Arrivano i primi drammatici effetti di quello che i sindacati hanno definito piano di chiusura dell’ex Ilva di Taranto, decretato dal Ministro Urso e dal Governo Meloni.
Effetti che inevitabilmente si abbattono sui lavoratori. La Semat Sud srl ha infatti comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil di Taranto, la decisione della proprietà di cessare le attività lavorative con il conseguente licenziamento di 220 lavoratori edili, storicamente impegnati nell’appalto del siderurgico nelle manutenzioni e negli interventi di risanamento.
“Non c’è più tempo da perdere! Venga subito convocato l’incontro a Palazzo Chigi come richiesto dalle segreterie di Fim Fiom Uilm e si ritiri il Piano di chiusura, mettendo in campo un intervento pubblico necessario a garantire una transizione ecologica e a salvaguardare tutti i lavoratori” affermano congiuntamente Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil di Taranto.
Sindacati che hano chiesto al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, al Sindaco di Taranto Piero Bitetti, al Presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e a tutti i parlamentari jonici di intervenire a sostegno delle mobilitazioni dei lavoratori e per scongiurare i licenziamenti annunciati da Semat Sud srl.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/12/02/ex-ilva-sindacati-in-pressing-sul-governo-2/)
Buongiorno
La Semat Sud è la prima ad agire in questa maniera e naturalmente seguiranno a ruota altre aziende dell’ indotto tarantino.
Ma ora si parla di licenziamento e basta .
Gli operai Semat Sud naturalmente non potranno disporre di nessuno aiuto o strumento contrattuale previsto per i dipendenti Adi.
Sono i figli di un Dio minore.
O meglio nella crisi Ex Ilva sono i figliastri.
Valgono di meno.
Saluti
Vecchione Giulia