Per la vendita dell’ex Ilva oggi è la data in cui i Commissari hanno chiesto ai due offerenti di concretizzare l’offerta vincolante.

Si tratta di Bedrock industries, il fondo americano candidatosi a rilevare l’intero gruppo siderurgico in amministrazione controllata, e di Flacks Group e Steel Business Europe.

“E tutto posso fare tranne turbare il mercato” ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel corso di una conferenza stampa con l’omologa tedesca Katherine Reiche a chi gli chiedeva della presenza, eventuale, anche di una cordata italiana per rilevare il gruppo siderurgico. Urso ha sottolineato che il decreto dello scorso primo dicembre sull’ex Ilva contiene misure importanti e va considerato “un piano di rilancio produttivo”.

“Sarò alla Commissione Industria del Senato della Repubblica che sta svolgendo alcune audizioni nell’ambito del nuovo decreto ex Ilva varato dal Consiglio dei Ministri il primo di dicembre e che contiene i misure importanti per supportare l’amministrazione straordinaria in questa fase transitoria, che necessita anche di investimenti importanti per riattivare il secondo altoforno e per fare la manutenzione del quarto” ha dichiarato ancora il ministro Urso.

“Il numero di dipendenti in cassa integrazione rimarrà 4.450 con 701 dipendenti in formazione mentre il resto dei dipendenti sarà occupato nelle attività di gestione della produzione nei vari stabilimenti”. Così il Commissario straordinario di Acciaierie d’Italia, Giancarlo Quaranta, in commissione Industria del Senato nell’ambito delle audizioni sul decreto sulla continuità operativa degli stabilimenti Ex-Ilva.

Quaranta ha poi ricordato come i Commissari abbiano dovuto affrontare una serie di cambiamenti sostanziali che li hanno costretti a dover adeguare il bando di gara per la vendita dell’azienda. “Nel luglio del 2024 – ha spiegato – l’amministrazione straordinaria aveva pubblicato un bando che prevedeva la vendita di un’azienda che era in attesa di ricevere l’autorizzazione integrata ambientale per 8 milioni di tonnellate, quando poi, in effetti, a fine luglio 2025 la stessa è stata portata a 6 milioni di tonnellate. E inoltre nel primo bando si parlava di un avviamento del processo di decarbonizzazione, mentre nel secondo bando abbiamo recepito quelle che erano le intenzioni soprattutto delle autorità locali che riguardavano la totale decarbonizzazione”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/12/10/traguardare-processo-transizione-ilva/)

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