Il cibo è convivialità, socialità, occasione per tessere relazioni interpersonali, un momento a cui serve ridare per tutti la giusta dignità.

È stato questo il tema della 29ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che invita a non dare per scontato un gesto che per tanti non è più automatico: mettersi a tavola, mangiare senza l’ansia di non avere cibo a sufficienza.

Secondo i dati diffusi dall’Istat con il Rapporto su Benessere e sostenibilità, la percezione del rischio di cadere in povertà è pari al 18,9%, in un Paese dove già individui che si trovano in una condizione di povertà assoluta sono 5,7 milioni e quelli in povertà relativa sono 8,7 milioni (Istat 2024), rispettivamente il 9,8% e il 14,9% dei residenti.

La Colletta alimentare si è svolta anche quest’anno con un grande successo a Taranto, coinvolgendo una vasta rete di volontari, istituzioni, associazioni e cittadini. La giornata ha visto l’impegno di oltre tremila volontari che, con dedizione e passione, hanno distribuito 5 tonnellate di generi alimentari in più rispetto allo scorso anno, segnando un ulteriore passo avanti nella lotta contro la povertà alimentare e il disagio sociale.

Luigi Riso, presidente del Banco Alimentare della Puglia, ha sottolineato come il risultato ottenuto sia stato possibile solo grazie all’apporto di tutti. “Dalle istituzioni alla politica, dalla Chiesa alle associazioni, dai professionisti alle scuole, ognuno ha dato il proprio contributo”, ha dichiarato Riso, evidenziando come la solidarietà abbia unito la città, superando le tradizionali divisioni partitiche per un fine comune: il bene dell’altro.

Il gesto di distribuire generi alimentari assume un significato ancora più profondo in un momento storico complesso per Taranto, città in bilico di fronte alle incognite legate alle vicende dell’ex ILVA e ai timori di una possibile “bomba sociale”. La crisi industriale e occupazionale, infatti, ha alimentato un crescente senso di incertezza e precarietà tra i cittadini, con molte famiglie che lottano ogni giorno per arrivare a fine mese.

Per questo il Banco Alimentare vuole essere solo il primo passo verso una serie di iniziative di solidarietà, che devono essere attuate da una vera e propria rete di volontari, istituzioni e associazioni. In particolare, l’accento è stato posto sul fenomeno dei cosiddetti working poor, ossia quelle persone che, pur lavorando, non riescono a garantire una vita dignitosa alla propria famiglia, costrette a fare i conti con bassi salari, precariato e disoccupazione, fenomeni che a Taranto si presentano in tutta la loro drammaticità.

Per Riso, la giornata della Colletta Alimentare non rappresenta un appuntamento isolato, ma l’inizio di un percorso che deve continuare per tutto l’anno. “Non basta un giorno di raccolta per risolvere il problema della povertà. È necessario che il Banco Alimentare faccia parte di una rete più ampia di volontariato e associazioni, in grado di rispondere in modo strutturato e costante alle necessità della comunità”, ha dichiarato.

La rete solidale di Taranto, secondo il presidente del Banco Alimentare, è la chiave per affrontare una problematica che va ben oltre la distribuzione di cibo, includendo sostegno psicologico, supporto per l’inclusione sociale e aiuto alle famiglie in difficoltà.

La giornata di sabato ha visto il coinvolgimento di decine di punti di raccolta in tutta la città e nelle sue frazioni, con la partecipazione attiva di scuole, parrocchie, istituzioni locali e cittadini. In tantissimi hanno scelto di donare alimenti, ma anche di offrire il proprio tempo come volontari. Le immagini delle mani che accoglievano scatole di pasta, latte, riso, oli e altri generi alimentari, hanno mostrato come la solidarietà possa davvero fare la differenza in momenti di difficoltà.

“L’importante è che oggi siamo tutti uniti, senza distinzioni, per un obiettivo che riguarda tutti noi: il benessere della nostra comunità. La Colletta Alimentare è un gesto simbolico, ma anche concreto, che ci ricorda che solo insieme possiamo affrontare le sfide di un momento difficile per Taranto”, ha concluso Riso.

La 29ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, dunque, non solo è stato un grande successo in termini di raccolta, ma ha anche dimostrato che la città di Taranto ha una grande capacità di unirsi di fronte alle difficoltà, trasformando la solidarietà in un motore di cambiamento per il futuro. Ora, l’impegno della comunità tarantina è quello di continuare a lavorare insieme, per un 2025 e oltre all’insegna del sostegno reciproco e dell’inclusività.

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