Non solo la corsa al 2026, ma soprattutto ciò che accadrà quando si spegneranno i riflettori sui Giochi del Mediterraneo. È da questa consapevolezza che nasce la proposta della Fondazione del Mediterraneo per lo Sport di istituire un fondo di avviamento destinato a sostenere il Comune di Taranto nella fase più delicata: la gestione degli impianti sportivi una volta conclusa la manifestazione internazionale.
A illustrarne contenuti e finalità è stato Massimo Ferrarese, commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e promotore dell’iniziativa, nel corso di un incontro a Palazzo di Città che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco di Taranto Piero Bitetti, del presidente della Fondazione Angelo Buonfrate e di rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo locale. Un momento di confronto che ha avuto come filo conduttore la necessità di trasformare l’evento in un’eredità concreta, capace di durare nel tempo.
«Ho pensato – ha spiegato Ferrarese – a cosa sarebbe accaduto e cosa accadrà agli impianti il giorno dopo la chiusura dei Giochi e cosa accadrà allo sport della città se non diamo una mano. Quindi, ho voluto realizzare questa Fondazione e ho al mio fianco persone eccezionali che stanno lavorando giorno e notte per cercare di dare un contributo importante».
«Abbiamo già fatto – ha affermato il commissario – delle cose importanti per le società sportive e ora, con quello che risparmiamo come struttura commissariale sugli appalti, intendo proporre al governo di utilizzare queste risorse, e parliamo di diversi milioni, in parte per migliorare ancora di più gli impianti e in parte per attivare un fondo di avviamento per la gestione degli impianti».
Un passaggio ritenuto cruciale per evitare che le strutture realizzate o riqualificate per i Giochi possano trasformarsi in cattedrali nel deserto. «Capiamo – ha aggiunto Ferrarese – l’importanza, capiamo gli investimenti che si devono realizzare per la gestione degli impianti. Vorrei dare una mano, un contributo non soltanto oggi, ma anche dopo i Giochi affinchè questi impianti possano vivere. Per la manifestazione stiamo lavorando alacremente: ho al mio fianco gente competente che, con abnegazione, sta portando avanti l’obiettivo che avevamo di realizzare i progetti, affidare le gare, assegnare i lavori e terminarli entro i Giochi».
Ferrarese ha rivendicato anche i progressi sul fronte delle opere, sottolineando come il cronoprogramma stia rispettando obiettivi e aspettative: «Ovunque vado ci dicono: ce la facciamo. Non era prevista all’inizio la possibilità di coprire gli impianti, oggi invece sono arrivate le coperture in acciaio e i lavori stanno procedendo. Di questo non posso che essere soddisfatto».
All’incontro, dal titolo «Insieme per lo sport, insieme per Taranto», erano presenti il presidente della Fondazione Angelo Buonfrate, il sindaco Piero Bitetti, il presidente della Camera di Commercio Taranto-Brindisi Vincenzo Cesareo, i presidenti regionali del Coni Angelo Giliberto e del Comitato Italiano Paralimpico Gianni Romito. Diverse le testimonianze dal mondo dello sport: da Giuseppe Merico, presidente onorario della SS Taranto 2025, a Federica Leone, campionessa europea di taekwondo; da Marco D’Aniello, campione italiano di nuoto paralimpico, ad Anna De Florio, presidente dell’associazione X Fragile; da Salvatore Massari, direttore sportivo ASD Dinamo Taranto Basket, a Viviana Zito, atleta e professoressa di Scienze Motorie e Ciccio Stola, presidente Support_o SSD. Ha moderato Mario Soggia, direttore generale della Fondazione del Mediterraneo per lo Sport.
Dal Comune è arrivata una valutazione positiva dell’iniziativa. Il sindaco Piero Bitetti ha parlato di «un’opportunità per la città di Taranto, ma non solo, per la terra jonica, l’intera regione, direi per il Paese, perché sarà un momento di attrazione, un momento di confronto e, se vogliamo, anche un momento di crescita tra tutte le culture, le economie che si affacciano sul Mediterraneo. L’obiettivo da raggiungere è far diventare Taranto la vera capitale del Mediterraneo, un centro dove ci si potrà confrontare, si potranno approfondire tematiche di studio grazie al coinvolgimento degli studenti, delle Università, del mondo economico. Noi siamo pronti».
Per Bitetti «quella del fondo di avviamento per la gestione degli impianti è un’idea intelligente e responsabile perché unire le forze in un momento così difficile fa la differenza. Ma soprattutto questi residui, mi auguro essere i più corposi possibile affinchè si possa avviare la startup, la fase di avviamento delle strutture sportive, sono importanti perché ne abbiamo di opere importanti e onerose dal punto di vista della gestione come lo stadio del nuoto che richiedono necessariamente una fase di avviamento solida (si ipotizza la necessità di 1,2 milioni di euro l’anno, ndr) per poter lanciare queste strutture un minuto dopo i Giochi verso quello che deve essere il traguardo. E cioè renderle efficienti affinchè si possano attrarre gare di livello nazionale e internazionale, creare non soltanto un riferimento sportivo nel Sud Italia. Quindi la città di Taranto diventa anche campo di gara a livello internazionale e speriamo possa derivarne una economia, uno sviluppo legato allo sport».
A ribadire il ruolo della Fondazione è stato il presidente Angelo Buonfrate, che ha evidenziato come l’organismo sia chiamato non solo a custodire l’eredità materiale lasciata dai Giochi, ma anche a promuovere una cultura sportiva diffusa. «Il nostro compito – ha affermato – è valorizzare ciò che resterà. C’è un grande fermento, vogliamo fare in modo che l’eredità dei Giochi sia un momento di ripresa della nostra città. Ci sono tanti valenti imprenditori che si sono avvicinati, tante associazioni dilettantistiche sportive, l’Asl e ora stiamo cercando di aggregare anche i Comuni. La maggior soddisfazione è la risposta dei cittadini e l’emozione dei soggetti che appartengono al mondo dello sport dei disabili».
Buonfrate ha sostenuto che «l’equivoco di fondo è che si pensava inizialmente che la Fondazione fosse nata per gestire la squadra di calcio, in realtà il progetto è molto più ampio ed è finalizzato a gestire, custodire e valorizzare l’eredità dei Giochi del Mediterraneo quando finiranno. Con questa prospettiva stiamo cercando di impostare un progetto che veda la condivisione da parte di tutte le istituzioni e i cittadini per finanziare le attività sportive».
Il presidente regionale del Coni Angelo Giliberto ha dichiarato che «è finalmente arrivato il momento della condivisione. La scommessa è importante perché si tratta di mettere a regime tutti gli impianti che saranno poi a disposizione dei Giochi del Mediterraneo. Ci saranno alcuni impianti nuovi che verranno consegnati alla città e ci sono altri che sono stati riqualificati, quindi Taranto per quest’anno sarà sicuramente capitale dello sport. Ma sarà capitale dello sport anche dopo perché se l’intento è quello di far funzionare bene gli impianti ne avrà un beneficio tutta la città».
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a consolidare il legame tra grandi eventi e sviluppo locale. Se il fondo di avviamento sarà la prima gamba di questo percorso, il banco di prova sarà la capacità di trasformare impianti e infrastrutture in luoghi vivi, attraversati da sportivi, famiglie e giovani, perché l’eredità dei Giochi non rimanga un ricordo, ma diventi quotidianità.