La Cisl FP Taranto-Brindisi rivendica il successo della mobilitazione che giovedì scorso, ha portato in piazza del Planetario a Roma centinaia di lavoratori della Difesa nell’ambito del presidio nazionale del Coordinamento Cisl FP Difesa, riunito sotto lo slogan “Una piazza per trentamila”. Al centro della protesta, la richiesta al Governo e al Parlamento di intervenire senza ulteriori rinvii sulla Legge 244/2012, considerata dal sindacato una norma ormai insostenibile.

Secondo la Cisl FP, gli effetti della legge sarebbero devastanti per Taranto e l’area jonica, dove la struttura produttiva, economica e occupazionale è legata in modo diretto e storico alla presenza della Difesa.

Il taglio di 10.000 posti di lavoro del personale civile a livello nazionale comporterebbe, infatti, una potenziale perdita di oltre 2.000 posizioni tra Taranto e Brindisi, con ricadute pesantissime su strutture cruciali come l’Arsenale Militare Marittimo, le Basi Navali, il Maricommi e il Comando Interregionale Marittimo Sud.

Il sindacato evidenzia come un simile ridimensionamento non sarebbe solo un colpo all’economia di un territorio già fragile, ma metterebbe anche a rischio la capacità operativa della Flotta navale italiana, che proprio su Taranto mantiene uno dei suoi fulcri strategici. La perdita di personale civile specializzato – avverte la Cisl FP – costringerebbe a esternalizzazioni costose e poco efficienti.

Il segretario territoriale Umberto Renna richiama un dato emblematico: prima dell’assunzione di due assistenti gruisti, la Marina spendeva circa 40.000 euro per un solo mese di appalti esterni. Con la stessa cifra, oggi, sono stati stabilizzati due tecnici a tempo indeterminato, garantendo continuità e risparmio. Per la Cisl FP, la conclusione è chiara: assumere conviene, e la tutela del personale civile è “un investimento strategico”, non un costo.

Dal presidio è arrivato un primo risultato politico: una delegazione di lavoratori è stata ricevuta d’urgenza dall’Ufficio di Gabinetto del Ministro. Un passo apprezzato, ma giudicato insufficiente dal sindacato, che insiste sulla necessità di misure immediate, ricordando lo stesso riconoscimento del Ministro circa il fallimento della 244/2012.

Non permetteremo che il nostro territorio paghi ancora gli errori del passato”, ribadisce Renna, annunciando che la mobilitazione proseguirà fino a quando non saranno avviate iniziative concrete per salvaguardare posti di lavoro e funzionalità degli asset strategici della Difesa presenti sul territorio jonico.

 

 

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