Cosimo Mosca, in arte “Dr. Blake”, è un dj open format e produttore 27enne cresciuto a Taranto nel quartiere Talsano. La sua non è solo passione per la musica ma, come ci ha raccontato, amore a prima vista. Il primo appuntamento? Quando era un bambino dopo l’incontro con un dj durante una festa di compleanno.
Da quel giorno ha iniziato a mixare brani sul pc di suo padre attraverso il software VirtualDj, successivamente ne ha scaricato un altro per produrre musica sino a muovere i primi passi nelle serate piacentine dove fa parte della “Festaioli Crew”. Sempre a Piacenza, ha poi preso parte a diversi eventi più rilevanti come al ”Bèll e Bon Festival”, “Muevelo Festival” sino a suonare dentro gli stadi come al “Walter Beltrametti”.
Cosa accomuna il nostro concittadino ad artisti come Mahmood, Ermal Meta, Renzo Rubino e Ariete? La partecipazione al festival “Tour Music Fest”. Nato in Italia nel 2007, è uno dei più grandi concorsi musicali d’Europa strutturato in quattro step di selezione.
L’ultimo è denominato “European Finals”, le finali europee che coinvolgono tutti gli artisti e le artiste selezionate nelle sezioni precedenti nelle nove nazioni europee partecipanti. Dr. Blake è stato ad un soffio dal raggiungere quella che potremmo definire la finalissima europea. Ha però superato la prima fase d’idoneità, la “Smart Audition” che si svolge online e coloro che vi partecipano ricevono una consulenza con i coach del Tour Music Fest.
A seguire lo step “Live Audition” in cui artisti e band si esibiscono live nella tappa più vicina alla presenza dei coach e possono scegliere se partecipare o meno ai City Music Camp e Cosimo ha raggiunto e superato questa tappa esibendosi a Bologna. È così arrivato alla “Nationl Final” esibendosi sul prestigioso palco delle finali presso San Marino e qui ha incontrato artisti e professionisti provenienti da tutta Italia.
Dr. Blake tra giradischi, lettori, cuffie, diffusori e mixer lo potremmo definire Dottor Speranza perché se è vero che chi vive di questa muore disperato, la speranza è anche l’ultima a morire. In un mondo in cui si tende a voler incasellare ed etichettare ogni aspetto della realtà, uscire fuori dagli schemi e dal voler svolgere un lavoro “convenzionale” è difficile. Lo è perché non sai a cosa vai incontro non essendoci una strada definita. Per questa ragione abbiamo voluto dar spazio all’esperienza di un artista tarantino.
Le sue parole: «Molti dj spesso vengono buttati giù. Ho subito in prima persona, quando ho iniziato a suonare, svariati insulti tanto che volevo rinunciare a seguire il mio sogno. Credo invece che le persone debbano continuare a perseguire le loro passioni sino a farle diventare una professione. Non bisogna rinunciare ma si deve continuare a seguire i propri sogni aldilà delle voci che provano a tarpare le ali ancor prima che si provi a spiccare il volo. Oggi ricevo due compensi: uno da producer e uno da dj, se avessi ascoltato quella miriade di insulti, oggi non lo so dove sarei ma di certo non vivrei di musica».
Vivere delle proprie passioni, qualsiasi esse siano, è questo l’augurio che rivolgiamo ai nostri lettori. Non ci rivolgiamo solo a chi è ancora in fase di formazione ma anche a chi è assuefatto e insofferente verso la propria quotidianità: fate entrare nella vostra vita ciò che più vi appassiona,