Tutto molto bello…come direbbe il compianto telecronista Bruno Pizzul. Dall’effetto plastico, stile “Porta a Porta”, del progetto del centro sportivo “Iacovone”, sino alle parole cariche di determinazione del presidente Vito Ladisa –“Ho perso molto battaglie ma alla fine ho quasi sempre vinto le guerre” – passando per un piano industriale lungimirante (8 anni), contenuto (10 milioni di euro) e realistico (la serie C in 3-4 anni).

Piano industriale è una parola mai sentita dai precedenti carneadi presidenti della squadra di calcio di Taranto, abituati a vivere alla stagione magari contando principalmente su tasche altrui o su altri espedienti.

Finalmente a Taranto si guarda lontano, con obiettivi chiari e senza fare il passo più lungo della gamba, in un percorso a tappe che punta sul forte coinvolgimento degli appassionati di calcio rossoblu.

Un motto acchiappa consensi (nell’accezione positiva, ndr) – “Dove crescono i sogni, nasce una nuova Taranto” – e un futuro in cui lo stadio Iacovone è al centro del progetto (i romantici del vecchio calcio si mettano l’anima in pace, il calcio è business).

Tutto molto bello…Ma sarà il presente a condizionare il futuro. Questo Taranto deve raggiungere in tutti i modi la serie D, lo deve fare subito. Ed il presente ci dice che questa squadra è attardata in classifica di ben 7 punti rispetto a chi questa classifica la conduce.

Per Vito Ladisa, il condottiero di questa società, non è un problema e si dice convinto che in qualche modo questa squadra ce la farà a raggiungere il suo obiettivo anche non passando dalla porta principale.

Dalle sue parole, dalle espressioni del suo volto, dal suo gesticolare quasi imperioso emergono carattere, determinazione, sicurezza che a volte possono avere dei tratti di arroganza (anche questa nella sua accezione positiva, perché in certi contesti serve …).

Vincere non è mai facile per nessuno e questo vale per tutti nel mondo dello sport. Il Taranto sta pagando dazio al ritardo con cui si è affacciato al campionato. Sta cercando di colmare il gap non lesinando sforzi in tutte le direzioni con nuovi innesti, un nuovo allenatore ed investimenti che sono superiori alla categoria .

Il presidente Vito Ladisa chiede, finalmente qualcosa che chi lo ha preceduto (arrogante e presuntuoso) non ha mai chiesto, ossia aiuto a tutti per andare uniti verso la meta. Lo chiede, quasi lo pretende.

Tutto molto bello ma…Peccato che la conferenza stampa di presentazione del piano industriale della SS Taranto calcio si sia rivelata, al di là dei contenuti importanti, dal punto di vista della forma, un piccolo autogol.

Lo scriveremo solo noi del corriereditaranto.it, probabilmente, perché gli altri continuano a non vedere, a non sentire, a non parlare. È un segnale di coerenza anche quello, anche di chi ora è attaccato ma china il capo perché ha parecchio da farsi perdonare del recente passato.

Fatto sta che nel corso di questa conferenza stampa potevano essere evitate determinate polemiche, che nulla avevano a che fare con il tema portante dell’incontro con giornalisti e tifosi.

E soprattutto qualcuno del club (gli addetti stampa? Il moderatore? Lo stesso presidente?) poteva intervenire quando un giornalista ha cominciato a inveire, così a random, senza una spiegazione logica, contro i suoi colleghi, chiamandoli “lecchini” e “giornalai”.

Caro Presidente anche la forma e lo stile caratterizzano un club rispetto agli altri ed anche questo deve essere un obiettivo da raggiungere tra i tanti, certamente più importanti.

One Response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *