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Approvato dal Consiglio comunale il Bilancio consolidato relativo all’esercizio 2024: il documento, il cui scopo è essenzialmente quello di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall’Ente, fotografa anche lo stato di salute delle società partecipate

Tallone d’Achille, come ovvio, la situazione finanziaria di Kyma Ambiente, su cui lo stesso presidente, Alfredo Spalluto, e l’assessore al ramo, Gianni Cataldino, si erano chiaramente espressi nelle conferenze stampa dei mesi scorsi, evidenziando un’importante situazione debitoria.

L’opposizione non resta a guardare, “La fragilità di Kyma Ambiente – attacca il consigliere di Fratelli d’Italia, Luca Lazzaro – è un dato politico che evidenzia l’agonia di una partecipata che sopravvive, senza mai cambiare”. Per Giampaolo Vietri, neo eletto in Consiglio regionale, “È arrivato il momento che l’amministrazione Bitetti spieghi con quali risorse e modalità vuole risolvere questa situazione disastrosa, che si trascina immutata da anni”.

Sotto la lente della minoranza anche le difficoltà nella raccolta differenziata e le criticità legate al decoro urbano.

Prende parola anche il consigliere del PD, Vincenzo Di Gregorio, che negli ultimi giorni aveva attaccato il vice sindaco Mattia Giorno per la candidatura alle regionali: “La vera partita su Kyma Ambiente si gioca sotto traccia – afferma – e io lo dico pubblicamente: non seguirò Bitetti in un’eventuale volontà di privatizzare Kyma Ambiente, esattamente come non ho seguito Melucci”.

L’assessore Francesco Cosa non prende bene la frecciata e replica: “Nessuna ipotesi ventilata in merito, non capisco perchè parlarne: sulla partecipata l’amministrazione Bitetti è china a lavorare”.

Mirko Di Bello chiede di valutare la possibilità di una seduta monotematica della massima assise cittadina sulla questione, sostenuto dalla consigliera del M5S, Annagrazia Angolano, reduce dalla vittoria alle regionali e che presto lascerà il posto in Consiglio comunale al primo dei non eletti, Gregorio Stano. 

“La cittadinanza deve sapere che abbiamo ereditato una situazione devastante – afferma Cosa – Abbiamo disposto l’avvio di una due diligence (ovvero di un’indagine interna approfondita, ndr) per capire quali sono le reali condizioni dell’azienda e intervenire nella maniera più opportuna”. In altre parole, il contratto di servizio della partecipata dipenderà da quanto emergerà.

Al termine della discussione, tuttavia, il Bilancio consolidato viene approvato con i 19 voti favorevoli della maggioranza e i 7 contrari dell’opposizione.

Ma le problematiche della raccolta differenziata nel capoluogo ionico sono al centro anche del successivo punto all’ordine del giorno, ovvero la modifica all’articolo 30 del Nuovo Regolamento di Polizia Urbana del Comune. 

A leggere l’emendamento, nato dall’ascolto dei commercianti e delle associazioni di categoria, è la consigliera di maggioranza Patrizia Mignolo: sanzioni da 200 a 500 euro e addebito delle spese di ripristino della condizione di igiene e decoro e quelle relative al corretto smaltimento dei rifiuti. Resta, inoltre, ferma in caso di reiterate violazioni in materia di corretta differenziazione dei rifiuti, anche la sospensione dell’attività per un massimo di 15 giorni da parte del Questore, ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

Parzialmente soddisfatte le associazioni di categoria presenti, che avrebbero preferito un inasprimento meno accentuato.

Ne nasce un nuovo botta e risposta tra maggioranza e opposizione, che trova facile bersaglio nelle percentuali ancora troppo basse di raccolta differenziata della città. Ma l’amministrazione Bitetti non ci sta e replica a chi afferma che Bitetti “manchi di visione” e abbia mostrato “incapacità a risolvere le principali problematiche di Taranto”, sottolineando che la percentuale di raccolta differenziata trovata al momento dell’insediamento è salita in pochi mesi dal 22-25% al 31.5%. 

L’obiettivo, tuttavia, resta quello di raggiungere il 35% per evitare una maxi sanzione dalla Regione e l’aumento ulteriore della TARI per le tasche dei cittadini.

“La scelta di separare la differenziata tra utenze commerciali e domestiche è politica”, afferma l’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame, mentre il vice sindaco Mattia Giorno invita tutti alla responsabilità. Il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, Alexia Serio difende l’importanza di far maturare la coscienza della differenziata anche nei commercianti che hanno tutti gli strumenti per farlo e non lo fanno: “Sono state le associazioni di categoria a segnalare le strade da seguire e chiedere il pugno duro per risolvere la situazione”, afferma, annunciando subito dopo la creazione a breve termine di un tavolo permanente con le associazioni di categoria e gli attori coinvolti. 

Sarà necessario, ovviamente, fornire le attività commerciali e artigianali di contenitori appositi per la differenziata, dotati di apertura e chiusura che escludano la possibilità che i passanti possano inficiare il corretto conferimento. Ma di questo, del resto, Spalluto ne aveva parlato in precedenza in occasione della firma di una convezione in materia; nel frattempo si lavora anche con ospedali, scuole e caserme.

La maggioranza serra le fila e l’emendamento, così come la successiva modifica, passano con 18 voti a favore.

 

 

 

2 risposte

  1. Giusto affrontare il problema della differenziata partendo dai segmenti omogenei come il commercio, l’artigianato, industria e così via , fino ai condominii. Pure giusto colpire chi trasgredisce a quanto stabilito. Noi ci aspettiamo che proprio dalle categorie citate arrivi n forte impegno, anche perché un maggiore decoro avvantaggia le attività è un livello alto di raccolta differenziata tiene i costi più bassi. Vorrei far presente agli amministratori che prima di accedere ad un aumento di costi bisogna colpire i molti evasori della TARI dei quali non si parla quasi mai.

  2. Di sicuro va fatto un progetto di sensibilizzazione dei giovani e dei bambini affinché ponto nelle famiglie una cultura nuova riguardo al riciclo e alla raccolta differenziata.

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