello di Taranto possa essere rimesso in produzione attivando quel processo di decarbonizzazione atteso da anni ma mai avvenuto nonostante le enormi risorse innervate ad ogni decreto dal governo italiano?
“Il governo Meloni ha a cuore il destino dell’ex Ilva che impatta fortemente sui tarantini, la sfida è da anni sempre la stessa: conciliare la salute dei cittadini con il diritto al lavoro. La decarbonizzazione e’ un percorso tracciato e noi dobbiamo seguirlo con la massima attenzione affinché possa tradursi in opportunità per le persone. Comporre questo quadro non è semplice, ma ho la certezza che il governo stia facendo ogni sforzo utile a raggiungere l’obiettivo.
In questi anni più volte si è detto che il rilancio economico-produttivo di Taranto dovesse passare dal porto. In che modo ciò dovrebbe avvenire?
“Ho dato prova in passato, quando sono stato commissario al porto di Taranto, di avere le capacità di dare soluzioni serie e realizzabili per lo sviluppo di questa importante struttura. La logistica è la parte terminale di ogni filiera produttiva e non può prescindere dal sistema portuale, perciò Taranto e il suo porto devono tornare strategici per il trasporto delle merci, della cantieristica navale, per la nautica e il turismo, per la crocieristica. Spetta al governo regionale battersi perchè Taranto torni ad essere strategico per i flussi del mediterraneo ed oltre. Scegliendo me, i tarantini sanno di poter contare su un amico di questo territorio e in una persona competente e ho fiducia che sapranno scegliere per dare una svolta giusta”.
Probabilmente anche in questa tornata elettorale si registrerà un’emorragia di elettori. Pensa che voi politici stiate facendo abbastanza per arginare l’astensionismo?
“Ho privilegiato nella mia campagna elettorale il contatto diretto con i cittadini, che si sono allontanati dalla politica la punto di non recarsi alle urne perchè troppo spesso poco ascoltati e rispettati. Ogni mano che stringo, ogni sorriso che ricevo, ogni incitamento sincero mi convince che ho intrapreso la strada giusta e mi rende fiducioso che in molti torneranno a votare e lo faranno per il centrodestra e a loro va in anticipo il mio ringraziamento. Andare a votare per cambiare questo lungo e disastroso governo regionale di centrosinistra è un atto di amore per la propria terra e i propri cari, ripongo grande speranza nei pugliesi”.