Il Parco del Mirto, nato come polmone verde del quartiere Paolo VI, è stato inaugurato il 10 marzo del 2004 con lo scopo di donare agli abitanti svago e relax, salvaguardandone le zone verdi.
All’interno sono state collocate panchine e realizzati giardinetti. Erano presenti un’area dotata di attrezzi sportivi per fare ginnastica all’aperto e un laghetto artificiale con papere, tartarughe e pesci.
Questo spazio è stato creato per rispondere al bisogno dei cittadini di avere un parco ricreativo in una zona della città proprio vicina ad una grande industria come l’ex Ilva che da sempre rende l’ambiente tarantino fortemente inquinato.
Il Parco accoglieva gli abitanti del quartiere sia nelle ore diurne che in quelle serali, perché era dotato di illuminazione, oltre ad essere sempre pulito e curato.
A partire dal 2017 il Parco del Mirto ha subito atti di vandalismo. Sono state danneggiate le attrezzature sportive, le panchine, il parco giochi e le aree verdi. L’illuminazione è scomparsa, così come la vigilanza.
Questa situazione di degrado ha reso il parco inagibile e la zona è diventata luogo di ritrovo per tossicodipendenti.
Al principio il Comune di Taranto ha tentato di ripristinare le attrezzature che man mano venivano distrutte ma gli atti vandalici non si sono mai fermati e sono degenerati fino ad arrivare a bruciare l’intero Parco (episodio che si è verificato più di una volta).
L’Amministrazione comunale non ha effettuato più interventi e dal 2017 il Parco del Mirto è in disuso e per i ragazzi del quartiere è diventato inaccessibile in quanto pericoloso.
Sino a qualche anno fa i piccoli residenti trascorrevano al Parco tanto tempo con le proprie famiglie ma ora è solo un ricordo che con il tempo sta scomparendo dalla memoria. Sarebbe bello se potesse ritornare a vivere.
Se il Parco è venuto meno a causa del vandalismo si potrebbe pensare di adottare una serie di provvedimenti come: migliorare la sorveglianza attraverso l’installazione di telecamere e l’assunzione di vigilanti, addetti alla protezione e alla tutela del Parco. Sarebbe auspicabile il ripristino dell’illuminazione ma anche della recinzione perimetrale.
Per i residenti, sarebbe un sogno rivivere il verde del Parco pulito con tutta la sua flora e la sua fauna, rivedere le famiglie che fanno pic-nic, i bambini che giocano, i giovani che fanno sport all’aperto.
Per contribuire a questa rinascita sarebbe opportuno coinvolgere gli abitanti del quartiere e le scuole in attività di pulizia e manutenzione.
Si potrebbero, anche, organizzare degli eventi o momenti di aggregazione o addirittura dei concerti per attrarre più gente, magari proveniente dagli altri quartieri di Taranto, e farlo sopravvivere il più a lungo possibile, diventando un luogo amato e rispettato da tutti.
In questo modo si spera di arginare gli atti di vandalismo e di assistere ad una rinascita di un luogo come pochi ce ne sono nel capoluogo jonico. Un desiderio, un auspicio che necessita dell’intervento concreto dei nostri amministratori pubblici che aiutino gli abitanti di un quartiere periferico come Paolo VI a non scoraggiarsi di fronte agli eventi negativi che hanno caratterizzato in questi anni il Parco del Mirto condizionando il benessere sociale dei propri residenti.


Sarebbe molto bello
mi piace molto questo post
Gudo, Ccciusto
È una bella idea questa proposta nell’articolo. ♡♡
Complimenti bella idea per taranto
Buona Idea, speriamo si realizzi
Quanto di più auspicabile. Occorrerebbe sensibilizzare l’amministrazione comunale, la tv locale per riportare alla luce il problema, la mancanza, lo scempio che ne è stato fatto del parco. I cittadini della zona dovrebbero protestare poiché tutti hanno diritto a godere di un polmone verde per la salute, per il tempo libero, per i bambini e i giovani. Occorre rivendicare questo diritto con tutte le forze ed essere coesi, chiedendo anche sostegno esterno ai cittadini di altri quartieri per la rinascita del parco. Tutto è possibile se si crede e si è determinati.Un riconoscimento all’autrice dell’articolo che anche se in chiave nostalgica ha riportato alla luce un tema scottante.
L’articolo affronta la questione in modo approfondito e ben argomentato. Le soluzioni proposte sono assolutamente convincenti e adeguate ai bisogni della popolazione locale e alla capacità di intervento dell’amministrazione. Complimenti per l’autore del testo.
Questo progetto è fantastico
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