Il primo segnale non è un rendering, ma il calendario dei lavori. Dal 24 novembre il progetto di «Riqualificazione del sistema di spazi pubblici fra il Castello Aragonese ed il Palazzo di Città» è diventato un cantiere vero, con tempi definiti, un’impresa esecutrice e un quadro economico ormai chiuso. Un passaggio concreto che segna l’avvio operativo di uno degli interventi più rilevanti per la Città vecchia, finanziato attraverso il CIS – Contratto istituzionale di sviluppo, con fondi della delibera Cipe 10/2018 – piano operativo cultura e turismo.
L’appalto, inizialmente stimato in circa 2 milioni di euro, è stato affidato per poco più di un milione grazie al ribasso del 25,86 per cento presentato dall’impresa «Infrastrutture e Restauri srl» di Venafro, in provincia di Isernia. La procedura di gara è stata curata da Invitalia per conto del Comune di Taranto, nell’ambito delle attività seguite dalla Direzione Grandi Opere.
Il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco di Taranto Piero Bitetti, il vicesindaco Mattia Giorno, l’architetto Dong Sub Bertin, progettista e direttore dei lavori, e Simona Sasso, dirigente comunale e responsabile unico del procedimento. Un’occasione per illustrare non solo l’impianto generale dell’intervento, ma anche le scelte tecniche e urbanistiche che ridisegneranno l’asse compreso tra il Castello Aragonese e Palazzo di Città.
L’intervento interessa l’asse che collega il Castello Aragonese a Palazzo di Città, includendo Piazza Castello e gli spazi circostanti.
Il disegno urbano prevede una forte riduzione delle superfici carrabili e una netta estensione delle aree pedonali: dai 2.500 metri quadrati attuali si passerà a oltre 5.740, mentre le aree destinate alle auto scenderanno da 4.500 a 1.200 metri quadrati. A crescere saranno anche il verde e le alberature, che passeranno da 40 a 66 unità, con l’introduzione di specie autoctone pensate per incrementare la biodiversità.
Il progetto, realizzato dallo studio DsB landscape, non si limita a ridisegnare una piazza, ma costruisce un sistema di cinque giardini tematici che dialogano tra loro e con le emergenze storico-architettoniche. Tra questi il Giardino di Falanto, concepito come nuova piazza istituzionale affacciata sul Municipio e sul Castello, ispirato agli studi di Nicola Carrino sulle colonne doriche; il Giardino dei Taras, che funge da filtro verde tra la viabilità e l’area pedonale; e il Giardino degli Ulivi, spazio più raccolto dedicato alla sosta e alla socializzazione, caratterizzato dal recupero delle basole storiche rinvenute sotto le pavimentazioni esistenti.
Il disegno firmato dall’architetto Dong Sub Bertin nasce da un lavoro di lungo periodo. «Per questo progetto stiamo lavorando da più di cinque anni», ha spiegato il progettista. «Mi occupo di paesaggio da oltre vent’anni e arrivare finalmente al cantiere è un passaggio importante. Qui non si tratta solo di rifare una piazza, ma di costruire un sistema di spazi che dialogano tra loro».
Quanto alla realizzazione dei Giochi d’acqua, considerando l’esperienza infelice di quelli realizzati anni fa sotto la Ringhiera, l’architetto ha osservato che «la cosa fondamentale è realizzarli bene. Sono progetti di ingegneria idraulica molto calibrati, che riutilizzano l’acqua in modo strutturato. Consumano pochissimo perché l’acqua viene riciclata e riutilizzata. Non immaginiamo una fontana da guardare, ma una fontana per le persone, soprattutto per i bambini, con un disegno di luci e colori che potrà cambiare durante la giornata».
Il progetto introduce anche una nuova continuità pedonale, superando alcune delle criticità storiche dell’area: dislivelli, barriere architettoniche, percorsi frammentati. Il prolungamento degli assi dei vicoli della Città Vecchia genera un disegno “a scacchiera” che integra spazi di semplice attraversamento e aree dedicate alla sosta e alla contemplazione. La pavimentazione sarà realizzata in pietra, con l’utilizzo del basolato storico recuperato e della Pietra di Trani, mentre l’arredo urbano – sedute, illuminazione, fontane e portabici – è pensato per favorire l’aggregazione e nuove prospettive visive sui monumenti.
«Abbiamo lavorato come una squadra», ha dichiarato il sindaco Piero Bitetti. «Grazie alla sensibilità e all’attaccamento dei dirigenti stiamo superando ostacoli importanti. L’idea è quella di una città con quartieri policentrici. Da quest’area vogliamo far ripartire una serie di economie e sono previsti interventi significativi per interi isolati della Città vecchia».
Sulla dimensione quotidiana dell’intervento si è soffermato il vicesindaco Mattia Giorno: «Sarà una piazza accogliente, uno spazio rigenerato per l’aggregazione sociale, ma anche un luogo che recupera la sua storia. Procederemo con il ripristino del basolato storico nei punti in cui verrà ritrovato. La zona sotto Palazzo di Città vedrà un sistema di giochi d’acqua che richiama un disegno di Carrino che abbracciava le colonne doriche. Ci sarà più verde e nuove essenze arboree». Giorno ha sottolineato come l’intervento su Piazza Castello sia strettamente legato a quello su Piazza Fontana: «La rigenerazione della Città Vecchia è un percorso che va avanti cantiere dopo cantiere».
Un tema delicato è quello dei parcheggi e della viabilità. «Le due piazze diventeranno pedonali, ad eccezione del carico e scarico e delle necessità dei residenti», ha spiegato ancora Giorno. «È stato costruito un piano che limita la perdita di posti auto, con una rimodulazione degli stalli: il taglio è molto più ridotto rispetto a quanto ipotizzato all’inizio».I lavori sono iniziati il 24 novembre e avranno una durata di circa 455 giorni. «Con l’impresa stiamo cercando di accelerare il più possibile», ha aggiunto Bertin, «perché il primo obiettivo è garantire un primo pezzo di piazza fruibile prima dei Giochi del Mediterraneo».
Piazza Castello diventa così uno dei tasselli centrali del programma di rigenerazione urbana inserito in “Ecosistema Taranto”, insieme agli interventi già in corso o in fase di gara sulle mura aragonesi, su Palazzo Carducci e su Palazzo Troilo. Un progetto che intreccia paesaggio, storia, mobilità e vita sociale, ridisegnando uno spazio chiamato a tornare luogo di incontro, attraversamento e permanenza nel cuore della città.
La presentazione del progetto in file
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