Bisogna fare i complimenti alla strategia comunicativa della S.S. Taranto calcio, abile a spostare l’attenzione e ad ammortizzare le critiche relative ai risultati non positivi della squadra con azioni che distraggono il tifoso medio.

Dopo il pareggio di Racale, infatti, è stato annunciato l’acquisto di Loiodice, che buona parte dell’opinione pubblica ha pompato sino a farlo diventare quasi il nuovo Maiellaro, il nuovo Triuzzi, il nuovo Caputo o il nuovo D’Agostino per arrivare più o meno ai tempi recenti.

Certamente un lusso per la categoria che va calato nel contesto generale dominato dall’ansia di aggrapparsi a nuovi idoli (ad Aguilera che ha messo a segno gol a ripetizione da quando veste la maglia rossoblu, dovrebbe esser, almeno, riservato identico trattamento).

Dopo il 3-3 interno con il Novoli non si è avuto molto tempo per stare a dibattere come se si stesse al bar (difesa scoperta, centrocampo poco dinamico, portiere acerbo) che nel giro di qualche ora, ieri, sono giunti nell’ordine: l’esonero di mister Danucci e gli accordi con il diesse Pagni ed il “nuovo” allenatore Panarelli.

Il dubbio di esser tornati indietro nel tempo ci era già venuto quando è stato liquidato il diesse Di Bari. Ora questo dubbio sembra quasi esser diventato certezza  – Il Taranto è in silenzio stampa, un film già visto – Corriere di Taranto – .

Il progetto iniziale, per carità frutto della fretta di allestire in tempi record un organico ed uno staff tecnico che cominciasse la stagione, è stato in gran parte rivisto. I risultati non in linea con gli obiettivi da raggiungere, la pressione della piazza ed il decisionismo del presidente, hanno prodotto lo stravolgimento attuale.

Non dovendo arruffianarci nessuno, né sperare in interviste esclusive e ospitate in trasmissione, la nostra onestà intellettuale ci pone davanti ad un dilemma: non è che ci ritroviamo di fronte ad una restaurazione? Nulla di personale contro Pagni e Panarelli – professionisti e persone serie – ma è troppo fresco il ricordo del loro rapporto, con tanto di dichiarazioni di stima, con la società peggiore della storia del calcio tarantino.

Non si era parlato di discontinuità con il recente passato? Manca solo la riabilitazione del personaggio che da anni, dietro le quinte, tira le fila di un certo opinionismo senza memoria ed il quadro è completo.

Se il presidente Vito Ladisa – molto attento agli umori della piazza ed alla sensibilità dei tifosi – ci invita a stare buoni e tranquilli, noi non possiamo che dargli credito ed attendere l’esito sperato di una stagione cominciata con difficoltà messe in cantiere ma anche contraddistinta, sinora, da un’ umoralità che non ci piace molto (compreso il silenzio stampa durato più del previsto).

*foto Paolo Occhinegro

One Response

  1. Buongiorno
    Ci manca solo Vittorio Galigani e siamo al completo.
    Altro che il nuovo che avanza
    Siamo ritornati all’ usato in/sicuro .
    Saluti
    Vecchione Giulio

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