Alcuni recenti fatti di cronaca ci pongono di fronte ad una realtà che la maggior parte di noi adulti fa finta di ignorare: la deriva morale di una parte delle generazioni Zeta e Alpha che – con uno smartphone in mano – crede di avere il mondo in pugno, incurante dei pericoli a cui si espone.
L’importante è apparire sui social per ottenere visualizzazioni ed incrementare follower. Ormai Tik Tok, Instagram ed il social per definizione dei “vecchi”, Facebook, sono alimentati da un flusso inarrestabile di video di ogni tipo.
Non occorre più guardare dal buco della serratura come 40-50 anni fa, orami tutto è facilmente fruibile.
Cominciamo dalla ormai consueta pistolettata tarantina sul balcone la notte di San Silvestro. Un minorenne si fa riprendere mentre esplode dei colpi a salve allo scoccare della mezzanotte e pubblica sui social il video (poi rimosso a seguito di segnalazione della Polizia), orgoglioso della sua “gomorrata”.
E ovviamente il video viene ripreso da una pagina social con tanti follower e diventa così virale da finire come notizia sui giornali cartacei e digitali anche nazionali .Il circolo vizioso si è chiuso. Obiettivo raggiunto…Anche quello di screditare ulteriormente Taranto.
E la denuncia del minorenne non ne scalfirà certo l’orgoglio per aver ottenuto il suo effimero momento di notorietà.
Episodio due: il Corriere della Sera, nella sua versione digitale, posta il video di uno studente all’interno del locale di Crans Montana in Svizzera dove un terribile incendio ha causato la morte di 50 persone, sempre la notte di San Silvestro.
Nel filmato si vedono dei giovani che continuano a ballare e a cantare, incuranti, anzi sprezzanti, del pericolo, mentre il soffitto prende fuoco. Non solo, riprendono tutto con lo smartphone. E a filmare quelli che filmano, c’è un altro telefonino. Non è un film, non è un videogioco.
Episodio tre: sempre sul sito corriere.it viene postato un video in cui è ripresa una violenta rissa scoppiata all’esterno di un locale a Firenze la notte del 31 dicembre. Chi riprende, rida e scherza come se fosse nulla.
Tre episodi che dimostrano come la nostra società sia diventata un gigantesco Grande Fratello in cui anche di fronte alle situazioni più drammatiche, prima ancora dell’aiuto, prima ancora di chiamare le Forze dell’Ordine, prima ancora di pensare al messaggio che si lancerà, è importante quel minuto di girato che si trasformerà in reel da postare sui social. Che schifo!
*foto di apertura credit Merlin Wizard Internet Media



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