«La Regione deve assumere 185 infermieri, entro la fine del 2026, per mettere in funzione l’infermieristica di famiglia e di comunità, attivare la Cot, centrale operativa territoriale, l’ospedale e la casa di comunità ancora assenti a Taranto». È Pierpaolo Volpe, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto a lanciare un appello al governatore, Antonio Decaro per assicurare il giusto investimento dei fondi Pnrr e dell’attuazione Decreto Ministeriale 77/2022 con il quale è stata riformata l’assistenza territoriale.

«È sul territorio che si realizza la vera presa in carico del cittadino – ha detto Volpe – con queste nuove figure si possono gestire in maniera diretta le patologie croniche e non solo l’infermiere assume un ruolo centrale nella gestione dei pazienti, nella formazione dei caregiver e nell’incremento dell’autocura andando a supportare il sistema di emergenza 118 e del Pronto soccorso spesso in affanno».

Un solo infermiere di famiglia infatti può prendere in carico 3.000 abitanti, assicurando assistenza primaria costante, oltre al continuo lavoro in rete che svolgerebbe con servizi sociali e sanitari. «A questo si aggiunge – ha spiegato il presidente dell’Opi di Taranto – l’ospedale di Comunità che solo sul territorio Tarantino garantisce 40 posti letto con 16 infermieri e 2 coordinatori e la casa di comunità con circa 11 unità di organico».

Per Volpe il settore sanitario non ha bisogno solo di nuove assunzioni ma di investimenti mirati e modelli organizzativi ben definiti. «L’obiettivo – ha detto – è quello di valorizzazione la figura professionale e tutelare il cittadino anche dall’emergenza sanitaria e ambientale strettamente collegate tra loro».

Taranto, infatti, è la provincia con il più alto tasso standardizzato di malattie cronico degenerative, come il diabete e le patologie cardio vascolari, inoltre, in tutta la regione è il territorio che registra il maggior numero di diagnosi tumorali: una su tutte quella al polmone che colpisce maggiormente il sesso femminile oltre alle malattie ematologiche riscontrate nei bambini.

«La presenza dell’infermiere di famiglia – ha detto Volpe- sarà utile soprattutto per la gestione delle richieste di analisi, screening periodici e il controllo della copertura sanitaria dell’intera comunità. Un passaggio che ha la finalità di abbattere le liste d’attesa e di intervenire in maniera preventiva assicurando una corretta guarigione e delle terapie meno invasive a tutela del benessere della persona».
Per il presidente dell’Opi queste assunzioni contribuiranno alla ripresa del settore sanitario. «La carenza di personale medico e sanitario – ha detto Volpe – è una realtà ben consolidata, l’inserimento di questa figura professionale è fondamentale per generare il cambiamento, evitando gli accessi impropri e garantendo un primo decongestionamento del reparto di emergenza in attesa della tanto annunciata realizzazione di un secondo pronto soccorso nella città di Taranto».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *