La Regione Puglia ha destinato ulteriori 1.500.000 euro per sostenere i Comuni nella fase di avvio degli interventi di riqualificazione ambientale legati alle discariche dismesse e ai siti contaminati. E’ quanto deliberato dalla Giunta regionale: le risorse per gli studi di fattibilità tecnico-economica degli interventi prioritari, permetteranno con maggiore celerità di accompagnare le amministrazioni locali nella progettazione delle soluzioni più efficaci per la messa in sicurezza e la restituzione dei territori alle comunità.

I fondi sono rivolti ai Comuni di Giovinazzo (BA), Taranto (per uno dei due siti della discarica ex Vergine), Manduria (per l’impianto Li Cicci), Cerignola (FG), Palo del Colle (BA), Foggia (FG), Conversano (BA) e Bitonto (BA). La ripartizione delle risorse seguirà l’ordine di priorità individuato a livello regionale e l’azione di riqualificazione prenderà avvio dal sito collocato al quinto posto della graduatoria. L’Agenzia ASSET è individuata come soggetto attuatore per il sito della discarica Ecoambiente, in località Torre d’Agera, nel territorio di Bitonto, dove l’intervento sarà seguito direttamente dalla Regione.

Restano invece esclusi dal finanziamento gli interventi sul sito della discarica “ex Vergine” oggi Lutum, in località Mennole nel Comune di Taranto. In questo caso, infatti, l’impianto è stato acquisito da un gestore privato che ha assunto la piena responsabilità della gestione controllata e della chiusura definitiva, facendo venir meno la necessità di un intervento pubblico sostitutivo. Si tratta del sito acquisito nell’estate del 2018 dalla Lutum, società del gruppo Cisa, di cui riferiamo nel corso dell’articolo.

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia regionale di riqualificazione dei territori interessati dalla presenza di discariche, in particolare laddove sono necessari interventi urgenti per la tutela dell’ambiente e della salute delle persone. Un percorso che guarda non solo alla messa in sicurezza dei siti, ma anche alla possibilità di recuperare aree oggi compromesse, restituendo valore ambientale, paesaggistico e sociale alle comunità locali.

In questo quadro, la Regione Puglia ha già programmato un investimento pari a quasi 160 milioni a valere sul Programma Regionale FESR-FSE+ 2021-2027: si tratta di 75 milioni Fesr più 84,5 milioni di euro rinvenienti dalle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, nell’ambito dell’Accordo per la Coesione sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le risorse consentiranno di intervenire, secondo un criterio di priorità, su 13 siti considerati a rischio ambientale, rafforzando un’azione strutturale che punta a ridurre criticità storiche e a prevenire nuovi impatti sul territorio. Lo stanziamento di 1,5 milioni di euro rappresenta quindi un passaggio fondamentale: un supporto ai Comuni nella fase progettuale, indispensabile per arrivare rapidamente alla realizzazione degli interventi e per garantire soluzioni efficaci e durature.

Una foto della discarica Li Cicci dismessa da anni

Nell’elenco figurano due storici impianti della provincia di Taranto: la discarica “Li Cicci” di Manduria e la ex Vergine in località Mennole, isola amministrativa di Taranto tra Fragagnano e Monteparano.

La prima, è stato dismessa nel 2008 dopo cinque anni di esercizio, opera gemella dell’attuale «La Chianca» ancora in attività, situata a trecento metri in linea d’aria. Ha già subito ben tre interventi di messa in sicurezza dell’area negli ultimi quattordici anni (l’ultimo assegnato dal comune di Manduria con una bando (denominato “Interventi per la bonifica di aree inquinate” – intervento di M.I.S.E. (messa in sicurezza di emergenza) della ex discarica “Li Cicci” Fase 1 – nel Comune di Manduria” – POR 2014-2020 AZIONE 6.2″ sempre grazie ad un intervento della Regione che nel 2018 stanziava ben 73 milioni di euro per mettere in sicurezza le aree inquinate) assegnato nel 2020.

Discarica sulla quale pendono ben due inchieste penali (che non è detto avranno una conclusione positiva nell’individuazione dei responsabili e delle responsabilità sull’inquinamento da percolato della falda, che vedono indagati due ex tecnici comunali e gli ex proprietari della società Ecoambiente srl) oltre ad essere stata oggetto di furti, devastazioni e due incendi negli ultimi anni (nel 2013 e nel 2017). Sino ad oggi sul sito sono stati spesi ben tre milioni di euro, ma come dimostrato dalla scelta della Regione manca ancora la bonifica.

La seconda discarica è la ex Vergine in località Mennole, isola amministrativa di Taranto tra Fragagnano e Monteparano. La discarica per rifiuti speciali non pericolosi in post produzione a Mennole nel Comune di Taranto è sprovvista di Autorizzazione Integrata Ambientale, che è stata revocata con Determina Dirigenziale della Provincia di Taranto n.27/2015, anno nel quale venne sequestrata. I tecnici di ARPA Puglia, durante il sopralluogo del 14/10/2021, hanno accertato l’evidente stato di abbandono della discarica e hanno indicato come necessari gli interventi relativi alle misure d’urgenza, emergenza e prevenzione. Hanno riscontrato, inoltre, odore di biogas in prossimità dei pozzi di raccolta del percolato denominati Pp1 e Pp2.

Per quanto riguarda la falda idrica, durante le ultime ispezioni eseguite nel 2014 è stato rilevato il superamento delle CSC per il parametro Alluminio. Sarà arrivato il momento, finalmente, della bonifica? Anche in questo caso vi è stato un primo processo, che ha visto l’assoluzione degli imputati nell’appello dopo le condanne ricevute in primo grado, con la Cassazione che stabilì che la bonifica non sarebbe dovuta avvenire a carico della vecchia società (da qui il finanziamento della Regione Puglia per l’intervento) e che non ci sarebbe stato alcun risarcimento per il comune di Fragagnano, assolvendo anche le due società ‘Vergine spa’ e ‘Vergine srl’ che avevano gestito la discarica in due fasi temporali temporali ma continuative: la prima fino a gennaio 2014 e la seconda per pochi giorni fino al sequestro dell’impianto. Si è poi aperto un secondo processo penale a carico degli ex gestori della discarica Vergine, avviato nel 2018 e che si è concluso a settembre con l’assoluzione dei tre imputati, ex dirigenti ella società, per non aver commesso il fatto. 

La discarica per rifiuti speciali non pericolosi in post produzione, in località Mennole, dista 400 metri dall’altra discarica ex Vergine che sorge in località Palombara che è quella acquistata dalla Lutum (società del gruppo CISA) nel 2018. E che la stessa società ha intenzione di riaprire. Al momento si è da poco conclusa la fase della verifica della completezza della documentazione. Lo scorso 23 gennaio si è svolta l’ultima riunione della Conferenza dei Servizi, durante la quale emerse anche il problema legato al fatto se l’istanza di riapertura della discarica debba sottostare ad una Valutazione d’Impatto Ambientale. 

Successivamente, con una nota del 29.02.2024 la Regione Puglia ha stabilito che la competenza per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per la discarica Lutum è della Provincia di Taranto. Quindi, si è ritenuto di dover applicare la vecchia legge che delegava alla Provincia questo onere, mentre con la nuova legge regionale del 07.11.2022 (approvata pochi giorni dopo l’istanza della Lutum per la riapertura della discarica Vergine) la competenza è ritornata alla Regione.

Con la stessa lettera, la Provincia invitò la Lutum ad integrare l’istanza di AIA con una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA, procedimento sul quale la stessa società si era mostrata favorevole) e la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) “tenuto conto dell’intero compendio istruttorio acquisito”. Società che ha per l’appunto comprato il sito, proceduto secondo quanto dichiarato dalla stessa società alla bonifica del 90% dell’area (dove nel corso degli anni sono stati raccolti scarti dell’industria italiana, farmaceutica, petrolifera, siderurgica, tessile) e che ora vuole riaprire, nonostante la Regione Puglia anni addietro garantì che ciò non sarebbe mai avvenuto.

Attualmente il procedimento è ancora in corso, viste le tante criticità evidenziate in questi ultimi tre anni in particolar modo da parte di ARPA Puglia. 

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Vergine https://www.corriereditaranto.it/?s=vergine&submit=Go)

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