E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 novembre, che introduce misure urgenti per assicurare la prosecuzione delle attività produttive degli stabilimenti ex Ilva, tutelare i lavoratori e riconoscere indennizzi al territorio.
Nel testo del decreto approvato si legge che “allo scopo di integrare il trattamento economico dei dipendenti impiegati presso gli stabilimenti produttivi Acciaierie d’Italia spa in Amministrazione straordinaria, per i quali sia prorogato, nel corso degli anni 2025 e 2026, il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria, questa spesa ulteriore è autorizzata anche ai fini della formazione professionale per la gestione delle bonifiche”.
Dunque, la formazione dei cassintegrati sarà rivolta alle bonifiche e non più alla transizione green dell’acciaieria come era stato invece annunciato in una prima fase. Una novità che trova il suo senso nel fatto che qualora la transizione produttiva si tradurrà nel passaggio dall’area a caldo ai forni elettrici, molti impianti dovranno essere smantellati e molte aree del siderurgico liberate ed eventualmente bonificate, per poi essere destinate ad una nuova reindustrializzazione.
“Agli oneri derivanti, pari a 8,6 milioni di euro per l’anno 2025 e a 11,4 milioni di euro per l’anno 2026, si provvede a valere sul Fondo Sociale per occupazione e formazione. Al fine di agevolare il processo di transizione in atto, gli importi relativi agli stanziamenti sono accreditati alla società Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria mediante decreto ministeriale di autorizzazione all’Inps al trasferimento del relativo importo alla società Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria. Entro la fine del mese successivo all’erogazione dell’ultima mensilità a carico delle risorse indicate, l’Amministrazione Straordinaria – si legge all’articolo 4 del dl – rendiconta al ministero del Lavoro e delle politiche sociali e all’Inps l’effettiva spesa sostenuta e procede al trasferimento delle risorse non utilizzate”.
Lo stesso decreto legge, all’articolo 1, autorizza inoltre Acciaierie d’Italia a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte ottenuto nei mesi scorsi. Sul punto, il nuovo dl così recita: “La società Acciaierie d’Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria è autorizzata a utilizzare le somme, a essa trasferite dalla società Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria in ragione del finanziamento concesso in base all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 26 giugno 2025, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2025, n. 113, e residuate alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche per garantire la continuità operativa degli impianti di cui ha la gestione”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/11/20/ex-ilva-via-libera-cdm-a-dl-con-misure-urgenti/)