Piccoli passi in avanti sulla vertenza Hiab, in merito alla situazione di crisi che ha colpito da tempo l’azienda svedese specializzata nella produzione di attrezzature per il sollevamento e la movimentazione delle merci, che opera (anzi operava) con due stabilimenti produttivi in Italia, uno a Minerbio (in provincia di Bologna) e uno a Statte, in provincia di Taranto.

Durante il tavolo svoltosi a Roma – che si è svolto alla presenza dei rappresentanti di Hiab, delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali e datoriali – l’advisor Vertus (l’azienda deputata allo scouting) ha comunicato di aver ricevuto una manifestazione di interesse formale per il sito di Statte da parte di un’azienda pugliese in forte espansione, intenzionata a valutarne l’acquisizione e a promuoverne il rilancio nel comparto metalmeccanico.

Secondo quanto reso noto dalle organizzazioni sindacali, la manifestazione di interesse con scadenza al 31.12.2025, seppur non vincolante, di un’azienda produttrice di macchine per la raccolta di rifiuti. Il possibile progetto vede la possibilità di assorbire la quasi totalità dell’organico oggi presente (ricordiamo che la vertenza coinvolge 97 lavoratori in cassa integrazione dallo scorso mese di marzo), attraverso un percorso di formazione e reskilling, attinente alla coniugazione del nuovo sistema produttivo. Di concerto, il MIMIT coadiuvato dal supporto di Regione Puglia, attestano la validità e la solidità economica/finanziaria dell’interlocutore industriale.

“Fin dall’inizio seguiamo con grande attenzione l’evoluzione di questa vertenza. La prospettiva che si sta delineando prevede una possibile soluzione industriale attraverso un’azienda italiana, radicata nel Sud. Le prossime settimane saranno decisive per consolidare l’obiettivo di garantire continuità industriale e nuove prospettive occupazionali al sito di Statte”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.

Il Ministero “monitorerà tutte le fasi del processo e proseguirà il confronto con istituzioni, azienda e sindacati, con l’obiettivo comune di riattivare e valorizzare il sito, salvaguardando le competenze dei lavoratori e un percorso di diversificazione produttiva”.

“FIM, FIOM e UILM, pur ritenendo positivo questo stato di avanzamento della trattativa, precisano e rimarcano l’assoluta necessità che tutto il polmone occupazionale venga considerato, senza lasciare nessuno indietro- affermano le organizzazioni sindacali in una nota unitaria -. Rimarchiamo inoltre, la necessità di superare tutte le criticità attinenti alle scadenze imminenti, dettate dal fitto dell’immobile, la proroga del mandato alla Vertus e dell’ammortizzatore sociale autorizzato fino al 10.03.2026″.

FIM, FIOM e UILM, sottolineano inoltre “la necessità prioritaria di giungere ad un piano industriale vincolante nel più breve tempo possibile, per poter consolidare e garantire concretamente tutti gli impegni dichiarati al tavolo Ministeriale, per la tutela del futuro occupazionale di tutti i lavoratori in  questione. Le parti di conseguenza, si danno l’impegno di aggiornare il tavolo nel più breve tempo  possibile, per consentire di raccordare tutti i passaggi tecnici necessari del caso”.

Durante l’ultima riunione lo scorso ottobre, si era parlato di tre realtà industriali (anche se si era accennato di una quarta realtà vicina alla Vestas che però non rileverebbe l’attività industriale ma soltanto le unità lavorative) operanti nel settore metalmeccanico che avevano manifestato interesse a presentare proposte per il percorso di reindustrializzazione dello stabilimento di Statte, offrendo nuove prospettive per affrontare e superare la crisi in corso.

Proprio una di esse, ovvero l’azienda che ha presentato una manifestazione di interesse formale, aveva proposto di impiegare i lavoratori nel settore della produzione di compattatori per rifiuti, con un’occupazione di 50-60 unità. Più defilate le altre due proposte, che riguardavano un’azienda operante nella produzione di macchine per spurghi, con sede operativa nel territorio ionico e una terza che invece aveva espresso un interesse limitato esclusivamente a carpentieri e saldatori, da impiegare come trasfertisti presso i propri cantieri territoriali. Entrambe le proposte rioccuperebbero però tra le 20 e le 30 unità. Secondo quanto espose la Task-Force regionale per l’occupazione al tavolo, tutte e tre le aziende sono state valutate come realtà industriali solide e in forte espansione, sia sul piano produttivo sia sotto il profilo economico-finanziario.

Tra i passaggi cruciali ancora da affrontare, c’è la delicata questione dell’immobile, di proprietà privata: sarà necessario verificare se esistano margini di accordo e mediazione per un’eventuale concessione in comodato d’uso o vendita con il proprietario del compendio aziendale. Parallelamente, proseguirà la valutazione di altri capannoni, oggetto di dismissione negli anni passati, situati all’interno delle aree di crisi complessa.

Nel corso dell’incontro del 23 giugno scorso, si era infatti appreso che due manifestazioni d’interesse, una legata ad un soggetto nazionale specializzato nel settore della carpenteria generale ed un’altra ad una Joint venture italo-estera nel settore della carpenteria navale, non si erano concretizzate proprio per via di un parziale interesse del bacino dei lavoratori ma anche, e soprattutto, per l’esosa richiesta economica rivendicata dal proprietario del compendio aziendale attualmente concesso in fitto ad Hiab.

La speranza è che questa manifestazione d’interesse formale possa portare a qualcosa di più concreto rispetto al recente passato. Non bisogna infatti dimenticare le tante aziende che ruotano intorno all’indotto della HIAB: la ditta delle pulizie, le aziende di trasporto, i fornitori di minuteria, le manutenzioni elettriche e di macchine speciali, la ditta addetta al taglio e quella addetta a trattamenti e verniciature speciali delle lamiere. Parliamo di un numero che oscilla tra i 50 e i 100 lavoratori che rischiano anch’essi ripercussioni a seguito della chiusura del sito di Statte. 

Il tavolo sarà riconvocato nelle prossime settimane per verificare gli sviluppi della trattativa e definire i passaggi successivi.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza Hiab https://www.corriereditaranto.it/?s=hiab&submit=Go)

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