Un’unica regia per tentare di salvare e rilanciare uno dei comparti più identitari dell’economia tarantina. Il Tavolo per la Mitilicoltura, istituito nel 2024 per fronteggiare la crisi del comparto, passa ora sotto il coordinamento del Comune di Taranto, restando comunque sotto l’egida della Prefettura. Una scelta che unifica i tavoli già esistenti e che mira a dare maggiore forza e coesione a un settore storico e identitario, ma da anni segnato da difficoltà strutturali e gestionali.

L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città alla quale hanno partecipato il prefetto di Taranto Paola Dessì, il sindaco Piero Bitetti e il presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto Vincenzo Cesareo.  Si cerca così di voltare pagina, mettendo ordine e superando le frammentazioni.

Il Tavolo era stato istituito nell’ottobre 2024 dalla Camera di Commercio, in accordo con la Prefettura e su sollecitazione degli operatori del settore, occupandosi anche del tema del dissequestro del I seno del Mar Piccolo e delle possibili azioni di sostegno alle progettazioni degli operatori. Parallelamente, un altro tavolo era gestito dal Comune. Ora, la scelta di una regia unica.

«La considero una giornata importante perché innanzitutto abbiamo riunito una serie di tavoli che generavano confusione», ha spiegato Cesareo. «Oggi – ha aggiunto – abbiamo un unico tavolo, coordinato dal Comune sotto l’egida della Prefettura e con la collaborazione della Camera di Commercio».

Chiari anche gli obiettivi: «Questo tavolo avrà il compito di interfacciarsi con le associazioni di categoria, con i mitilicoltori e con la Regione per trovare risorse finanziarie e dare luce a un comparto il cui prodotto è un elemento identitario della storia, della cultura e dell’economia del nostro territorio». E ancora: «Vogliamo riportare la cozza tarantina a essere un simbolo che restituisca anche economicamente il sacrificio dei produttori».

Cesareo ha poi rivendicato l’eccellenza del prodotto: «È sicuramente la cozza più controllata d’Italia e continuerà a esserlo, a garanzia della sua qualità. Il sapore è innegabile: la migliore non solo in Italia, ma secondo me del mondo. Dobbiamo impegnarci perché arrivi ovunque e arrivi bene».

Il sindaco Bitetti ha sottolineato il valore istituzionale del percorso: «Sento il dovere di ringraziare il prefetto Dessì perché grazie al coordinamento della Prefettura siamo riusciti a unificare i diversi tavoli che riguardavano questo importante settore che per noi ha una valenza storica, identitaria, culturale. Resta un’attività produttiva che dà occupazione a tante famiglie».

L’obiettivo, ha spiegato, è «valorizzare il prodotto, migliorare la commercializzazione e trasformazione, portandolo su tutte le tavole, anche oltre i confini nazionali». «Per questo – ha insistito il sindaco – abbiamo bisogno della collaborazione degli addetti ai lavori, che non manca, e puntare su una revisione delle concessioni a mare e su una cultura consortile per dare rinnovato slancio a questo tipo di attività».

Il Tavolo istituito dalla Prefettura aveva già avviato un lavoro articolato, con gruppi “istituzionale”, “scientifico” e “operatori”, coinvolgendo Università, CNR, Conisma e il Commissario straordinario alle Bonifiche. Un patrimonio di competenze che ora confluisce in un’unica cabina di regia, con l’ambizione di restituire futuro a uno dei simboli più autentici di Taranto, minacciato dalle calamità, dalla concorrenza estera e dall’inquinamento.

 

 

 

 

 

 

 

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