Con un videomessaggio diretto alle redazioni, dal tono fermo, Massimo Ferrarese, commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo, ha avanzato una proposta/ultimatum che chiama in causa la Corte dei Conti per dirimere la questione relativa ai rapporti con il Comitato Internazionale dei Giochi ossia l’affidamento dei servizi tecnologici, dall’antidoping ai sistemi informatici, per un valore di oltre 11 milioni di euro.
«Cercherò di spiegare rapidamente quello che accade – ha esordito Ferrarese –. Noi siamo al passo con i tempi e stiamo realizzando tutte le opere, non solo a Taranto ma anche nelle altre province. È chiaro che ci siano criticità ma stiamo facendo in poco più di due anni ciò che avrebbero dovuto realizzare in sette. Di tutto questo il comitato internazionale è stato informato e ha apprezzato».
Il commissario ha ricordato come lo stesso presidente del Comitato internazionale, Davide Tizzano, lo scorso 21 agosto, durante la cerimonia del countdown con il grande orologio in piazza Municipio (successivamente spostato accanto al monumento ai Marinai, ndc), avesse sottolineato che «i lavori erano nei tempi». Dichiarazioni delle quali lo stesso Ferrarese ha fornito prova documentale allegando al suo video quello in cui il presidente del Comitato internazionale pronunciava quanto riportato dal commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore locale.

Da allora, però, qualcosa si è incrinato. «Dal 21 agosto a oggi – ha denunciato Ferrarese – non è venuto più nessuno dal comitato internazionale a verificare i cantieri. Il problema – ha poi aggiunto per motivare il perché del braccio di ferro instauratosi tra i due comitati negli ultimi tempi – non sono i lavori ma i servizi tecnologici (un pacchetto che comprende cybersecurity, broadcasting, sistemi di accreditamento, antidoping, timing e scoring, ndc)». Il comitato internazionale, infatti, rivendica questi servizi come propria competenza.
«Ci è stato chiesto – ha evidenziato ancora Ferrarese – di affidarli senza gara a società indicate dal comitato. Noi ci siamo opposti a queste procedure. Così abbiamo perso sei mesi».
La proposta di Ferrarese è chiara e diretta: «Siamo oltre la metà di dicembre, quindi io dico: chiediamo insieme un parere alla Corte dei Conti. È semplice, trasparente. Noi utilizziamo fondi pubblici e siamo soggetti al controllo della Corte. Se la Corte dovesse dar ragione al comitato internazionale, io sono disponibilissimo a fare un passo di lato, a mettermi da parte e a chiedere scusa per il tempo trascorso inutilmente. Ma se la Corte dovesse dar ragione a noi, allora il comitato internazionale dovrà chiedere scusa ai cittadini per il tempo perso e per i problemi creati ai Giochi del Mediterraneo».
*sull’argomento:Giochi: “guerra fredda”tra i due Comitati – Corriere di Taranto