Dopo ben 75 anni, due domeniche fa, è tornata tra le strade tarantine la Due Mari Marathon. Una manifestazione che ha attirato numerose critiche a causa della decisione del Comune di Taranto di  chiudere la viabilità in determinate zone della città, isolandole, senza un’adeguata comunicazione preventiva.

Soprattutto sui social si è urlato allo “scandalo” mettendo in evidenza disorganizzazione e  disagi che ne sono scaturiti

“Avete bloccato una città senza aver comunicato per tempo l’evento. Come si fa a spezzare in due il territorio andando a chiudere la tangenziale sud? Ma avete visto le immagini sulla strada “Salina”? E come anche delle altre arterie stradali? Ma come fate a gestire dei percorsi alternativi spostando le auto dove già ci sono disagi per i lavori legati al PNRR come la BRT? Ma come fate a essere così disorganizzati? E poi, la chiusura delle strade viene manifestata ai lavoratori solo in prossimità del blocco quando magari andava segnalata per tempo per non arrivare fino al blocco”.

Questa indignazione della gente, sfociata come un fiume nei commenti sotto i post che parlavano della maratona ha indotto l’associazione Consumatori Italiani, il cui referente tarantino è l’avv. Rocco Suma, a proporre di unire tutte le segnalazioni  di criticità per portare avanti, almeno nelle intenzioni, una vera e propria class action contro il Comune di Taranto, ritenuto il responsabile principale del disagio provocato nei confronti dei cittadini, ignari, nella maggior parte, dell’esistenza della Maratona.

Un’azione che sarebbe volta a risarcire i danni arrecati da questa iniziativa, danni non solo in termini di ore di attesa sprecate, ma anche dal punto di vista economico per tutte quelle persone che hanno perso voli e treni, il tutto  documentato. Però, come spesso accade  a Taranto vale il vecchio detto “Armiamoci e partite”

“Abbiamo ricevuto poche adesioni. A Taranto, come sempre, la gente sui social si lamenta, ma poi nel concreto sono pochi quelli che decidono di fare effettivamente qualcosa.”

A parlare è l’avv. Suma, che ci spiega le ragioni di questa azione, per alcuni anche spropositata rispetto a quanto accaduto:“Il problema non è stata la maratona, ma la mancanza di organizzazione e comunicazione: c’è chi ha perso treni o voli, gente che ha avuto difficoltà a uscire o rientrare nella propria casa.”

Indubbiamente questa Maratona ha arrecato qualche disagio e, come la maggior parte delle iniziative organizzate dal Comune, la comunicazione è stata poca o nulla. Con il senno di poi molti dei disagi si sarebbero potuti evitare, il sindaco di Taranto stesso ha ammesso pubblicamente che ci sono tanti aspetti che in futuro andranno migliorati.

Certo è anche vero che Taranto  è meno abituata e preparata a questi eventi rispetto a grandi città come Roma o Milano.

Ma la domanda che sorge spontanea a questo punto è: quanti disagi porteranno i Giochi del Mediterraneo?

“Dovrebbero affidare l’organizzazione di queste iniziative a persone competenti, che fanno questo di lavoro. Non oso immaginare per i Giochi del Mediterraneo cosa accadrà”, si domanda l’avvocato Suma.

Indubbiamente c’è ancora molto su cui lavorare, come ad esempio la gestione dei turisti e la mobilità pubblica che mostra delle importanti carenze.

Ma è anche vero che davanti ad una tastiera tutto diventa più semplice. Ognuno ha la soluzione in tasca. In tanti poi si producono in commenti sterili, quando non offensivi, e parole vuote, prive di un reale interesse nel trovare soluzioni ma utilizzate solo per trovare un responsabile da mettere alla “gogna”. E allora a cosa serve lamentarsi se non si è disposti a fare qualcosa di propositivo? Anche questa volta a Taranto si è fatto molto rumore per nulla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *