Completamente finanziato con soldi del Governo per un totale di 59,750 milioni di euro lo stadio Iacovone avrà una capienza di 20.049 spettatori e sarà l’impianto bandiera dei XX Giochi del Mediterraneo che si terranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre del 2026.
La progettazione prevede standard elevati: UEFA categoria 4 oppure FIFA categoria 2 che significa settori indipendenti, accessi separati, piena visibilità da ogni posto. Il manto erboso sarà naturale, stando alle ultime notizie. Mentre è notorio che il commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, ha previsto l’installazione di due maxi schermi di ultima generazione, da acquistare con fondi rinvenienti dalla percentuale di ribasso della gara d’appalto.
Dunque dopo i Giochi del Mediterraneo lo stadio Iacovone, praticamente rimesso a nuovo dalla struttura commissariale, potrà ospitare match di Champions League relativamente alle sole fasi a gironi e play-off, di Europa League e Conference League (escluse finali), gare internazionali della Nazionale (amichevoli, gare di qualificazione alle varie competizioni), Europei e Mondiali giovanili.
Intanto procedono, secondo cronoprogramma i lavori in vista dei Giochi del Mediterraneo che attualmente hanno superato il 40% del totale. Attualmente si sta procedendo alla copertura dei vari settori (sopra quella della Curva Sud sarà montato un impianto fotovoltaico) che sarà ultimata nel giro di una sessantina di giorni.
Oltre alle competizioni calcistiche lo Iacovone è in grado di ospitare eventi di altro tipo come concerti musicali all’aperto di medio-grandi dimensioni ed, infatti, come abbiamo in precedenza segnalato i grandi promoter italiani del music business si sono mossi in anticipo chiedendo informazioni per l’estate 2027, considerato che la pianificazione dei tour delle grandi star della musica avviene almeno un anno prima dell’evento stesso.
Intanto la giunta Bitetti ha riconosciuto il cosiddetto interesse pubblico alla proposta presentata dal Gruppo Ladisa, proprietario del S.S. Taranto 2025, per gestire per un determinato numero di anni l’impianto sportivo realizzando, oltre a quello che verrà lasciato in eredità dai Giochi anche una foresteria, un centro sportivo per i ragazzi, aree per la ristorazione e altro ancora.
Ora, la proposta dovrà essere inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche del Comune e successivamente nel Documento unico alla programmazione (Dup) e, subito dopo, gli uffici comunali potranno indire un bando di gara aperto a tutti, ma che (in caso di parità di offerte) assegnerebbe a Ladisa comunque il diritto di prelazione.