Anche la data del 12 dicembre non si è rivelata quella decisiva per la conclusione della fase preliminare del processo ‘Ambiente Svenduto’, ripartite presso il tribunale di Potenza, sul presunto disastro ambientale provocato dall’attività produttiva del siderurgico ex Ilva durante la gestione del gruppo Riva tra il 1995 e il 2013.

Bisognerà attendere l’udienza del 19, si spera, per conoscere la decisione del giudice per le udienze preliminari Francesco Valente, sulla richiesta del Pubblico Ministero Vincenzo Montemurro, che si è riportato alla richiesta di rinvio a giudizio per tutte le posizioni ed aveva chiesto di non procedere per uno degli imputati coinvolti (l’ex prefetto Bruno Ferrante).

Lo scorso 25 novembre il gup Valente aveva rinviato perché cambiato, aggravandolo in concorso, il capo d’accusa nei confronti del prof. Lorenzo Liberti (ex rettore del Politecnico) all’epoca dei fatti consulente della Procura di Taranto. Il legale che difende l’ex rettore del Politecnico aveva infatti chiesto termini a difesa che erano stati concessi dal gup Valente sino al 12 dicembre. Mentre questa volta il rinvio è stato necessario a fronte dell’indisponibilità del giudice.

L’aver modificato il capo d’accusa di Liberti lascia credere che il giudice per le udienze preliminari possa accogliere, in toto o in parte, le richieste del pubblico ministero.

Sulla vicenda, come abbiamo spesso ricordato in questi mesi, aleggiano due dettagli non da poco. Il primo, il più importante, riguarda la questione legata alla prescrizione di alcuni reati, dopo la prima scure caduta a febbraio che vide il reato prescritto per ben 24 imputati. Secondo alcuni legali della difesa infatti, il reato di associazione a delinquere sarebbe già prescritto ed il giudice, per legge, avrebbe l’obbligo di dichiararlo. Il reato di concussione invece, sempre secondo questi calcoli nella peggiore delle ipotesi, si prescriverebbe a settembre 2026: secondo altri avvocati difensori a marzo 2026 o addirittura si sarebbe prescritto a fine luglio 2025 perché il termine di prescrizione di 15 anni ( il massimo della pena 12 anni aumentato di un terzo) decorerebbe dal luglio 2010, data dell’evento contestato.

La seconda vicenda riguarda invece il gup Valente che lo scorso 31 agosto ha ottenuto, a sua domanda, il trasferimento presso la procura di Lecce a decorrere dal 1 gennaio 2026. Quindi la sua sarà l’ultima decisione che prenderà in quel di Potenza a meno di altri rinvii. Un provvedimento importante ed atteso da molti, che indirizzerà inevitabilmente il nuovo processo sull’ex Ilva di Taranto.

(leggi tutti gli articoli sul processo Ambiente Svenduto https://www.corriereditaranto.it/?s=ambiente+svenduto&submit=Go )

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