Tornano a registrare il segno ‘+’ i dati relativi al traffico delle merci nel porto di Taranto nel mese di ottobre. Un +22,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari a 1.151.092 milioni di tonnellate movimentate. Un dato che si pone in continuità con il saliscendi degli ultimi mesi: dopo l’impercettibile rialzo registrato a giugno (+0,7%), il pesante calo del mese di luglio (-49,1%) e la risalita ad agosto (+20,3%), il segno meno era tornato a settembre (-33,6%).

La provvisoria risalita è legata, ancora una volta, alle rinfuse solide riferite all’attività del siderurgico ex Ilva, che hanno registrato un +56,3% a differenza delle rinfuse liquide legate all’attività della raffineria Eni, che hanno fatto registrare un lieve calo (-6,4%).

Inevitabilmente legati a questi dati, vi sono quelli generali della sezione sbarchi con un +37,6% totale rispetto all’ottobre del 2024, con un +58%% per gli sbarchi delle rinfuse solide e un +2,8% per le rinfuse liquide. Discorso simile ma con cifre decisamente inferiori anche per quanto riguarda il dato degli imbarchi (+3,9%): mentre le rinfuse liquide registrano un -12,7%%, le rinfuse solide riportano un +39%.

Continuano ad essere costantemente in calo le merci in container (-32,6%), mentre registrano un dato positivo le merci convenzionali (+40,8%). Del tutto assenti le attività ro-ro (-100%) rispetto ad un anno fa e i container movimentati tramite ferrovia, oltre ad essere ancora in calo i dati generali sui container (-70,9%). Saldo negativo anche per quanto riguarda le navi arrivate (-9,5%) e le navi partite (-9,20%).

In negativo anche i dati sui passeggeri delle navi da crociera, che ad ottobre sono stati 5.783 rispetto ai 7.522 di dodici mesi fa con un decremento di -1.739 unità pari al -23,1%.

Nel frattempo, si resta ancora in attesa della verifica quinquennale da parte del Comitato di Gestione in relazione alle attività della holding Yilport, con l’obiettivo di rinegoziare la concessione resosi necessario non solo per l’andamento dei traffici, ma anche in considerazione dell’attuale scenario nazionale ed internazionale e delle nuove opportunità di sviluppo del Porto di Taranto ed in particolare del Molo Polisettoriale (gestito dalla controllata San Cataldo Container Terminal). Specie dopo il via libera al decreto con cui il MASE ha indicato come base della cantieristica offshore italiana lo scalo ionico (insieme a quello siciliano di Augusta), visto che l’Autorità Portuale ha candidato al bando quasi la metà dell’area in cui sorge il terminal contenitori, pari a 400mila metri quadrati riferiti ad una zona più verso terra che inevitabilmente ridurrà gli spazi per l’operatività della stessa Yilport.

Così come a breve si dovrebbe iniziare a ragionare sulla formazione per la riqualificazione professionale, con l’avvio dei corsi previsti per gli oltre 327 lavoratori ex TCT collocati in cassa integrazione presso l’Agenzia del Lavoro Portuale, ai quali nel dicembre dello scorso anno è stata prorogata di ulteriori due anni l’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), a fronte dei 220 assunti dalla multinazionale turca (così come ad attendere da anni un nuovo lavoro sono anche altri lavoratori di aziende scomparse da tempo nell’ambito portuale come l’ex STF e Delta uno).

Il tutto dopo la nomina definitiva di Giovanni Gugliotti a presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, che terrà una conferenza stampa nella giornata di venerdì 21 novembre in cui potrebbero essere comunicate novità anche rispetto alla riunione dell’organismo partenariato convocata svoltasi il 29 ottobre, dove tra i punti all’ordine del giorno c’era anche il bilancio preventivo relativo all’esercizio finanziario.

(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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