Un evento di grande partecipazione che è entrato nella storia della città di Taranto. L’arrivo della fiaccola olimpica non è stato soltanto un avvenimento legato allo sport. Un evento che, per la sua natura itinerante, ha coinvolto le arterie principali della Città dei Due Mari ed ha rilanciato tutta la provincia ionica nel panorama internazionale. Tanti i tarantini che hanno accolto l’arrivo della fiaccola portata da Viviana Zito in piazza Castello.

Un momento ricco di emozione che è proseguito per oltre due ore in giro per la città con i tedofori che si sono alternati circondati dall’affetto dei diversi presenti.

Il passaggio della torcia ha rappresentato il culmine di un percorso che, come da tradizione, lega ogni tappa del villaggio olimpico ai valori universali di pace, solidarietà e rispetto. A Taranto però, il suo significato non si è limitato solo a questo: ha rivelato l’aspetto di una città che combatte sospesa tra la sua identità industriale e il desiderio di diventare polo culturale e turistico.

Non sono mancati i momenti di aggregazione in piazza Archita, dove era posizionato il braciere olimpico. Una piazza festante e gremita che ha accolto l’ultimo tedoforo che ha poi provveduto all’accensione del braciere. Questo onore è toccato alla tennista Roberta Vinci che ha provato in tutti i modi a nascondere l’emozione per poi cedere dopo l’accensione.

“Scusate, sono emozionatissima – le prime parole di Roberta Vinci. In questa piazza, nella mia città, davanti alla mia famiglia per me è un’emozione incredibile. Ho viaggiato tanto, ho giocato tanto in tanti campi però tornare qui a Taranto per me è qualcosa di indescrivibile”.

Possiamo definire la giornata di ieri come una primissima prova in vista dei Giochi del Mediterraneo del prossimo anno. Sicuramente diverse ancora le criticità da risolvere, come ad esempio la questione viabilità che ancora una volta ha scaturito alcune polemiche. Però ieri la città ha risposto presente. Sicuramente tutto è perfettibile ma Taranto ha dimostrato di avere fame di eventi, che siano sportivi o culturali poco importa.

Forse più che un passaggio quello della fiaccola bisogna vederlo a questo punto come un invito. L’invito a credere nella capacità di cambiare, a provare a far parlare di Taranto per altre tematiche che non siano connesse esclusivamente a problematiche occupazionali o sanitarie.

L’entusiasmo dei cittadini e dei tedofori ha dimostrato come lo sport riesca ancora a generare coesione e proprio per questo i prossimi Giochi del Mediterraneo sono per Taranto un’occasione irripetibile; non solo sotto l’aspetto infrastrutturale ma soprattutto un’occasione per provare a dare una positiva svolta ad una città che staziona ormai stabilmente negli ultimi posti per qualità della vita.

Quindi adesso l’auspicio è che, nonostante lo spegnimento del braciere olimpico, non si spenga la voglia di riscatto.

*foto Paolo Occhinegro e Fabrizio Giannico


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